9. I 4 periodi calcistici di una stagione calcistica

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9 puntata: I 4 periodi di una stagione calcistica
(tre per i professionisti)

Iniziando dal fattore tempo vediamo come una stagione calcistica viene divisa in quattro periodi ben distinti tra loro:

1) periodo di preparazione precampionato
2) periodo agonistico
3) sosta invernale (solo per i dilettanti)
4) periodo di transizione

IL PERIODO DI PREPARAZIONE PRECAMPIONATO

E’ il periodo in cui si “prepara” una squadra ad iniziare il campionato.

Gli obiettivi del ritiro:

3 sono gli obiettivi da raggiungere:

• Psicologico
• Tecnico tattico
• Atletico

Psicologico
Una funzione del ritiro precampionato è quella di far conoscere e unire i giocatori “vecchi” con i giocatori “nuovi arrivati” che ancora non si conoscono.

Inoltre è in questo periodo che si forma il cosiddetto spirito di squadra perchè stando a contatto tra loro 24 ore su 24 gli si permette più velocemente di amalgamarsi e di diventare amici, componente molto importante per ottenere dei risultati positivi.

Per il Mister è un periodo importante perché è stando a contatto con il giocatore dalla mattina alla sera che riesce a farsi subito una prima idea del carattere e della personalità dei suoi giocatori.

Tecnico Tattico
E’ in questo periodo che l’allenatore cercherà di riabituare i giocatori al contatto continuo della palla, allenando tutti i gesti tecnici. Ed è sempre in questo periodo che l’allenatore trasmetterà ai giocatori nuovi e consoliderà ai giocatori vecchi il suo credo calcistico, la sua filosofia e i suoi schemi di gioco.

Atletico
Uno degli obiettivi da raggiungere è quello di sviluppare le condizioni atletiche di base dei calciatori attraverso esercitazioni a carattere generale ed a carattere specifico, affinché l’organismo del calciatore sia in grado di sostenere efficacemente gli sforzi via via più crescenti compiuti durante l’attività in modo tale da farlo arrivare il più in fretta possibile all’apice della forma mantenendola il più a lungo possibile.

Montagna o città?
La vera verità che sta alla base della scelta di una località montanara rispetto a una località in città sta nel fatto che in montagna il riposo notturno e il riposo pomeridiano sono migliori perché c’è la mancanza dell’afa. Il fatto di poter dormire o riposare in modo continuo è molto importante per un giocatore, perché facilita il recupero della fatica degli allenamenti.

La località ideale

Un allenatore insieme ai suoi collaboratori deve scegliere la località dove trascorrere il ritiro in base a diverse caratteristiche:

• l’hotel deve essere vicino al campo sportivo e vicino al paese (la sera i giocatori devono pur trascorrere il tempo dopo cena e fare qualcosa di piacevole – anche una semplice passeggiata in mezzo alla gente comune)

• il campo deve essere in buone condizioni e deve poter essere bagnato tutti i giorni in modo ammorbidire il terreno di gioco (questo evita la possibilità l’insorgenza in alcuni giocatori di malanni tipo : tallonite, tendiniti,ecc.)

• Nelle vicinanze o del campo sportivo e dell’hotel ci deve essere un posto in cui poter allenare la capacità aerobica: per esempio un percorso in piano o poco irregolare nei boschi

• Nelle vicinanze del campo sportivo o dell’hotel ci deve essere una salita lunga minimo 70 metri, abbastanza ripida (con pendenza di circa 15%)

• All’interno del campo sportivo o dell’hotel ci deve essere o una palestra attrezzata o uno spazio in cui poter disporre le proprie attrezzature (bilancieri, manubri, ecc)

Ma il ritiro costa molto denaro alle società e allora che fare?
Se è vero che costa denaro alla società ( un ritiro in una località di montagna della durata di 10 giorni, può costare dai 15.000 ai 20.000 euro) è anche vero che gli allenatori di successo pretendono che lo si faccia e se trovano una società che non se lo può permettere preferiscono arrivare ad un compromesso, prima di firmare il contratto.

In cosa consiste questo compromesso?
Pur di fare il ritiro con la R maiuscola, decide di comune accordo col direttore sportivo o il presidente di far recuperare l’equivalente denaro rinunciando ad un giocatore da inserire nella rosa.

Però quasi sempre, questi allenatori non fanno questi sconti alle società, di solito vogliono tutto! Ed è molto difficile che si accontentino.

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