Le caratteristiche degli allenatori di calcio in seconda, di W.MAzzarri

Posted on maggio 21, 2010 
Filed Under 1-Preparazione Tattica, 2-Preparazione Atletica, 3-Preparazione Tecnica, 4-Preparazione Mentale

Puntata n.2
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In base a quanto sopra esposto risulta chiaro come l’elemento basilare per gli allenatori di calcio in seconda siano una preparazione profonda ed accurata e soprattutto, vista l’ampia varietà di sfaccettature, quanto mai ampia ed omnicomprensiva. Infatti come già anticipato, oltre alle conoscenze tecnico tattiche, un buon allenatore di calcio in seconda deve possedere buone conoscenze mediche utili per un discorso di preparazione atletica e di recupero post traumatico.

L’altra caratteristica peculiare di questo complesso ruolo dell’allenatore di calcio in seconda è l’equilibrio, inteso come capacità di essere sempre al massimo della lucidità anche in situazioni di forte stress, e come attitudine a non essere travolti dagli eventi, sia positivi che negativi. Infatti, un’attività in cui per forza di cose sono necessarie credibilità e capacità di mediazione, non può prescindere da una propria personalità.

Entrambe le caratteristiche sopra enunciate sono di vitale importanza soprattutto se si considera il fatto che l’autorità ed il “potere” di cui gode il secondo gli sono in qualche modo delegati, sono esercitati in funzione di. È quella che in gergo giuridico viene definita un’autorità derivata anziché diretta, e cioè avente valore in quanto riflesso di una volontà superiore che la giustifica.

Stando così le cose, e cioè essendo spesso l’allenatore di calcio in seconda visto quale una diramazione dell’allenatore in prima, per acquistare una propria credibilità ed una propria personalità indipendente, agli occhi della squadra, dovrà necessariamente dimostrarsi preparato, sicuro, corretto, e con una personalità particolarmente spiccata.

Infatti, come gli studenti tendono a prestare maggior attenzione agli insegnamenti dei docenti di ruolo piuttosto che a quelli dei supplenti, così anche i calciatori sono più portati a seguire le indicazioni dell’allenatore di calcio (che è colui che li giudica, facendoli o meno scendere in campo la domenica) , rispetto a quelle dei suoi collaboratori.

La similitudine appare ancor più convincente se si pensa a come scuola e ambiente sportivo siano in realtà più simili di quanto non si creda: in entrambe le situazioni ci si trova in un ambiente a carattere prevalentemente giovanile, sia nel primo che nel secondo caso ci si prepara per migliorarsi costantemente e per sostenere delle prove, tutte e due le strutture sono a carattere gerarchico al cui vertice c’è una figura (preside – presidente) che si avvale di uno staff (insegnanti – tecnici) e di collaboratori per mettere in condizione un gruppo (alunni – calciatori) di ottenere determinati risultati.

Importantissimo per gli allenatori di calcio, e soprattutto per un secondo, è, poi, l’aspetto psicologico e quindi mentale.

Essendo spesso il tramite tra lo spogliatoio ed il mister, l’allenatore di calcio in seconda dovrà stabilire un rapporto di massima fiducia con entrambe le parti, in modo da poter essere sempre in grado di afferrare le diverse situazioni e soprattutto i diversi stati d’animo (e le loro cause) di tutti i componenti del gruppo.

La capacità di rapportarsi, poi, spesso trova applicazioni estensive a seconda delle situazioni che si vengono a creare di volta in volta nelle varie strutture in cui si opera.

In taluni casi, dovendo gestire anche gli aspetti materiali degli allenamenti di calcio, come le disposizioni dei vari materiali sul campo di gioco, o la programmazione degli allenamenti di soggetti in recupero da traumi o inattività, il tecnico in seconda si troverà ad interagire con magazzinieri, massaggiatori, preparatori atletici, medici ecc. Anche in questi casi risulta essere necessaria una capacità organizzativa, di mediazione e di dialogo da non sottovalutare.

Talvolta, addirittura, può presentarsi la necessità di relazionarsi con soggetti esterni all’ambito lavorativo in senso stretto, quali, ad esempio, i giornalisti, i tifosi, ecc.

Ultima, ma non per importanza, è la passione per questo tipo di lavoro, necessaria per poter sopportare un notevole impegno mentale e per essere in grado di trasmettere quel qualcosa in più per dare gli stimoli necessari a pretendere il meglio da sé e dagli altri.

Sia che un allenatore di calcio viva questa esperienza come rampa di lancio per passare a sua volta ad essere un allenatore in prima, sia che preferisca invece mantenere questo ruolo, defilato e discreto ma certamente basilare all’interno di un gruppo, infatti, l’abnegazione ed il coinvolgimento totale sono caratteristiche imprescindibili per svolgere quest’attività così come va svolta.

Vai alla puntata 3: “Quali sono i compiti dell’allenatore di calcio in seconda?”

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Comments

2 Responses to “Le caratteristiche degli allenatori di calcio in seconda, di W.MAzzarri”

  1. DOMANDA on maggio 22nd, 2010

    scusate dove posso trovare la lista di tutti i video corsi che si possono acquistare?

  2. admin on maggio 26th, 2010

    Ciao,

    puoi richiederli scrivendo a:
    info@ancheiopossoallenare.com

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