Ruoli e compiti dell’allenatore in seconda di Walter Mazzarri
Posted on maggio 18, 2010
Filed Under 1-Preparazione Tattica
Ciao ecco in questo post un estratto della tesi di Walter Mazzari…Colgo anche l’occasione per salutarlo personalmente dato che abbiamo giocato insieme nella Torres nel 200?…non ricordo più…eh,eh,eh
Prima puntata
Tesi di fine studio del Corso Master per l’abilitazione ad allenatore professionista di 1ª Categoria.
Prima di enunciare i compiti ed il ruolo dell’allenatore in seconda, è senza dubbio opportuno precisare come questi siano direttamente proporzionali ai “voleri” ed alle necessità dell’allenatore in prima, nonché al rapporto di fiducia che questi ha nei confronti del proprio collaboratore. Infatti è sempre l’allenatore in prima che, in base ai propri intendimenti calcistici e di gestione della squadra, delinea gli ambiti ed i confini entro cui opererà il suo secondo.
Del tecnico in prima, inoltre, è molto importante il comportamento nel determinare l’autorità del ruolo di tutti i suoi collaboratori, ed a maggior ragione del suo collaboratore più stretto, appunto l’allenatore in seconda, nei confronti della squadra, della società e di tutto l’ambiente in genere.
Detto questo è evidente che, da parte sua, il secondo deve sapere che tutto ciò che fa è rivolto a far sì che ne tragga beneficio l’allenatore in prima, sia come immagine che da un punto di vista prettamente più tecnico, espletando al meglio i compiti assegnatigli e soprattutto avendo ben chiaro il concetto di non dover mai apparire o sostituirsi interamente al proprio “superiore”.
Per questi motivi, oltre che per ovvie considerazioni di praticità tecnica, appare chiarissimo che per ricoprire al meglio un ruolo così delicato, il rapporto tra i due allenatori debba configurarsi obbligatoriamente quasi simbiotico, tanto basilari risultano essere la considerazione reciproca, la stima, l’identità di vedute (che non si traduce in un obbligo di pensiero univoco, ma più in una similitudine di forma mentis, in maniera che anche i pareri differenti risultano comunque più comprensibili e più facilmente recepibili in quanto frutto di una sorta di matrice comune).
Di fatto, come spesso si sente usare nel linguaggio comune, tra i due allenatori, ed estendendo il discorso anche a preparatore e staff medico,si forma un vero e proprio team, neologismo rubato agli anglosassoni per definire il nostrano concetto di squadra.
Così come in campo, anche al di fuori del rettangolo di gioco regna lo spirito della cooperazione, del mutuo soccorso, dell’appartenenza ad
un gruppo con un fine comune.
Infine è bene precisare come, essendo la duttilità una caratteristica peculiare del ruolo, la figura del tecnico in seconda possa assumere differenti connotazioni primarie, a seconda delle esigenze e a volte delle carenze dell’allenatore.
Infatti, spesso risulta importante il ruolo di trait d’union tra il mister ed il preparatore atletico, oppure può essere il primo referente con gli osservatori, se non addirittura il primo osservatore in persona, in altri casi deve essere un supporto costante ed immancabile durante le sedute tecnico
tattiche per coadiuvare ed assistere il tecnico durante gli allenamenti
e a volte persino durante le gare (tant’è che la maggior parte dei secondi scende in panchina normalmente) per cercare di annotare i particolari che possono sfuggire al primo.
Insomma la gamma dei compiti è estesissima e varia oltre che in base alle necessità del mister di ruolo, anche in base alle “abitudini” societarie, ed alle eventuali carenze o abbondanze negli organici tecnici.
continua alla prossima
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