Dopo aver riconquistato palla, la tua squadra sa quello che deve fare?

Posted on dicembre 5, 2011 
Filed Under 1-Preparazione Tattica, 7- Adulti, 8- Settore Giovanile

La zona non è una tattica offensiva, come voleva farci credere l’allenatore Arrigo Sacchi, ma è una tattica prettamente difensiva, che ha come obiettivo quello di impossessarsi velocemente della palla. Tutti gli allenatori di calcio sanno che, una volta riconquistata la palla, la squadra dovrà costruire il proprio gioco in maniera organizzato con una precisa strategia di gioco.

Quindi  una volta riconquistata la palla in una zona precisa del campo, la propria squadra potrà dare inizio alla fase offensiva dell’azione. Come abbiamo visto nell’articolo precedente la scelta del tipo di azioni che una squadra può costruire sono principalmente 3:

Ma se per colpa degli avversari, (che sono messi in campo bene e che ci aggrediscono subito), la nostra squadra non si potesse dar vita a una di queste tre azione sopra citate, che cosa deve fare la squadra? Quello che devono fare di solito glielo deve dire l’allenatore. E’ l’allenatore che deve dare le strategie di gioco, giusto?

Chi si è iscritto al Club allenatori Italiani , sa già cosa deve fare la sua squadra nella fase del post conquista palla, se la squadra avversaria attua un pressing finalizzato alla riconquista della palla persa.

All’interno di una serie di videocorsi dedicati alla costruzione di gioco, ho spiegato alla lavagna virtuale, in maniera semplice e dettagliata, che il primo obiettivo che sua squadra deve raggiungere quando riconquista palla, non è quello di fare una azione manovrata, non è quello di verticalizzare, ma quello di mettere la palla in sicurezza.

Se l’avversario è stato allenato bene e quindi è organizzato, dopo aver perso la palla, cercherà subito, con un pressing a scalare in avanti, di riconquistarla  (vedi Barcellona) e se la nostra squadra non è allenata e preparata bene a mantenere la palla riconquistata consolidando il possesso palla, rischierà di perderla subito.

Allora un allenatore che cosa deve fare? Occorre allenare e preparare bene la tua squadra a conservare la palla sia attraverso azioni individuali che collettive, facendo circolare la palla, tramite un possesso di palla semplice,  fino a quando è necessario.

Regola principale che una allenatore deve fare applicare ai suoi giocatori:

Il primo giocatore che riconquista la palla, deve fare subito un passaggio in appoggio o di scarico il più semplice possibile. Il compagno che ha ricevuto palla: deve fare lo stesso e così via fino a quando gli avversari desistono dal pressing. (addirittura va bene anche il passaggio al portiere)

Solo allora, in base alle condizioni di gioco,la tua squadra potrà decidere, in base alla tua strategia, che tipo di azione fare: manovrata sul corto o manovrata sul lungo. Ricordiamo sempre ai nostri giocatori che il possesso di palla fine a se stesso non serve a nulla, ma deve essere finalizzato alla conquista dello spazio in avanti, con l’obiettivo di arrivare prima nella zona rifinitura e poi alla conclusione in porta: cercando logicamente di fare goal.

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Tu che tipo di costruzione hai scelto per la tua squadra? Un tuo commento qui sotto sarà il benvenuto.

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Comments

8 Responses to “Dopo aver riconquistato palla, la tua squadra sa quello che deve fare?”

  1. Mister Bruno on dicembre 5th, 2011

    Caro Marco, come al solito i tuoi articoli, ma anche i tuoi videocorsi (come sai sono iscritto al club da oltre 14 mesi) sono sempre pratici e di qualità. Un abbraccio e continua così..Mister Bruno

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  2. Giorgio on dicembre 5th, 2011

    ciao a tutti, per quanto riguarda un consiglio sull’argomento posso solo dire “passa dove vedi”. Una cosa semplice e secondo me una base di partenza per ogni giocatore. Giocare semplice e dove si vedi un compagno libero, anche vicino, è già un buon inizio, poi però l’allenamento deve essere basato sull’insegnamento della tecnica di base, se un giocatore non sa stoppare correttamente la palla e non sa fare un appoggio in tranquillità le cose si complicano. A livello di settore giovanile deve e dico DEVE essere priroritario l’insegnamento della tecnica di base e possesso palla. A scuola si inizia con le stanghette per poi passare all’abc, così si deve fare anche nel calcio.
    Se hanno le basi giuste poi puoi insegnare anche come attaccare, manovrata o verticalizzare, inserendo negli allenamenti esercizi su situazioni reali.
    Ripeto, prima di tutto secondo si deve valutare le qualità tecniche individuali e nel caso riprendere un percorso di tecnica di base.

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  3. luca on dicembre 5th, 2011

    Ciao a tutti, scrivo per rispondere a Giorgio. Scusate prima mi presento sono responsabile tecnico in una piccola società ed allenatore di scuola calcio. A Giorgio volevo chiedere solo una cosa: ma sei certo che insegnare una cosa precluda l’insegnamento di un altra?. Mi spiego meglio sei sicuro che prima di insegnare la tattica si debba conoscere a perfezione la tecnica?

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  4. Alessandro on dicembre 5th, 2011

    Ciao a tutti scrivo riguardo la domanda di Federico di Torino.Credo che i tuoi ragazzi se perdono subito la palla dopo averla riconquistata e’ soltanto una questione di posizioni in campo nel senso che il giocatore che recupera la palla deve avere sempre uno o due compagni vicino a sostegno in modo da fare un uno due veloce per poi effettuare una ripartenza verso la porta avversaria

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  5. Giorgio on dicembre 13th, 2011

    Ciao a tutti, sono stato chiamato in causa e ritengo corretto dare la mia visione. Prima però mi presento anch’io, sono allenatore di una squadra di Giovanissimi di una piccola società dilettantistica, nella mia “carriera” ho allenato tutte le categorie dai Pulcini alla 1^ squadra.
    Sicuramente insegnare una cosa non preclude l’altra, anzi, ma personalmente ritengo che vi siano delle tappe nella crescita di ogni giocatore che debbano essere seguite.
    Per come interpreto personalmente il calcio ritengo che nella scuola calcio e nel triennio dei pulcini sia fondamentale l’insegnamento della tecnica di base e del concetto di spazio. Acquisiti i fondamentali dopo puoi lavorare con la trasmissione sapendo che se hai lavorato bene in precedenza nei ragazzi è intrinseca la conoscenza del movimento nello spazio. Al contrario invece se la squadra non ha avuto delle basi “solide” e chiaro che ti trovi a lavorare nelle categorie più alte dove nelle sedute di allenamento devi essere in grado di organizzare una attività che possa comprendere tutto.
    Per una mia personale idea l’insegnamento della tecnica di base non deve mai essere dimenticata nemmeno nella prima squadra.
    E’ bello però potersi confrontare con altri amici, che come me, te, noi, dedichiamo il nostro tempo per far crescere i giovani.
    ciao e buon lavoro

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  6. andrea on dicembre 16th, 2011

    sono istruttore di scuola calcio e alleno una suqadra di esordienti 99 in una società dilettantistica. Sono convintissimo , anche perchè ho iniziato la mia carriera da calciatore nel NAGC della Fiorentina nel lontanissimo 1963 ( allora si iniziava a 12-12 anni e nom a 6 come adesso)che si debba iniziare e insistere sui fondamentali. I miei allenamenti al Nagc ( nucleo addestramento giovani calciatore) consistevano quasi escusivamente nel calciare al “muro”,nel colpire la palla di piede e di testa alla “forca” e di tutti gli altri gesti tecnici. I campionati erano un lusso che arrivavano solo a 13-14 anni. Al di la delle capacità tecniche “arrivate” direttamente da madre natura e da quelli che non erano portati per il calcio, quasi tutti uscivamo dal corso con i piedi buoni e militando successivamente nelle varie categorie di dilettanti si riconoscevano quelli che provenivano dal NAGC ed erano stati abituati all’apprendimento della tecnica di base.

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  7. luca on dicembre 16th, 2011

    Ciao Giorgio,sono assolutamente d’accordo con te sul fatto che la tecnica di base debba essere insegnata sempre. Sono però convinto che nostro compito è quello di formare un calciatore con tutte le conoscenze adatte a quella età specifica. Non sono convinto ad esempio che parlare di 1 c 1 ai pulcini sia prematuro
    La tattica individuale e poi di squadra è una parte delle cose che un giocatore deve conoscere e non meno importante della tecnica di base!!

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  8. Roberto Scandroglio on gennaio 4th, 2012

    Con i movimenti fondamentali individuali (1c1) e di collaborazione ( a 2 a 3 ecc. ecc.) si insegna correttamente e si fà assimilare benissimo la tecnica di base e applicata.
    La tattica individuale e di squadra è insita nei movimenti fondamentali.
    I movimenti complessivi individuali sono formati da un movimento preliminare (tattico) e da un gesto tecnico,(coordinazione per l’esecuzione) il movimento determina sempre il gesto tecnico, basta solo conoscerli, saperli insegnare,allenarli e velocizzarli.
    I Movimenti fondamentali(abilità motorie specifiche) sono validi per tutti, dai piccolissimi ai professionisti.
    La loro applicazione sviluppa una precisa geometria con chiare regole.
    Lo spazio e il tempo, e quindi i passaggi, gli smarcamenti, le zone luce e le zone ombra sono chiaramente definite e il tutto è perfettamente allenabile, velocizzabile e può essere verificato oggettivamente.
    Anch’io ho frequentato il NAGC 4 O 5 anni prima di Andrea, una volta l’insegnamento della tecnica era statico ( muro – forca – passaggi uno di fronte ma anche qualche slalom, colpire di testa ….
    Certo, bisogna sempre insegnare la tecnica di base a tutti, Bruno Bolchi, Consigliere Federale ha scritto su L’Allenatore nel 2003 che : ” da una quindicina di stagioni quasi tutti gli allenatori dei settori giovanili, hanno sposato le nuove idee abbandonando l’insegnamento della tecnica, e molta letteratura (articoli, libri spinge da parecchi anni a non insegnarla, insistendo particolarmente dai primi calci.
    saluti

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