Preparazione atletica: idee nuove per la quantificazione del carico di lavoro

Posted on gennaio 11, 2010 
Filed Under 2-Preparazione Atletica, Test

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A cura di Jonathan Proietto: prep.atletico del Livorno calcio (S.G.)

Per natura stessa dei carichi necessari allo sviluppo delle capacità di prestazione nel gioco del calcio, è estremamente difficile proporre un sistema di quantificazione che sia in grado di integrare tutte le componenti.

Uno dei principi fondamentali della moderna teoria dell’allenamento è quella indispensabile di sollecitare tutti i principi metabolici, trovando i collegamenti più corretti per lo sviluppo delle componenti tecniche e tattiche della prestazione.

Dovendo utilizzare carichi variabili per orientamento funzionale, ci troviamo quindi difronte all’esigenza di inglobare grandezze diverse fra loro diverse:

- distanze percorse
- numero di ripetizioni
- sovraccarichi sollevati ed altre ancora.

Inoltre, è facile constatare come siano assorbite in maniera del tutto differente due esercitazioni di 3>3 con durata delle fasi di gioco pari a 60 sec. per entrambe e lunghezza delle pause di recupero di 60 e 40 sec. rispettivamente.

Di conseguenza come dimostrato e impostato anche dai prof. Capanna e Sassi, può essere molto utile un coefficiente che goda della possibilità di racchiudere in un numero di più parametri descrittivi contemporaneamente:

si tratta del coefficiente dell ’entità dello stimolo assoluto (ESA), con la sua applicazione riusciamo a quantificare l’evoluzione del carico relativo ad una serie di sedute di allenamento, generalmente quelle che costituiscono un cicolo, riferite sempre allo stesso mezzo proposto.

Il calcolo del coefficiente è dato da: l’attività totale (sommatorio della distanza complessivamente percorsa quindi i metri, oppure il tempo di lavoro effettivo in secondi) diviso per le pause di recupero totali, moltiplicate per il numero di ripetizioni.

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