L’allenatore di Calcio e la psicologia 2
Posted on giugno 1, 2010
Filed Under 4-Preparazione Mentale, Daniela Asaro Romanoff
Il braccio destro dell’ allenatore di calcio Mauricio Pochettino italo-argentino dell’R.C.D. Espanyol, squadra della Primera Division della Liga spagnola è Feliciano Di Blasi . Questi è stato intervistato da Daniela Asaro Romanoff.
Clicca qui per vedere la parte 1: L’ allenatore di calcio e la psicologia parte 1
Signor Feliciano, ci spieghi come è stato possibile passare in pochi giorni da una bruttissima sconfitta ad una vittoria stupenda?
Bisogna tener presente tante componenti, può capitare che nell’arco di una settimana si passi da zone dove fa molto freddo a posti in cui il caldo è soffocante, il fattore ambientale è da tenere in considerazione. A Tenerife i calciatori hanno sofferto molto anche e soprattutto a causa della grande calura.
Però la sconfitta è stata incredibilmente pesante, i giocatori apparivano demotivati.
In effetti c’era anche questo problema, appena siamo ritornati a Barcellona, in collaborazione con l’allenatore in prima abbiamo iniziato con il lavoro psicologico per aumentare l’autostima dei calciatori.
E’ un lavoro strettamente congiunto, l’allenatore Mauricio Pocchettino la segue attentamente.
Con Mauricio Pocchettino lavoriamo assieme dal 2001, per cui c’è fiducia reciproca e grande sintonia. Pocchettino partecipa assieme ai calciatori all’allenamento psicologico, perché, in campo, si prosegue con l’allenamento mentale.
In una conferenza che Lei ha tenuto all’Università di Barcellona, ha asserito che l’allenamento in campo è giunto a livelli che potranno essere ancora migliorati, cambiati, ma di poco, perché quasi tutto è già stato provato e riprovato, per quanto concerne l’allenamento mentale siamo pressoché agli inizi, per cui, oggigiorno, un buon allenamento psicologo può far la differenza.
Sicuramente. I risultati ci sono.
Possiamo considerare anche i due goal di Daniel Osvaldo come il risultato di un buon recupero dell’autostima?
Per quanto riguarda Osvaldo c’erano anche problemi fisici, il problema fisico può causare un affaticamento mentale, ma a Siviglia abbiamo visto Osvaldo in splendida forma, quindi il suo recupero è stato a 360°.
Spero che potremo riparlarne presto, approfondendo l’argomento, per ora ci può brevemente parlare delle tecniche che Lei adotta per il recupero psicologico dei calciatori?
Il programma è basato sul dialogo, sul contatto giornaliero con ogni calciatore, ci sono riunioni e lavori di gruppo, ma spesso è proficuo dialogare con il singolo giocatore. Il lavoro prende in considerazione vari aspetti, si va dall’ambito neurolinguistico alla visualizzazione, si lavora molto sui rapporti interpersonali, una squadra coesa offre i risultati migliori. E’ un lavoro molto dettagliato, che esige la partecipazione attiva dei soggetti.
La gestione degli spazi in campo è di massima importanza, anche questo aspetto viene migliorato dall’allenamento mentale?
Certamente.
Lei riscontra sempre una partecipazione attiva da parte dei calciatori?
Sì, sono molto interessati, anche perché sono consapevoli che il lavoro psicologico è determinante per il loro percorso calcistico.
Daniela Asaro Romanoff: INTERVISTA dd.6 aprile 2010
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