N. 1 – I 5 errori più comuni che gli sportivi fanno nella preparazione mentale

Posted on gennaio 18, 2009 
Filed Under 4-Preparazione Mentale

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Errore N° 1. Si focalizzano esclusivamente sulla preparazione fisica e non sfruttano pienamente le risorse dell’interazione Mente-Corpo.

Nonostante sia ormai appurato da decenni di sperimentazioni, di esperienze sul campo e di lavoro sulle capacità della nostra mente di influenzare le nostre prestazioni fisiche, la maggior parte degli atleti e degli allenatori continua focalizzarsi solo sull’aspetto puramente fisico dell’allenamento tralasciando il concetto di preparazione mentale.

Innanzitutto è necessario notare come nel mondo occidentale sia storicamente presente e radicata una netta distinzione tra mente e corpo, contrariamente a quanto avviene nelle culture orientali in cui in ogni ambito umano è stata da sempre curata tale interazione.

Proprio dal punto di vista storico si può far risalire a Cartesio la marcata separazione tra queste due entità nel momento in cui, per poter continuare a portare avanti le sue ricerche sul corpo umano, dovette promettere al Papa che si sarebbe occupato solo dello studio dell’aspetto puramente fisico del corpo e che assolutamente non si sarebbe interessato all’ambito della mente perché concetto troppo vicino all’anima, argomento di esclusiva pertinenza papale.

Obiettivamente ad oggi questo vincolo, almeno a parole, è superato, ma nella nostra cultura rimane forte, e decisamente si vede nei modi di agire e nella formazione di chi è preposto a curare la preparazione degli atleti.

Spesso mi è capitato di collaborare con allenatori profondamente consapevoli che la chiave di volta perché i loro atleti migliorassero era proprio un fattore mentale, ma, allo stesso tempo, si trovavano a non sapere come agire per mancanza di una formazione adeguata.

Voglio darvi un’idea immediata di quanto sia forte questa interazione e quanto si possa ottenere solamente sfruttando uno dei grandi poteri della nostra mente, il potere della visualizzazione.

Per quanto se ne senta parlare da anni, è uno strumento le cui potenzialità, non vengono ancora sfruttate pienamente nella realtà quotidiana della ricerca della massima performance.

In parte la causa è dovuta alla mancanza di chiarezza su cosa voglia realmente dire visualizzare: le domande più comuni che mi sento rivolgere al riguardo sono

“Devo immaginare qualcosa?”,

“Non so no capace di visualizzare perché io non riesco a vedere immagini…”,

“è come sognare stando svegli?”.


Proseguendo nella lettura e soprattutto seguendo le istruzioni, avrete modo di sperimentare e, se necessario, saper trasmettere le tecniche di base per imparare a visualizzare ed aiutare chiunque a farlo con semplicità.

È ormai noto a tutti come la nostra mente sia in grado di aiutarci a creare la nostra realtà, a modificarla e a renderla più adatta alle nostre esigenze, ma è altresì vero che tali conoscenze sono state mal interpretate ed addirittura strumentalizzate nell’uso dagli esponenti del cosiddetto “pensiero positivo”, qualsiasi cosa si voglia indicare con tale definizione.

Aldilà di sterili polemiche è un dato di fatto che le visualizzazioni usate in maniera corretta e mirata aiutano chi le utilizza sia nella fase di preparazione e riscaldamento pre-gara, sia in ogni altro ambito sportivo e personale.

Specie quando ci troviamo a lavorare con una squadra o un gruppo di persone è importante far si che tutti i soggetti interessati siano in grado di visualizzare correttamente e seguire le istruzioni di chi guida.

Vi propongo quindi questo semplice esercizio, dai risultati per molti sconcertanti, che vi permetterà di allenarvi nel visualizzare e nel testare la capacità di visualizzazione degli atleti.

È possibile eseguire questo esercizio anche da soli dopo aver letto le istruzioni che vi darò, ma la prima volta vi consiglio di avere qualcuno che vi impartisca le istruzioni come se le leggesse.

Allora, siete pronti?

Bene, partiamo:

1. Alzatevi in piedi e mettetevi in posizione tale da avere i piedi alla larghezza delle spalle per avere un buon equilibrio. Da questo momento evitate di muovere i piedi dalla posizione assunta fino a che avrete finito l’esercizio.

2. Alzate il braccio destro davanti a voi all’altezza delle spalle e ruotate in senso orario (da sinistra verso destra) fino ad arrivare al punto limite oltre il quale non riuscite ad andare. Prendete un punto di riferimento per ricordarvi dove siete arrivati (dove indicano le
dita della mano destra).

3. Tornate alla posizione di partenza, abbassate il braccio e chiudete gli occhi.

4. Ora immaginate, solo nella vostra mente, di alzare nuovamente il braccio e sentitelo ruotare come avete fatto prima, ma questa volta vedetevi e provate la sensazione di superare il punto di riferimento che avete perso di un buon 20%. Ritornate indietro e immaginate di abbassare il braccio.

5. Sempre con gli occhi chiusi, immaginate nuovamente di sollevare il braccio e ruotare. Questa volta sentitevi particolarmente elastici e flessibili, provate la sensazione del vostro corpo che si allunga arrivando a puntare diritto davanti a voi dopo una rotazione
di 360°. Tornate nuovamente nella posizione di partenza.

6. Ripetete la visualizzazione una terza volta arrivando a immaginare di fare due giri completi, fermatevi al punto massimo diritto davanti a voi e concentratevi per un attimo sulle sensazioni fisiche che state provando. Visualizzate il vostro corpo arrotolato su se stesso, fate caso alle sensazioni interne che vi dà avere gli organi così arrotolati.

7. Lentamente immaginate di tornare alla posizione di partenza. Di abbassare il braccio e, quando siete arrivati, aprite gli occhi.

8. Ora alzate il braccio e ripetete fisicamente l’esercizio …incredibile vero? Ve lo sareste mai aspettato? Eppure non avete fatto stretching, né riscaldamento e il tutto è durato meno di tre minuti! Se siete stati in grado di ottenere questo, quali altre cose potete fare?

9. Prendete ora qualche minuto e, su un foglio di carta, scrivete le vostre idee su come potreste usare il potere della vostra mente, e anche solo questo esercizio, negli allenamenti, in gara o in partita, nel recupero fisico e in tutte quelle attività in cui ci è richiesta una prestazione di picco…

Fatemi sapere qui sotto nella sezione commenti quali applicazioni e personalizzazioni avete trovato per questo potente strumento e quali risultati avete raggiunto grazie alla loro applicazione.

Oppure inviatele via e-mail a info@marcovalerioricci.net con i vostri riferimenti e commenti.

Con affetto,

Marco Valerio Ricci
www.marcovalerioricci.net

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