x Allenatori:Come motivare se stessi e gli altri – clip 2 audio
Posted on febbraio 20, 2011
Filed Under 4-Preparazione Mentale, 7- Adulti, 8- Settore Giovanile, 9- Scuola Calcio
Se un allenatore non sa come automotivarsi, come può motivare la sua squadra?
Clip audio tratta dall’audio corso “Come Motivare te stesso e gli altri”
Prossima uscita
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Testo
Il primo bisogno che tutti quanti noi sentiamo di soddisfare per vivere una vita felice è il BISOGNO DI SICUREZZA.
Ogni persona vuole essere sicura: mentalmente e fisicamente.
Se abbiamo una famiglia con bambini e viaggiamo spesso, quando per esempio compriamo un’auto la vogliamo non veloce ma sicura.
Se all’improvviso mentre siamo al cinema scoppia un incendio, ci comporteremo tutti alla stessa maniera e cioè cercheremo tutti di metterci al sicuro subito. Come? Cercando di uscire più velocemente possibile dal cinema. Sia che siamo uomini o donne, bianchi o neri, ricchi o poveri istintivamente il nostro cervello ci darà un comando preciso: “esci subito dal cinema e mettiti al riparo!!”
Ma la sicurezza non è solamente fisica è anche mentale. Vogliamo sicurezza nel lavoro, nel rapporto sentimentale, nel rapporto familiare, nel rapporto tra amici, nel rapporto finanziario.
Quindi cosa fanno le persone per soddisfare il loro bisogno di sicurezza? Tantissime cose.
In generale invece, le persone per soddisfare il loro bisogno di sicurezza fanno molte cose e A volte si comportano in maniera costruttiva altre invece si comportano in modo distruttivo.
Per esempio: molti studenti per soddisfare il loro bisogno di sicurezza, studiano 8 ore al giorno perché vogliono essere sicuri di essere preparati e non vogliono arrivare al giorno dell’interrogazione e sentirsi insicuri di non sapere perfettamente la materia per cui si sono preparati.
Un allenatore di calcio per soddisfare il suo bisogno di sicurezza si documenterà sulla squadra avversaria che andrà ad affrontare la domenica successiva, nei minimi particolari; in questa maniera si sentirà più sicuro nell’affrontare la settimana che precede l’incontro anche per il fatto che programmerà gli allenamenti specifici di conseguenza.
Se io sono un atleta e mi sono allenato bene sulla gara che devo affrontare, mi sentirò automaticamente più sicuro quel giorno? Certo che sì. Il fatto di sapere che dentro di me che ho fatto gli allenamenti come si deve, con scrupolo,con serietà..mi da quella sicurezza e quindi quell’energia che non avrei se sapessi che non mi sono preparato adeguatamente bene.
Anche essere sempre informati di cosa succede nel mondo da una certa sicurezza a chi ha bisogno di soddisfare questo bisogno.
Per esempio mio cognato legge tutti i giorni il suo quotidiano preferito e lo legge proprio tutto .anche la pubblicità e non soddisfatto si vede tutti e 3 i telegiornali principali del giorno. Questo lo fa ogni giorno..insomma gli piace essere informato di quello che succede intorno a lui e molto probabilmente saperlo lo rende più sicuro nel momento in cui si relaziona con le altre persone.
E il fatto però di sapere cosa accade in ogni parte nel mondo, il fatto di studiare, di prepararsi scrupolosamente ad una gara al massimo delle proprie possibilità, ecc. può essere per una persona una fatto positivo o negativo?
Positivooooooooooooooooo
Molte persone per appagare questo bisogno devono avere tutto sotto controllo. Devono poter avere una visione totale della faccenda e devono avere il potere sulle persone in modo che nulla possa sfuggire loro.
Se programmo gli allenamenti senza lasciare nulla di intentato, curando tutti i particolari delle sedute di allenamento, se cerco di migliorare la comunicazione con i miei giocatori, se leggo, se studio, se mi aggiorno..tutto questo mi porterà sicuramente dei vantaggi personali…giusto..?
Oltre farmi tenere tutto sotto controllo facendomi stare più tranquillo..sicuramente mi migliora e mi fa crescere.
Ti faccio un altro esempio:
Se invece sono a capo di un gruppo di lavoro e per far passare le mie idee mi impongo con la forza, riesco ad ottenere il controllo..si o no? Certo che si!
Se ad una persona gli dico con la forza, dall’alto della mia autorità, di spostare o di dire quella cosa li…ho sicuramente il controllo perché so che quella cosa la sposterà e la metterà dove dico io.
Il fatto di sapere che la mia squadra quando si trova in certe situazioni deve comportarsi come dico io per raggiungere quell’obiettivo..soddisfa o no il mio bisogno di sicurezza?
Moltissimo.
Perché ho il controllo del gruppo. ma se in questo caso io uso la violenza psicologica per soddisfare questo mio bisogno di controllo, questo è una cosa positiva o negativa? Costruttiva o distruttiva?
E soprattutto, se mi impongo con la forza per acquisire più sicurezza, più controllo della situazione, questa azione migliora la mia qualità della mia vita e quella delle persone con cui sono in contatto?
No di certo!
Magari in quel momento, avendo la situazione sotto controllo, riesco a sentire e provare dentro di me quelle sensazioni che mi danno sicurezza…
..ma di certo ad agire con la forza non migliora la mia qualità della mia vita..non mi fa crescere e migliorare come persona.
Adesso riesci a capire la differenza tra questi due esempi?
Tutti e due i comportamenti che io ho adottato riescono a fare in modo che io riesca ad avere il controllo della situazione e quindi di conseguenza a sentirmi più sicuro, andando a soddisfare il bisogno di sicurezza. Ma un comportamento è costruttivo e l’altro è distruttivo.
Attenzione inoltre alla parola controllo, perché è una parola importante che viene di solito utilizzata per soddisfare il bisogno di sicurezza.
Infatti, come abbiamo visto, uno dei modi per cercare di soddisfare il bisogno di sicurezza è cercare di avere il controllo: su una situazione, su una persona, o sulle persone, o su ciò che mi è intorno,
..ma è evidente che la nostra esperienza ci dice che se il controllo si usa in questa maniera (per controllare le persone o per controllare gli eventi che sono esterni a noi…si rischia di essere perennemente infelici, frustrati o annoiati.
Altro discorso invece è il caso in cui, ad esempio, io sono a capo di un gruppo di persone per cui sto lavorando che stanno lavorando per mandare in orbita una navicella spaziale con l’obiettivo di portare l’uomo sulla luna.
È normale, in questo caso, che voglio e devo essere continuamente aggiornato, dai miei collaboratori, minuto per minuto su tutto quello che sta succedendo
..perché se io sono il capo e responsabile del progetto, devo avere il pieno controllo della situazione in qualsiasi momento della giornata fino a missione compiuta..
perché il controllare continuamente fa parte o no del mio compito e della mia responsabilità? Ed è giusto o no?
Certo che è giusto. Ed è un comportamento necessario che devo assumere perché è il tipo di lavoro che me lo impone.
Perché avere il controllo continuativamente della situazione mi permette di capire in qualsiasi momento cosa sta succedendo, mi aiuta a capire se si stanno facendo le cose giuste e mi aiuta a capire se devo intervenire velocemente nel caso in cui mi accorgessi che ci fossero dei problemi. Quindi il fatto di avere questo tipo controllo per questa situazione specifica è normale ed è un controllo positivo e utile
Il controllo assolutamente negativo che utilizziamo per soddisfare il bisogno di sicurezza, avviene quando cerchiamo di controllare le persone
Per esempio, una persona che vuole continuamente sapere cosa fa il proprio partner, lo tiene sotto controllo in continuazione togliendogli il suo spazio personale, soffocandolo con i suoi continui sospetti e limitando la sua personalità e la sua voglia di fare qualcosa di nuovo è un esempio classico di controllo negativo
Questa persona si comporta in questo modo, per due motivi:
1 Perché se non lo fa si sente insicura,
2 Per stare bene con se stessa
Un altro esempio di controllo negativo è quando un genitore cerca di avere il controllo su suo figlio o figlia imponendogli quello che deve fare o non fare in maniera da acquisire più potere su di lui. Questo controllo negativo gli da la sicurezza illusoria di poter gestire suo figlio/a e questo tipo di comportamento gli da tranquillità.
A chi non piacerebbe mettere nella testa dei nostri figli i nostri pensieri e a chi non piacerebbe avere dei figli che ci ascoltino e facciano tutto quello che noi vogliamo che loro facciano?
Certo sarebbe bellissimo, ma non credo che nostro figlio, raggiunta una certa età, sarebbe felice di questo!!
È vero che se ho un certo carisma posso influenzare una persona o un gruppo di persone, ma mi devo rendere conto che non posso continuamente controllarle.
Non so se sono riuscito a spiegarmi?
Il controllo lo si può notare in altri 1000 maniere.
Per esempio, la donna che fa le pulizie di casa continuamente, che la vedi che gira per casa sempre con lo straccio in mano.
E questo comportamento lo assume perché deve soddisfare il suo bisogno di sicurezza..di controllo sulle cose..lei si sente bene solo quando tutto è pulito e tutto è in ordine.
Un altro esempio è vivere all’interno di una coppia, o in ambiente di lavoro dove svolgiamo sempre le stesse cose che conosciamo a memoria e il solo semplice fatto di conoscerle ci trasmette sicurezza anche se non ci danno felicità..
Un altro modo di controllare le cose è quello che fa un collezionista.
Per esempio, essere un collezionista di quadri significa andare alla ricerca di soddisfare il senso del possesso e quindi di soddisfare il bisogno di sicurezza.
L’affermare con veemenza in una discussione un concetto o un principio su cui noi crediamo..ci da sicurezza!!
Perché se in quella discussione non sostengo con tutta la mia forza quella convinzione, rischierò alla fine di sentirmi meno sicuro perché mi cadrebbero delle certezze e quindi per non far accadere ciò, farò di tutto per sostenere queste mie convinzioni nei confronti degli altri.
La maggior parte delle persone fa fatica a cambiare: pensiero, comportamento, lavoro, partner, casa, auto, ecc, perché il cambiamento le mette in una situazione di insicurezza, di disagio.
Tutti prima o poi dobbiamo affrontare una situazione nuova, dobbiamo far qualcosa di diverso e dato che tutti abbiamo bisogno di sentirci sicuri e di soddisfare il nostro bisogno di sicurezza, chi ha troppo bisogno di sicurezza tende a rifiutare qualsiasi cosa nuova; semplicemente perchè?
Perché il cambiamento vuol dire insicurezza e l’insicurezza ci fa sentire a disagio, ci fa provare dolore, ci fa stare male.
Perché il cambiamento vuol dire lasciare qualcosa che conosciamo, di cui abbiamo il controllo e andare verso l’ignoto e anche se quella cosa non ci piace, il fatto di conoscerla e poterla in qualche modo controllare, ci fa sentire più sicuri.
Perché in qualche modo cambiare significa entrare in una situazione di disagio e questa situazione di disagio non mi fa sentire sicuro.
Il motto preferito di queste persone è:
“Non lasciar la strada vecchia per la nuova, si sa cosa si lascia non si sa cosa si trova”
Ok? Quindi ecco che abbiamo visto il primo dei 6 bisogni elencati da A. Robbins che è la sicurezza.
In un mondo dove tutti sembrano cercare sicurezza e stabilità ci si rende conto che il sale della vita è dato da un altro bisogno.
Abbiamo bisogno di sicurezza? Certo che Si.
Ci piace avere le nostre certezze e le nostre sicurezze tutti i giorni? Si, perché come abbiamo visto questo ci da tranquillità.
Ma se una cosa diventa troppo sicura prima o poi ci stufiamo..è vero o no?
Prova ad immaginare di sapere già in anticipo tutto quello che ti accadrà nei prossimi 10 anni.
Che tipo di vita sarebbe? Noiosissima!!
Nessuno vorrebbe viverla.
Pensa.. Se avessi un tipo di lavoro sicuro ma allo stesso tempo noioso, ripetitivo e non gratificante e noioso. Come ti sentiresti? Sicuro sì… ma probabilmente molto infelice!!
E dato che il nostro cervello è programmato per allontanare il dolore e avvicinare il piacere probabilmente ci attiveremo per cambiarlo con un altro.
Il paradosso è che ricerchiamo per prima cosa la sicurezza, però quando ce l’abbiamo e ci accorgiamo che ne abbiamo abbastanza non ci va più bene e andiamo alla ricerca di qualche cos’altro da soddisfare.
La maggioranza delle coppie si lasciano perché si annoiano, perché entrano nella routine di tutti i giorni e quando un rapporto diventa troppo “sicuro” ci si annoia e dopo un po’ ci si lascia. Giusto o no?
Ed proprio vero, che la vita di coppia è molto bella se continuamente ravvivata, come si ravviva la brace per far sì che il fuoco non si spenga.
Quindi all’interno della nostra vita per essere felici abbiamo bisogno che ci siano anche momenti di sorpresa, abbiamo bisogno che non tutto sia scontato, abbiamo bisogno di non sapere cosa il nostro partner ci regalerà per Natale o per il nostro compleanno, ok?
Se siamo al cinema e solo dopo 15 minuti qualcuno ci dice come va a finire il film che stiamo vedendo per noi quel film perde d’importanza, non ci interessa più continuare a vederlo.
Se gli allenamenti settimanali della squadra di calcio sono sempre gli stessi, prima o poi i giocatori si annoieranno e perderanno giorno dopo giorno sempre di più la motivazione, quell’entusiasmo ad allenarsi al meglio delle loro possibilità con la conseguente della perdita di forma, sia fisica che mentale.
Quindi, se ci pensi bene, la cosa “assurda” è che per vivere bene al fianco della sicurezza, vogliamo anche un po’ di insicurezza, un po’ di sale che chiameremo in questo caso varietà.
Infatti, il secondo bisogno per l’appunto che gli esseri umani cercano di soddisfare è la varietà.
Cosa fanno le persone per soddisfare i loro bisogni di VARIETA’?
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