I filtri della mente: caso Adriano e Cassano

Posted on gennaio 25, 2010 
Filed Under 4-Preparazione Mentale

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Un lettore mi chiede come mai due giocatori di calcio
di indubbio talento e che in più occasioni hanno saputo esprimersi a livelli eccellenti si trovino a vivere situazioni con alcune problematiche in comune.

Nello specifico osserva come Cassano, Adriano siano entrati in una sorta di tunnel che non permette loro di giocare e supportare le squadre in cui militano e giustificare gli investimenti economici fatti su di loro.

Le motivazioni reali per cui questi due campioni non riescono ad esprimersi pienamente albergano dentro di loro e probabilmente loro stessi non ne sono totalmente consci, ma sicuramente si possono far risalire al modo in cui processano mentalmente la realtà che stanno vivendo.

Ogni essere umano sperimenta il mondo che lo circonda attraverso una serie di filtri che possiamo rappresentare come i nostri cinque sensi.

Ma proprio perché i nostri sensi sono dei filtri durante il processo di acquisizione delle informazioni sul mondo intorno a noi gli input che riceviamo vengono prima codificati per poter arrivare dai sensi al cervello, successivamente decodificati nella nostra mente e poi interpretati per dare loro un significato che abbia un senso nella realtà che a questo punto ci sembra di vivere.

Questo processo a cui siamo abituati fin dalla nascita e che nella maggior parte dei casi diamo talmente per scontato che non pensiamo neppure per un attimo di vivere una realtà “distorta” da noi stessi e mediante quegli stessi sensi che ci permettono di sperimentarla.

A volte succede che alcune esperienze o cambiamenti o eventi nella vita di una persona innescano l’adozione da parte dell’individuo di un “nuovo filtro”, necessario all’interpretazione ed  alla comprensione di ciò che sta accadendo.

Poiché tali filtri non sono necessariamente razionali, ma agiscono a livello inconscio di solito non sono evidenti, ma possono avere anche degli effetti collaterali non previsti dal nostro sistema mente-corpo, tra cui la non capacità di ri-accedere ad alcune nostre capacità.

Se non supportati da un bravo Coach alcuni atleti vivendo situazioni simili a quella, generica, appena descritta entrano in una spirale negativa da cui senza il supporto esterno è molto difficile uscire.

Nel caso di giocatori come quelli in questione bisogna aggiungere anche la pressione ambientale, le aspettative dei loro tifosi e chissà quante altre note solo a loro. La buona notizia è che una volta individuati, se necessario, è possibile rimuovere tali filtri in modo che l’atleta e la persona tornino ai loro livelli abituali, se non ancora più alti in quanto arricchiti dalla nuova esperienza acquisita.

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