N. 4 – I 5 errori più comuni che gli sportivi fanno nella preparazione mentale
Posted on gennaio 24, 2009
Filed Under 4-Preparazione Mentale

Errore N° 4. Si focalizzano sulle difficoltà e non sulle opportunità che si presentano.
L’errore numero quattro ci porta direttamente a contatto con una delle caratteristiche più potenti della nostra mente. Ognuno di noi una volta o l’altra lo ha sperimentato su di sé o su qualcuno che gli era vicino: ciò su cui ci focalizziamo diventa la nostra realtà. Un principio a prima vista ovvio: se mi concentro totalmente in una determinata direzione o attività pian piano questa diventa così “invadente” da occupare tutto, i miei interessi, le mie risorse, il mio tempo ed effettivamente diventa la mia realtà.
Ma quante volte questo è stato un ostacolo nella realizzazione dei vostri obiettivi e quante volte invece avete sfruttato questa caratteristica in maniera produttiva e potenziante?
Nella mia esperienza come Personal Coach di moltissimi atleti ho verificato che è molto più frequente il primo caso del secondo, fermo restando che, se si vanno ad analizzare le strategie mentali di tutti gli sportivi che ottengono risultati fuori dal comune o straordinari, costantemente si riscontra che sono persone in grado di utilizzare con grande abilità la capacità di focalizzazione della loro mente e ovviamente sanno come indirizzarla sugli aspetti positivi, su ciò che possono fare, realizzare ed ottenere invece che su ciò che può andar male.
Chiamiamo questo potente strumento “Focus Mentale”. Per capire meglio di cosa stiamo parlando vi propongo un semplice esperimento:
la prossima volta che in autostrada vi trovate a dover effettuare un sorpasso, magari di un autotreno, fate caso (solo per una frazione di secondo, mi raccomando) all’atteggiamento che avete nel preparavi al superamento.
Dove concentrate la vostra attenzione inizialmente, sulla parte posteriore del rimorchio, sullo spazio a disposizione per passare o sulla “luce” che vedete oltre la motrice?
Provate a spostare il vostro focus e sperimentate come cambia la vostra sensazione se vi focalizzate sull’ingombro del tiro invece sulla via d’uscita e sulla strada libera un po’ più avanti.
Incredibile vero? Pensate come potete usare questa stessa strategia di focalizzazione durante la preparazione della gara concentrandovi sull’obiettivo che volete raggiungere invece che sugli ostacoli che potete incontrare, ma anche durante le varie fasi della competizione se un avversario vi chiude o è particolarmente prestante fisicamente oppure anche al momento di compiere una qualsiasi azione:
focalizzatevi sul punto finale che volete raggiungere piuttosto che sull’ostacolo o la difficoltà.
L’azione che ne risulterà sarà decisamente più precisa e potente. Mi viene in mente il lavoro con un pattinatore artistico su ghiaccio che ha migliorato decisamente i suoi salti concentrandosi su come voleva chiudere il salto dopo averlo fatto invece di focalizzarsi sulla sua difficoltà.
Allo stesso modo è emblematico osservare i partecipanti delle corse ad ostacoli, tengono lo sguardo fisso su un punto oltre il traguardo, non di certo sul primo ostacolo!
Una frase motivazionale ci ricorda che “Gli ostacoli sono quelle cose spaventose che ci appaiono davanti quando perdiamo di vista i nostri obiettivi”, appunto!
Come possiamo imparare le strategie necessarie per far si che per noi diventi un’abitudine usare il nostro focus per indirizzarci?
Innanzitutto è necessario osservarne alcune caratteristiche:
il “Focus Mentale” è ciò che all’atto pratico fa la differenza tra la realtà oggettiva e la realtà soggettiva.
Ad esempio, quante volte capita di sentire un nostro amico che ci parla di voler acquistare una nuova automobile o noi stessi ci innamoriamo dell’ultimo modello appena uscito e di punto in bianco ci ritroviamo a vedere ovunque quell’automobile?
Fino ad allora dove le tenevano nascoste?
Scherzo, il motivo è facilmente spiegato, e risiede nella nostra mente, in particolare nel nostro SAR, il Sistema Attivante Reticolare. Un meccanismo che ci permette di dare attenzione e priorità differenti alle cose su cui ci concentriamo.
Un semplice esercizio aiuta a capire meglio il potere di questo strumento.
Prima di andare avanti nella lettura dell’articolo ed eseguirlo è necessario avere a portata di mano una penna e un foglio di carta, mi raccomando di eseguire le istruzioni appena lette, senza andare avanti nella lettura, aiuta molto nella comprensione:
1. Vai in un luogo diverso da quello in cui sei stato fino a questo momento, cambia stanza, oppure esci all’aperto.
2. Prendi i prossimi venti secondi per osservare tutto ciò che ti circonda di colore blu e azzurro, fallo ora!
3. Ora scrivi nel riquadro tutto quello che hai visto di colore blu/azzurro.
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4. Adesso, senza staccare lo sguardo dal foglio annota nel riquadro sotto cosa hai visto di colore rosso.
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5. Guardati intorno e cerca tutti gli oggetti rossi che ti circondano. Sono sicuro che ce ne sono decisamente di più di quanti ne hai scritti e molto probabilmente questi li ricordavi già da prima di leggere quest’articolo.
Vero?
Eppure gli oggetti rossi sono sempre stati lì, anche durante i 20 secondi in cui cercavi il colore blu.
Il SAR funziona un po’ come un setaccio, solo che invece di selezionare in base alla dimensione lo fa sulla base della rilevanza per il nostro cervello o per meglio dire del nostro “Focus Mentale”.
Quante persone utilizzano la capacità di focalizzazione in maniera depotenziante o distruttiva?
Ti è mai capitato di concentrarti sugli errori e su tutto ciò che non va o potrebbe andare male durante una gara, una partita, o in allenamento o nello spogliatoio?
Quali sono gli effetti di questo modo di pensare?
Per esperienza ciò che avviene è che si perdono di vista tutte le opportunità di crescita e le vie d’uscita da certe situazioni, inoltre ci si ritrova a trascurare le potenzialità ed il talento che il singolo e la squadra possiedono così come un attimo fa erano stati trascurati quegli oggetti di colore rosso che pure erano lì.
Le applicazioni di questo potentissimo strumento sono praticamente infinite e adattabili a qualsiasi situazione, sia per il singolo atleta che per la squadra o l’allenatore, ma come ogni nuova strategia è vincente solo se applicata con costanza finché non diventi un processo inconscio.
Per far sì che questo avvenga è necessario esercitarsi con continuità per un periodo di almeno tre settimane e può essere fatto in qualunque situazione, che sia in allenamento, o in automobile o in qualsiasi altra situazione, ti garantisco che i risultati saranno eclatanti sotto tutti gli aspetti.
Con affetto,
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Certified NLP Master Trainer & Coach
www.marcovalerioricci.net
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