“Come si struttura una seduta di allenamento di calcio”

Posted on maggio 23, 2009 
Filed Under 1-Preparazione Tattica, 2-Preparazione Atletica, 3-Preparazione Tecnica

italia_allenamento

Occupiamoci oggi,  della seduta singola dell’allenamento.

Una normale seduta di allenamento viene divisa in:

1. riscaldamento
2. fase centrale
3. defaticamento (nei dilettanti è da escludere)

La seduta d’allenamento in generale, viene costruita intorno all’obiettivo che si vuole raggiungere nella fase centrale  nel quale deve essere prevista la collocazione del tema o dei temi principali.

Se la fase centrale prevede un lavoro non impegnativo la fase di riscaldamento e il defaticamento (ove c’è né sia bisogno ma nei dilettanti sono d’accordo con il Dott. Roberto Sassi è… da non fare) si possono ridurre notevolmente.

La fase del Riscaldamento

Cosa s’intende per riscaldamento?
Il riscaldamento è quella parte di lavoro con la palla o senza, che sta all’interno della seduta d’allenamento e che introduce l’inizio di qualsiasi lavoro fisico, sia esso la partita ufficiale o la seduta dell’allenamento.

Inutile dire che occorrerebbe vietare ai giocatori di calciare in porta a “freddo”.

Ma perchè si fa il riscaldamento e qual’ è il suo scopo?
Lo scopo è quello di mettere il calciatore nelle migliori condizioni fisiche e psichiche in modo da esprimere al massimo le sue potenzialità, senza incorrere in infortuni più o meno gravi.

Quanto dura di solito un riscaldamento e quando viene proposto?

I primi 15 minuti circa di allenamento, propriamente detto “riscaldamento” vengono proposti subito all’inizio.

Che cosa è realmente il riscaldamento?
Il riscaldamento si può considerare come un ponte-cuscinetto, che permette ai  giocatori il passaggio “dolce” dalla condizione di riposo allo stato di attivazione vera e propria, evitando così, il pericolo di incorrere in infortuni muscolari che sarebbero all’ordine del giorno se non lo si farebbe.(soprattutto nel periodo invernale).

Come si mette in pratica?
Proponendo:
a) esercizi per l’aumento della frequenza cardiaca
b)esercizi per la prevenzione degli infortuni
c)esercizi per il richiamo motorio dei gesti specifici

Le 2 regole d’oro nella programmazione del riscaldamento

Le due regole d’oro che devono guidare il riscaldamento sono la:
1.    la gradualità.
2.    la progressività.

All’inizio bisogna prevedere esercizi ad impegno blando indirizzati ad un numero limitato di unità motorie per giungere poco a poco ad esercizi più completi e d’impegno pari o comunque assai vicino a quello della prestazione agonistica.

Perché occorre mettere in pratica queste due regole d’oro?
Questa necessità deriva dal fatto che gli apparati cardiocircolatorio e respiratorio hanno bisogno di un certo tempo fisiologico per “entrare in forma” cioè per rendere al massimo delle loro possibilità.

Se si proponessero a “freddo” esercitazioni a grandi intensità, queste non potrebbero mai essere svolte in modo ottimale in quanto mancherebbe l’adattamento fisico degli apparati che abbiamo detto. E poi in secondo luogo si potrebbe creare la grande possibilità di infortunare il muscolo del giocatore.

Il riscaldamento viene diviso in:
a) riscaldamento a carattere generale;
b) riscaldamento a carattere specifico.

Condivide e Preferiti:

Comments

Leave a Reply