Come un allenatore di calcio può migliorare la sua fase di costruzione
Posted on dicembre 9, 2008
Filed Under 1-Preparazione Tattica, 1.1 Fase possesso

Se vuoi saper costruire e finalizzare una azione da goal, oggi è molto importante che tu capisca che sono i movimenti senza palla che fanno la differenza. Dati alla mano in una intera partita di calcio (minuti effettivi circa 55 ) i minuti che un calciatore tiene la palla incollata nei suoi piedi variano dai 45” ai 3′. Diventa, quindi, indispensabile, nell’organizzazione di gioco
di una squadra nella fase di possesso palla, dare sempre sostegno e appoggio al portatore di palla, creando situazioni di superiorità numerica in modo da offrire sempre più possibilità allo sviluppo della manovra.
Dal momento che la condivisione con i compagni è la condizione di base per sviluppare un’azione collettiva iniziata dal singolo giocatore, diviene indispensabile stabilire delle regole di collaborazione comune, diviene indispensabile creare un linguaggio comune in CODICE, prerogativa obbligatoria per il gioco di ogni squadra che oltre che al risultato vuole creare anche il bel gioco.
Ogni giocatore della rosa, per potersi esprimere in campo al massimo delle sue possibilità dovrà conoscere, oltre al proprio ruolo e alle proprie competenze nell’organizzazione di gioco della squadra, anche quelle dei suoi compagni sopratutto di reparto.
L’allenatore invece dovrà insegnare a tutti un linguaggio che abbia un CODICE comune per tutti. L’allenatore dovrà insegnare a tutti cosa fare, come fare e dove andare quando la palla si trova in qualsiasi zona del campo tenendo conto anche degli avversari.
E’ un lavoro lungo che non si può di certo insegnare in pochi mesi di allenamento. A volte ci vogliono anche più di due anni per creare una macchina da gioco quasi perfetta.
E se un allenatore è consapevole di questo, sa anche che non può affrontare una stagione calcistica con superficialità..qualunque sia l’obiettivo da raggiungere.
Quindi se un allenatore di calcio vuole imboccare la strada giusta o continuare a percorrerla deve fare suo questo concetto basilare:
“Se è vero che nel gioco offensivo è essenziale la capacità tecnica dei singoli giocatori, è altrettanto vero che, essendo una squadra costituita da 11 elementi, quando uno di questi sarà in possesso della palla diventerà determinante il gioco (movimento) senza palla degli altri giocatori.”
Sarà la qualità dei movimenti senza palla che determinerà l’efficacia della giocata del portatore e, quindi, della continuità dell’azione iniziata, nel rispetto dei principi offensivi collettivi sotto enunciati.
L’allenamento al movimento, e all’iniziativa senza palla, è il dogma nel calcio per lo sviluppo delle capacità collaborative. L’allenatore che allena i suoi giocatori ai movimenti senza palla, permetterà a loro di comprendere meglio come rendersi utili quando ci si trova vicini o lontano rispetto al portatore o dietro alla linea della palla.
Naturalmente tutti sanno che il gioco senza palla è in stretto collegamento con la capacità di fare un passaggio con la palla (trasmissione) e sia con la capacità di “addomesticarla” (ricezione).
Detto questo possiamo passare ad elencare e a dare una breve spiegazione sui principi di base della fase di costruzione di un azione, senza la cui conoscenza, qualsiasi allenatore farebbe veramente fatica a far creare ai suoi giocatori delle azioni da manuale del calcio, in maniera continuativa!
Queste due Tattiche in fase di possesso palla di cui ci occuperemo oggi sono:
La tattica individuale (o tecnica applicata) e la tattica collettiva.
Tecnica Applicata o Tattica Individuale
Smarcamento: un giocatore per ricevere la palla deve essere allenato a smarcarsi in zona luce, quando il suo compagno sarà in grado di passargli la palla (palla scoperta). Il passaggio e lo smarcamento più efficace è quello in diagonale, in quanto è più facile proteggere la palla in quanto il suo corpo riesce a coprire meglio la palla e contemporaneamente, quando la riceve, riesce ad avere una visuale di gioco migliore.
Difesa e protezione della palla: la regola numero uno è quella di andare sempre incontro, mai ricevere la palla da fermi. Su una palla alta il giocatore deve sempre andare a colpirla sempre sul punto di caduta, mentre quando un giocatore di calcio si appresta ad effettuare uno stop deve sempre mettere il suo corpo tra palla e avversario a protezione della palla
Passaggio: l’allenatore deve insegnare al giocatore di calcio che il passaggio deve essere “secco” e non “molle” e poi il passaggio deve essere fatto in modo veloce e preciso, (stop, passaggio secco e preciso è la giocata ideale) .
Un passaggio veloce e preciso fa guadagnare alla squadra che attacca spazio e tempo in maniera più rapida. Prova a far fare una gara di velocità tra il più veloce giocatore e la palla. Chi arriverà prima al traguardo : il giocatore più veloce o la palla che che stata colpita da un altro giocatore?
Senza contare poi il grande risparmio di energia che una squadra riesce ad ottenere facendo solamente circolare la palla invece che portarla continuamente con azioni individuali
Guida della palla: ad un allenatore occorrono anche i giocatori che riescano a creare delle finte o dei dribbling. Questi giocatori servono alla squadra per creare superiorità numerica in certe zone del campo. La guida della palla, le finte e i dribbling devono essere allenate da un allenatore perchè fanno parte dei principi tattici e non possono essere trascurate.
Tiro in porta: ad un calciatore occorre prima di tutto inculcargli la precisione e poi in un secondo tempo, se il giocatore ha le caratteristiche “giuste” la potenza. Inoltre una peculiarità del tiro in porta per un calciatore è la rapidità di esecuzione da parte del calciatore.
Tattica collettiva
Scaglionamento: il gioco del calcio è consigliato SOLO a chi andava bene a scuola. No non sto scherzando.! Se vuoi creare delle azioni corali e compatte devi riuscire a far vedere ai tuoi giocatori i triangoli. Se riesci in questa missione allora riesci a mettere le basi per un’ottima costruzione di gioco. Creare dei triangoli fa si che il portatore di palla abbia sempre (anche se si bendasse gli occhi) almeno due soluzioni di gioco. Quindi ricorda che nello scaglionamento è importante che i tuoi giocatori senza palla non si mettano mai in linea con il portatore di palla (passaggio orizzontale molto pericoloso)
Penetrazione (o verticalizzazione): oggi come oggi, pochi credono che verticalizzare significhi buttare la “palla avanti” e per fortuna molti invece sanno che per arrivare più in fretta o solamente per arrivare alla conclusione dell’azione, occorre conquistare spazio in avanti con azioni corali e predefinite.
Ampiezza: quando una squadra è chiusa a riccio o quando una squadra si trova in inferiorità numerica, l’imperativo per un allenatore di calcio è dire alla propria squadra di allargare il gioco (ampiezza) al fine di far aprire la difesa avversaria e, quindi di poter agire in spazi più ampi.
Mobilità: difficilmente si potrà vedere delle belle azioni se i giocatori non si muovono costantemente su tutto il raggio di azione a loro concesso. Il calcio è fatto di movimento, e il movimento serve non dare punti di riferimento agli avversari. Il compito di un allenatore è di insegnare ai giocatori a muoversi in maniera corretta e negli spazi giusti.
Imprevedibilità: essere una squadra imprevedibile o avere in squadra uno o più giocatori imprevedibili è molto importante per vincere una partita. Nel gioco del calcio è importante non essere ripetitivi, se no poi gli avversari, quando ti hanno preso le misure ti bloccano.
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3 Responses to “Come un allenatore di calcio può migliorare la sua fase di costruzione”
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bell’articolo!
Per risolvere i problemi tecnico-tattici, lavorando seriamente con una geometria precisa e il tempo necessario a realizzarla correttamente, bisogna conoscere i Movimenti Fondamentali Individuali e di collaborazione, (MFI – MFC)
Si parla di movimenti con la palla e di movimenti senza palla.
Il movimento (spostamento del corpo nello spazio) è sempre tattico e non ha mai il contatto con la palla.
Il gesto tecnico ha sempre il contatto con la palla.
Per capire come e perchè, e sopratutto dove passare la palla e smarcarsi correttamente, bisogna conoscere gli schemi fondamentali del gioco del calcio.
I MFI E MFC, formano dinamicamente questi schemi. (esiste un chiaro Comune Denominatore del gioco del calcio e quinsi una precisa modellizzazione geometrica di tutto il gioco).
Si gioca in 11 ma la collaborazione si sviluppa sempre a 2 giocatori.
Sono d’accordo per il linguaggio comune, ma questo linguaggio, non deve essere conosciuto solo da un Mister che (forse) ha capito cosa deve fare, e quindi la tecnica di base e applicata deve essere valida per tutti, e bisogna saperla interpretare correttamente in campo.
Cordiali saluti
Roberto Scandroglio
Vorrei riprendere dai commenti sopra citati: sento spesso parlare di smarcamento trasversale: gli smarcamenti, possono essere effettuati anche verticalmente,e orizzontalmente, con una geometria precisa, (esistono i movimenti di collaborazione specifici).
saluti