In giro per il mondo: il vivaio dell’R.C.D.Espanyol

Posted on gennaio 22, 2010 
Filed Under Varie

daniela

RELAZIONE SU UNO DEI VIVAI PIU’ IMPORTANTI IN EUROPA :A cura di Daniela Asaro Romanoff

L’R.C.D. Espanyol, squadra della PRIMERA DIVISION   spagnola  ha uno
dei migliori vivai non solo in Spagna, ma in Europa.

I tecnici educatori dell’Espanyol sono tenuti in grandissima considerazione dalla LIGA SPAGNOLA, vengono spesso invitati a partecipare a conferenze, relative ai vivai calcistici, che si tengono presso società sportive spagnole e di altri Paesi della comunità europea.

Inoltre, molti tecnici di varie squadre europee vengono nella Sede dell’Espanyol ad apprendere come si organizza e si gestisce un vivaio, per formare dei calciatori che siano soprattutto delle persone mature.

Le famiglie possono iscrivere i loro bimbi alla ‘Escuela para ninos’ dell’Espanyol, già quando i loro figli hanno cinque anni.

Quando i bambini hanno cinque e sei anni, l’allenamento deve essere soprattutto un divertimento, vengono al campo una o due volte alla settimana.

Dai sette agli otto anni i bambini vengono chiamati prebenjamin, dagli otto ai nove  benjamin, dai dieci ai dodici  allevinos.

Dai sette ai dodici anni i ragazzini si recano all’allenamento tre volte alla settimana. Prima della selezione, che avviene quando i piccoli hanno otto anni, tutti i bambini, che si presentano vengono accolti.

Ogni anno L’Espanyol ha quasi 700 iscritti. La famiglia paga una quota associativa prima che avvenga la selezione.

Dagli otto anni in poi, la famiglia del bambino ritenuto idoneo a proseguire, non è più tenuta a versare alcun importo.

Presso L’Espanyol, al contrario di quanto avviene in altre società calcistiche, ad esempio il Milan, dove l’allenamento dei bimbi è diversificato a seconda dell’età.

L”allenamento riguarda tutti gli aspetti del calcio, pertanto per tutti c’è un’attentissima preparazione fisica, considerata l’età, una preparazione tecnica e anche tattica, viene data importanza al gioco d’insieme, alla partitella, anche quando la loro capacità di coordinarsi non è ancora molto sviluppata, tramite le partitelle il coordinamento migliora molto e più rapidamente.

Oltre alle centinaia di bambini, ci sono due squadre infantili, A e B, e due squadre giovanili, A e B, in totale tra squadre infantili e giovanili si allenano e giocano 100 ragazzi.

Nel centro tecnico dell’Espanyol, che comprende due campi in erba, uno con erba sintetica, due palestre: una per la preparazione atletica ed una fisioterapica, un campetto per l’allenamento dei portieri, un campo è riservato al vivaio.

Per i ragazzini del vivaio c’è anche uno spazio con sabbia, seguendo gli insegnamenti della grande scuola calcistica brasiliana, sulla sabbia i ragazzini si rafforzano fisicamente, potendo anche affinare la tecnica.

I rapporti dei tecnici educatori dell’Espanyol con le famiglie dei bambini e con la scuola da loro frequentata sono molto intensi.

Nella fascia d’età che va dai cinque ai dodici anni non è previsto nessun convitto, perché si ritiene fondamentale che il bambino viva con la sua famiglia, per cui i ragazzini del vivaio abitano tutti a Barcellona o in qualche cittadina vicina.

Dopo la selezione, se il calciatore viene considerato particolarmente interessante, la famiglia può anche decidere di trasferirsi a Barcellona, con spese a suo carico.

Carlo, preparatore tecnico, e il Direttore contabile dell’Espanyol, mi hanno aiutata a capire come viene gestito il vivaio, ma già il gentilissimo Toni, che mi ha fatto vedere i campi, le palestre, la sala stampa e gli uffici del Centro tecnico mi aveva dato alcune informazioni sullo splendido vivaio di questa squadra.

Quando si giunge alla sede dell’Espanyol colpisce in particolar modo la semplicità e la gentilezza di tutti i dirigenti e di tutti i membri dello staff. E’ davvero un centro sportivo!

Notevole che il Direttore contabile non si occupi solo della contabilità, sempre chiuso nel suo ufficio, ma conosca i ragazzi del vivaio e parli con grande entusiasmo di questa bella realtà dell’Espanyol.

Il Direttore contabile parla davvero come un padre e ci tiene a ribadire:”Nosotros formamos personas.”

Inoltre, il Direttore afferma che un ragazzino può essere anche un bravissimo calciatore, ma se riporta cattivi risultati a scuola, subìsce delle punizioni che devono fargli capire l’importanza dell’istruzione.

Un calciatore ignorante e immaturo non potrà gestire bene il suo percorso nel calcio.

Aggiunge il Direttore contabile: “Siamo tanto attenti al loro percorso scolastico, che li seguiamo a scuola anche quando loro non immaginano che noi siamo lì, nella loro scuola, a controllarli.”

Al campo, i più piccoli vengono seguiti da una maestra, che si occupa di attività culturali ed extracalcistiche, comunque anche gli insegnanti delle scuole da loro frequentate possono venire al campo a vedere l’allenamento, dimodoché il rapporto tra scuola e società calcistica sia sempre più collaborativo, per formare dei ragazzi rispettosi, educati, equilibrati, qualità importantissime per la serenità della loro vita.

I tecnici educatori dell’Espanyol sono pienamente consapevoli che l’età dei ragazzi è da tenere nella masssima considerazione, commettere un errore può comportare problemi ai ragazzi per tutta la vita.

A partire dai 14 anni i migliori talenti, che non abitano a Barcellona, ma possono provenire anche da altre città della Spagna, vivono in una residenza predisposta per loro.

In questa fase della formazione calcistica non è previsto solo vitto, alloggio e allenamento.

La responsabilità della società nei confronti dei ragazzi è ancora più grande e, quindi, i tecnici educatori dell’Espanyol sono ancora più vigilanti per quanto riguarda la scolarizzazione e il rapporto con le famiglie, soprattutto quelle più lontane.

La vita alla residenza è dedicata allo studio e a anche ad  attività ludiche, che siano formative.

Gli orari devono essere scrupolosamente rispettati.

Dai 14 ai 18 anni i ragazzi affrontano varie partite, adatte al loro livello di preparazione. Attraverso queste partite i tecnici dell’Espanyol verficano la crescita del loro talento.

A questo punto Carlo, il preparatore tecnico, mi fa l’esempio di alcuni giocatori, che hanno iniziato con l’Espanyol, a sette anni, e ora giocano in altre squadre.

Ogni anno tre o quattro giovani, formatisi nel vivaio dell’Espanyol, vengono dati al Barcelona F.C., parecchi ragazzi continuano il loro percorso calcistico con l’Espanyol.

L’R.C.D. Espanyol, valutato molto bene dalla Liga per il buon lavoro che svolge a favore dei giovani,  ha fatto una scelta felice per questi tempi in cui lo Sport assai facilmente perde la sua identità, L’R.C.D. continua a privilegiare il calcio sportivo rispetto a quello commerciale dei nostri giorni.

Questa scelta comporta minori importi, ma una buona squadra, molti lo sanno, ma non lo dicono, si può costruire anche senza ingenti somme di denaro, che ad un certo punto sono scandalose e deturpano la dignità dello sport.

Se ci si dedica allo sport autentico, si deve fare a meno di somme da capogiro, politica e ‘sistemi hollywoodiani’,  si possono ottenere ugualmente dei buoni risultati.

In Italia abbiamo il Chievo, che è ancora un grande esempio di sportività autentica, non Hollywoodiana, speriamo che non si deteriori.

L’Espanyol, andando in un certo senso controcorrente, per ora non è tra i primi in classifica, ma ha un programma di lavoro formidabile, per cui è una squadra da seguire.

Per i dirigenti dell’Espanyol è una grande soddisfazione l’apprezzamento della Liga, delle famiglie, dei giovani, e l’affetto dei loro supporter autenticamente sportivi, come la squadra.

Il nuovo stadio, dove gioca l’Espanyol, fino a poco tempo fa, giocava nello stadio del Villaggio olimpico, è davvero la dimora degli sportivi, ce ne sono ancora e molti, sia in Italia sia in Spagna.

La buona organizzazione di una società calcistica inizia dal Presidente, il Presidente dell’Espanyol è Daniel Sanchez  Llibre, un presidente che lascia lavorare i dirigenti e i tecnici, non pretende, come accade spesso in Italia, di fare l’allenatore.

Va detto, quindi, che non c’è solo un’ottima organizzazione del vivaio, se fosse solo così al ragazzo mancherebbe un punto di riferimento importante.

Il punto di riferimento fondamentale è la prima squadra, l’allenatore Mauricio Pocchettino, il suo valido aiuto Feliciano Di Blasi, persona molto semplice e cordiale, ma dobbiamo dirlo, anche se lui non vorrebbe, che questo signore, che ha fatto parte di vari staff tecnici di team di serie A italiani, è laureato in psicologia, ha anche conseguito dottorato e master negli Stati Uniti.

E’ facilmente comprensibile che se il ragazzo è circondato da queste persone non calpesterà la cultura per adorare il ‘dio calcio’. Tutto lo staff, composto da adulti saggi ed equilibrati, trasmette messaggi positivi ai ragazzi: il direttore contabile che non sta chiuso nel suo ufficio, ma si occupa di loro come un padre e anche la figura di un Presidente, Daniel Sanchez Llibre, che non è un ‘padre padrone’  sono molto importanti per i ragazzi, talvolta noi adulti pensiamo che certe ‘sfumature’ non vengano percepite dai giovani, ma spesso ci rendiamo conto che comprendono anche quanto talvolta a noi adulti sfugge.

Per l’R.C.D. il fattore umano, la solidarietà, la lealtà, la semplicità, la logica, la concretezza non sono optional.

Per cui il ragazzo comprende che non lo fanno vivere in una ‘torre d’avorio sportiva’, lo sport è anche al di fuori della loro residenza, lo sport c’è, esiste con la sua precisa identità e dignità.

Condivide e Preferiti:

Comments

Leave a Reply