Quali sono le varie facce della propriocezione e che cosa è.

Posted on maggio 10, 2010 
Filed Under 2-Preparazione Atletica, Luca Squinzani

di Luca Squinzani allenatore Torino FC

Quanto parliamo di preparazione fisica e nello specifico di propriocezione normalmente ci riferiamo a tutte quelle esercitazioni che stimolano, appunto, il nostro sistema propriocettivo, in ambito di recupero e prevenzione infortuni. Prima di analizzare brevemente i vari aspetti ed utilizzi di questa in ambito calcistico – sportivo, definiamo in modo semplice quale sia il compito del nostro sistema propriocettivo.

Il sistema propriocettivo..
Questo sistema ha il compito di ricevere (attraverso i vari recettori), trasmettere (tramite le vie nervose) ed integrare (a livello midollare) i messaggi di origine periferica. Pertanto i recettori articolar i, muscolari e cutanei sono elementi deputati alla raccolta delle informazioni propriocettive.

Semplicemente, noi riceviamo una miriade di segnali/informazioni dall’esterno, che vengono analizzate e trasmesse a livello midollare  e sottocorticale. La maggior parte di queste informazioni non arrivano a livello centrale. Conseguentemente alla trasmissione ed analisi di questi input, vengono predisposte delle risposte meccaniche a livello nervoso, muscolare ed articolare in modo conscio ed inconscio.

Per fare un esempio banale, quando perdiamo l’equilibrio e stiamo per cadere, entrano in gioco tutti questi sistemi, che ci permettono di mantenere l’equilibrio; o semplicemente mantenere una corretta postura-equilibrio senza che la nostra parte conscia debba “pensarci”.

I quattro utilizzi della propriocezione nella preparazione atletica calcio


Nel calcio l’allenamento propriocettivo tramite utilizzo di tavolette, skimmy, pedane propriocettive, esercitazioni svolte sulla sabbia, può avere diversi scopi a seconda di come andiamo a pianificare le nostre sedute i allenamento e con quali finalità.

A) Classicamente si utilizza questo tipo di esercitazioni per scopi di prevenzione infortuni. Infatti, attraverso l’allenamento (calcio) di questo sistema (varie esercitazioni sulle pedane, tavolette in forma più o meno complessa, con o senza pallone) possiamo migliorare e velocizzare la risposta del nostro corpo agli stimoli esterni. Per esempio in condizioni di instabilità dovuta al terreno, sarò in grado di correggere in modo inconscio e nel minor tempo possibile la mia postura senza cadere o riducendo al minimo il danno che verrebbe prodotto con una risposta lenta ed inadeguata (classico esempio, distorsione alla caviglia).

B) Un secondo utilizzo è quello che viene fatto al livello riabilitativo per allenare nuovamente il nostro sistema alla trasmissione e ricezione di un numero maggiore di stimoli, in conseguenza a situazioni che hanno alterato questo. Per esempio conseguentemente ad un versamento di entità importante, che procura atrofia dei muscoli periarticolari; dopo una lunga immobilizzazione  o in conseguenza a lesioni articolari.

C) Un buon allenamento propriocettivo eseguito prima delle sedute di allenamento di forza può aumentare la qualità e capacità di sviluppo di questa. Ovvero può favorire una maggior capacità di risposta del sistema nervoso e quindi anche di reclutamento ed attivazione delle fibre muscolari, aumentando l’espressione del lavoro forza

D)  Un allenamento di tipo propriocettivo svolto in modo statico e dinamico con l’associazione di gestualità tecniche da partita, può portare ad  una maggior capacità e velocità di adattamento nella correzione degli “errori” motori/tecnici dei nostri giocatori attraverso i feedback. Inoltre attraverso il consolidamento dell’utilizzazione ottimale delle informazioni di ritorno, andremo a migliorare in modo sensibile anche le strategie di anticipazione, basilari nel nostro sport.

Per avere un’immagine più chiara sul funzionamento di questo processo, possiamo rifarci allo schema ed i principi del circuito chiuso di Schmidt. Noi riceviamo e percepiamo degli stimoli attraverso i recettori, tra la quale i propriocettori, che vengono riconosciuti ed identificati dal nostro corpo. A questo punto avviene la selezione del programma motorio più adatto (Es. dribbling con finta e cambio di direzione). Quindi viene programmata la risposta motoria, ovvero il nostro gesto tecnico e di conseguenza l’esecuzione di questo.

A questo livello intervengono le famose informazioni di ritorno o feedback che ci informeranno sullo stato di esecuzione e, ci aiuteranno ad adattare o modificare il nostro tuffo a seconda delle nuove informazioni a nostra disposizione.

Integrazione dei vari aspetti dell’allenamento propriocettivo
Inutile dire che tralasciando l’aspetto puramente rieducativo, ideale sarebbe ricercare un corretto mix dei vari tipi di esercitazioni con diversi obiettivi e finalità. Ovviamente squadre di livello più alto avranno la possibilità di utilizzare più strumenti nonché più tempo a disposizione.

In ogni caso paradossalmente più la categoria che alleniamo è amatoriale, più un parte minima del nostro programma d’allenamento dovrebbe essere dedicata a questi tipi di lavoro.

Non a caso è noto che nei dilettanti ed amatori, l’incidenza di infortuni dovuti alla scarsa preparazione e non corretta o lenta risposta agli stimoli, è più alta rispetto ai professionisti.

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