L’allenatore del momento:Attilio Tesser il mio calcio

attilio tesser allenatore-pasquale sensibile direttore sportivo

attilio tesser allenatore-pasquale sensibile direttore sportivoLa favola iniziò proprio da quell’anno : 2009, quando arrivò quasi a fine stagione Pasquale Sensibile, al quale la famiglia De Salvo aveva chiesto di costruire la nuova squadra. Pasquale Sensibile, direttore sportivo del Novara, iniziò la sua avventura nel Novara e insieme ad Attilio Tesser mai avrebbero scommesso che nel giro di due stagioni calcistiche sarebbero approdati nel massimo campionato di calcio Italiano.

In prima divisione, dopo aver scelto in maniera scrupolosa e con attenzione una serie di giocatori motivati a disputare un campionato di vertice, è arrivata la promozione in serie B. Quell’anno, non è stato tutto facile, perchè quello era un girone di ferro, c’erano infatti diverse società che avevano investito un sacco di denaro per vincere: Perugia, Arezzo, Cremonese, ma nonostante tutto il Novara calcio, che non vedeva la serie B da 33 anni, insieme al suo direttore sportivo e al suo allenatore furono acclamati e vincitori.

Attilio Tesser iniziò così da lontano a prendersi, oggi, le sue rivincite, sopratutto su chi, negli ultimi anni non aveva creduto nella sua filosofia calcistica e sopratutto convinta che un allenatore troppo “Buono” non sia in grado di vincere. Massa di persone “poco elastica mentalmente” che pensa ancora oggi che per essere dei bravi allenatori, occorre tirare calci alla panchina, urlare, sbraitare… Massa di persone addetta ai lavori e non, che scambia le buone maniere, il dialogo onesto e corretto con tutti, compreso i giocatori, per debolezza caratteriale. Partito dai dilettanti forse è arrivò, forse, troppo infretta ai vertici della serie A e da li lo sfortunato “dietro front fino alla prima divisione”

Ma oggi Attilio Tesser, uomo di poche parole ma gran lavoratore sul campo, che non ama passeggiare per le vie del centro e farsi vedere, ma che ha amato subito a prima vista il popolo di Novara, adesso può ritornare a credere di essere un Allenatore da serie A..

Dopo aver vinto e dominato il campionato di prima divisione e approdato in serie B, la società ha chiesto ai due condottieri (Sensibile e Tesser) se era il caso di ristruttura la squadra.

Tesser e Sensibile impiegarono solo qualche minuto per capire che il nucleo dei giocatori che avevano stravinto il campionato precedente, andavano confermati in blocco e così fu e la loro convinzione di aver fatto la scelta giusta si rivelò subito nelle partite di Coppa Italia.

Tesser, che ha avuto in testa sempre il modulo di gioco 4-4-2 in linea, inziò, dopo aver visto all’opera i nuovi innesti (solo 2), a mettere in dubbio la sua filosia, il suo credo calcistico.

UN ALLENATORE SCRUPOLOSO
In campo Attilio Tesser, è un allenatore che ama osservare, ha la capacitàdi fermare il gioco quando è necessario correggere, che ha coraggio nell’alzare la voce quando ce ne bisogno, senza tutt’avia mai mancare di rispetto.

staff tecnico del novara calcio

UN ALLENATORE CHE CREDE NEL SUO STAFF
Attilio Tesser, senza il suo staff, non potrebbe vivere. Questo è quello che pensa veramente l’allenatore che ha portato il Novara calcio dalla serie C alla serie A in sole due stagioni.

“Un errore che non farei più e che ho fatto in passato (Mantova) – dice Tesser – è accettare di allenare una squadra, senza che mi si consenta di portare con me i miei collaboratori, quest’anno: Edoardo Renosto (preparatore atletico), Mark Stukelj (allenatore in seconda), Leonardo Cortiula (allenatore dei portieri), Carlo Perrone (assistente tecnico)

UN ALLENATORE SI DEVE ADATTARE ALLE CARATTERISTICHE DEI SUOI GIOCATORI

Scoprì subito sul campo, che per le caratteristiche dei suoi giocatori, quel modulo andava modificato e scelse, grazie al fatto di non avere degli esterni adatti al 4-4-2, di giocare col il 4-3-1-2 e cioè con il rombo di centrocampo.

Ecco come ha costruito il suo centrocampo:
Porcari : metodista davanti alla difesa
Motta: dietro le punte
Rigoni: mezz’ala sinistra
Mariannini: mezz’ala destra

UN ALLENATORE DEVE AVER INTUITO E CONOSCERE BENE I SUOI GIOCATORI
Sapeva che Motta aveva giocato fino ad allora di punta e che era una attaccante vero ( ha fatto oltre i 100 goal in carriera) e che Rigoni, che è il vero regista della squadra, aveva giocato poco sul centro sinistra.

Ma Tesser conosceva bene questi due giocatori e sapeva che potevano rendere al 100% e mettersi al servizio della squadra anche in posizioni di campo diverse da quelle fino ad allora occupate.

A Motta che è un giocatore che ha la qualità di avere un piede sensibile che gli permette di mettere la palla dove vuole lui, Tesser gli ha chiese di diventare anche un “assist man” e così è stato!

Mentre a Rigoni, che è poi il classico regista di fantasia, dai piedi buoni e dalla visione del gioco gli chiese di sacrificarsi un pò di più nella fase di non possesso, in maniera da aiutare la squadra quando si difendeva e così è stato!

STRATEGIA DI GIOCO E MENTALITA’
Una volta scelti i giocatori visti all’opera, deciso il modulo, e impostato nei posti giusti i calciatori di maggior spessore tecnico era l’ora di trasmettere la strategia ai giocatori.

Questa la strategia di gioco: la fase di costruzione, fino ad arrivare alla conclusione in porta, deve avvenire tramite passaggi a terra: per manovra ragionata e/o con lanci lunghi. La verticalizzazione però, deve avvenire non con lanci lunghi nella speranza che succeda qualcosa, ma in maniera organizzata. Questo è stato il messaggio preciso alla squadra di Attilio Tesser dopo aver potuto verificare che la sua squadra era tecnicamente dotata.

E l’allenatore non si è solo limitato ad inculcare questa strategia in maniera verbale ma anche in maniera pratica.

L’ALLENAMENTO
Molto importante per Attilio Tesser, sopratutto il fatto di non trascurare fin dai primi momenti del ritiro, la didattica, i principi di tattica individuale sia in fase di non possesso di palla che in fase di possesso e l’allenamento sui fondamentali del gioco del calcio. Particolare attenzione viene rieservata alla presa di posizione in fase difensiva, dove la posizione del corpo dei giocatori che difendono diventa fondamentale quando si deve affrontare una squadra tecnica che attacca nelle varie zone di gioco: “se sei posizionato bene e il corpo è orientato nella maniera corretta è difficile che l’attaccante avversario possa sfuggire al nostro difensore”

L’ALLENAMENTO TATTICA COLLETTIVA
Una volta alla settimana  Attilio Tesser dedica 20′ minuti di allenamento tattico al gioco 11 contro 0. Forma due gruppi, di cui uno va in palestra a fare forza e l’altro sul campo, poi si cambia. In questi momenti di gioco, si provano le giocate, i tempi di inserimento, la fantasia.

IL LAVORO SUI SINGOLI
Particolare attenzione è stata riservata per l’attaccante Gonzales. Attilio Tesser insieme ai suoi fedeli collaboratori hanno notato che questo giocatore ha ottime capacità atletiche: è molto veloce, ha ottime capacite di dribbling: quando punta l’avversario 9 volte su 10 lo salta, ma tatticamente deve migliorare.

Il suo punto forte è quello di attaccare bene la profondità, mentre quello di debolezza è quello di non aiutare la sua squadra nella manovra nel momento in cui conquista la palla. Il lavoro che è stato svolto è quello di aiutarlo a meccanizzare il movimento di andare incontro ai centrocampisti in maniera migliorare le capacità di “muro” e di “uno-due”.

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