Il mio punto di vista su INTER–CHELSEA (ritorno)
Posted on marzo 23, 2010
Filed Under Autori, Claudio Mele
A cura di CLAUDIO MELE
L’Inter s’impone sul Chelsea per uno a zero allo Stamford Bridge. La rete realizzata da Eto’o permette così ai nerazzurri di raccogliere il massimo, ovvero centrare il passaggio al turno successivo e vincere una partita interpretata in modo eccellente da Jose Mourinho e ben giocata dai suoi giocatori.
Il gol realizzato al 78esimo nasce da una palla inattiva (fallo laterale) a favore del Chelsea, che non viene ben giocata e permette all’Inter di riconquistare palla.
L’errore più evidente è di tipo tecnico ed è da attribuire a Lampard il quale sbaglia il controllo, passando così la palla a Stankovic. Inoltre, chi ha battuto il fallo laterale avrebbe dovuto scegliere un’altra soluzione poiché ha giocato palla in un’area piccola in cui il compagno si trovava in 3 > 1 cioè in inferiorità numerica.
Il centrocampo del Chelsea attua la transizione passiva in ritardo senza coprire la profondità. Nel primo caso, sulla palla giocata su Milito, questo era difficile farlo in modo efficace in quanto tutti i centrocampisti si trovavano oltre la linea della palla.
Nel secondo caso, sull’assist di Snejder per Eto’o, l’errore è più evidente in quanto nessuno dei centrocampisti, dopo aver recuperato la posizione, copre la profondità poi sfruttata dal giocatore nerazzurro.
Anche Ivanovic diretto marcatore di Eto’o non affronta in modo corretto la fase di transizione passiva (quando la sua squadra perde il possesso di palla) in quanto, correndo fronte alla sua porta, si lascia completamente alle spalle l’attaccante nerazzurro negandosi la possibilità di vedere e controllare i suoi movimenti.
Per quanto riguarda l’analisi dell’operato dell’Inter c’è da notare la rapida lettura e trasformazione con cui è riuscita ad attaccare e concludere dopo aver conquistato il pallone.
La protezione di palla di Milito e il successivo appoggio su Snejder molto bravo a farsi trovare libero e altrettanto bravo a vedere il movimento di Eto’o per poi servirlo in modo impeccabile.
Infine decisiva è la scelta dell’attaccante nerazzurro che con il collo esterno trova precisione e potenza.
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