Mentale-Motivazionale: “Attenzione alle aspettative”
Posted on luglio 29, 2009
Filed Under 4-Preparazione Mentale
Come ormai molti di voi sanno sto seguendo diversi atleti di diverse attività sportive ed alcuni Team Sportivi. Il calcio resta ed è per me uno degli sport preferiti. So che molti di voi hanno iniziato la preparazione e altri la stanno preparando a tavolino.
Il campionato è lungo e tra poco inizierà e rispondo ad una domanda che mi è stata posta da Roberto di Firenze.
Qual è il primo segreto per arrivare con un atteggiamento sempre più efficace e vincente alle partite ufficiali?
Per molti, dal divano di casa, o dalla poltrona dell’ufficio la risposta sarà facile:
“basta giocare sempre per vincere”
Ma vi assicuro che quando ci si trova di fronte ad un campionato lungo e difficile e lo si deve affrontare, anche fisicamente…beh le cose cambiano, molto.
E allora come fare?
Il segreto più importante in questa, come in tante altre situazioni di fronte alle quali ci poniamo nella vita è di porsi obiettivi chiari e, usando il gergo della PNL, ben formati.
Cioè realizzabili, reali, motivanti, definiti sulla scala dei tempi, che richiedono la nostra azione in prima persona.
Per portare un obiettivo così definito alla sua piena realizzazione è di fondamentale importanza non avere aspettative.
Questa è la parte più difficile per la maggioranza delle persone, atleti compresi, una volta che mi sono posto un obiettivo inizio ad avere aspettative riguardo al suo raggiungimento.
Ma le aspettative portano delusione e non azione, è come se fossero un diritto..e non permettono di gioire del momento in quanto è quello che mi aspettavo, raggiungere quel risultato è il minimo che potessi fare.
Mentre gli obiettivi portano all’azione e ad andare verso ciò che si vuole, permettendo di imparare sempre indipendentemente da risultato.
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3 Responses to “Mentale-Motivazionale: “Attenzione alle aspettative””
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Buongiorno, ho letto con molto interesse l’articolo e mi trovo in disaccordo su un punto: le aspettative portano delusione e non azione..mi spiego: sicuramente porsi degli obiettivi senza porsi delle aspettative sarebbe molto utile in alcuni casi ma è anche vero che se io affronto un avversario sulla carta più debole mi aspetto di vincere ma può capitare il contrario ma questa delusione può portare ad un’accurata riflessione sul perchè non è avvenuto ciò che mi aspettavo e a rimboccarmi le maniche per lavorare di più. In altre parole se un’aspettativa viene delusa deve essere la forza mentale e portarmi a trasformare il tutto in positività per migliorarmi. Secondo me è importante portare il tutto in rinforzi positivi x il miglioramento di noi stessi. Questo è solo un mio semplice parere e sottolineo come losa bella di questi articoli siano il fatto di metterci dei dubbi tali da dover andare a ricercare nuove informazioni quindi ad un aggiornamento continuo..Grazie
Buongiorno Nicola,
la tua osservazione è quasi la regola ogni volta che parlo dell’argomento. Anche perché è molto comune che le persone siano abituate ad avere aspettative, ma è lì il primo problema, quello che fa la maggior parte delle persone non è vincente, chi vince fa cose diverse dagli altri. Mi scrivi: “se io affronto un avversario sulla carta più debole mi aspetto di vincere”. Anche se è diverso da quello che la maggioranza fa, smetti di “aspettarti” di vincere e mantieni l’obiettivo di vincere, anche se può sembrare “scontato” sulla carta, è il primo passo per entrare in partita nelle migliori condizioni per esprimere il massimo.
Tutto sta ad aver chiaro cosa vogliamo fare, cosa vogliamo ottenere. Sicuramente un’accurata riflessione a posteriori sul perché qualcosa che mi aspettavo non è avvenuto è utile. La cosa interessante è che, quando si hanno aspettative che vengono deluse, il perché ciò che mi aspetto non è avvenuto è quasi sempre dato proprio dal fatto che avevo delle aspettative e non degli obiettivi. Il mio ruolo nell’affiancare atleti di altissimo livello così come amatori e dilettanti, è quello di supportarli nell’esprimere il loro massimo potenziale una volta che tecnicamente, atleticamente e dal punto di vista alimentare sono al massimo, per questo ribadisco che da un punto di vista di approccio mentale avere delle aspettative è quanto di peggio si possa fare per prepararsi a qualsiasi evento.
La motivazione è duplice:
1. Aumenta la probabilità di essere deconcentrati nell’impegno agonistico. Questo succede per esempio a quelle squadre di calcio che si esprimono bene solo con le “grandi”, ma con gli avversari alla loro portata o “facili”, faticano.
2. Se tutto va come ci si aspetta, la tendenza è a non “festeggiare” abbastanza, perché è scontato che si sarebbe dovuto vincere, e qui perdiamo una serie di grandi occasioni: dobbiamo sempre ricordare che il nostro organismo e il nostro cervello è un macchina per provare piacere (dato dal rilascio di serotonina ogni volta che riceviamo o ci facciamo un complimento, ridiamo, ci divertiamo, ecc.) e nel medio-lungo periodo, smette di provare piacere e può smettere anche di stimolarci e motivarci verso il miglioramento delle prestazioni fisiche e tecniche. Se perdiamo l’occasione di trarre vantaggio dalle situazioni in cui può essere “facile” vincere e sfruttare l’arma della chimica naturale per migliorare sotto tutti i punti di vista, forse non ci stiamo facendo un buon servizio, non pensi?
In definitiva, studiando i processi di pensiero dei migliori atleti al mondo, si può affermare tranquillamente che “I perdenti hanno aspettative, i vincenti si pongono obiettivi.” Un buon esempio di questo lo puoi trovare nel nuovissimo libro di Michael Phelps, il campione di nuoto 8 volte medaglia d’oro a Pechino, NO LIMITS – Volere è Vincere, in cui non troverai mai un solo accenno ad aspettative, solo lavoro per obiettivi.
Comunque è vero che avere aspettative è utile a migliorare e riflettere, ma solo perché porta più facilmente a perdere.
E’ anche vero che, nel caso, e capita, di sconfitta, un’attenta riflessione sulle cause che l’hanno generata è più che necessaria per continuare a crescere e migliorare. Non per niente una dele prime cose che trasmetto durante l’allenamento mentale è che “non hai mai perso se non hai perso la lezione”, certo è che se posso riduco al minimo le occasioni in cui potrei dover imparare una lezione da una sconfitta…
Mi auguro che questa mia puntualizzazione sia stata d’aiuto per chiarire ancora meglio le motivazioni per cui avere aspettative sia così deleterio.
Grazie per l’approfondimento che dimostra la Sua grandissima preparazione nell’approcio alle competizioni.
Mi piace molto questa interpretazione e distinzione tra obiettivi e aspettative e sarà compito mio approfondire anche privatamente queste nozioni alla ricerca di un miglioramento personale e di conseguenza degli atleti che alleno.
In attesa di poter leggere altri Suoi articoli Le porgo cordiali saluti.