Come migliorare la corsa del calciatore moderno
Posted on ottobre 14, 2009
Filed Under 2-Preparazione Atletica

Articolo realizzato da : Jonathan Proietto Preparatore atletico del Livorno calcio S.G.
Quando si effettua una seduta in palestra, affinché i lavoro svolto con i sovraccarichi assuma un senso concreto, nei settori giovanili, è importante enfatizzare l’importanza e la cura della meccanica della corsa veloce.
Troppi calciatori non utilizzano gli arti inferiori in maniera efficace per realizzare gli innumerevoli sprint che caratterizzano il gioco del calcio non riuscendo in effetti, ad esprimere compiutamente le proprie potenzialità fisiche.
Le principali imperfezioni quindi che si riscontrano potrebbero essere:
- in fase di spinta
- il piede posteriore che lascia il terreno dopo la spinta iniziale, che implica un successivo movimento di proiezione in avanti dell’arto libero più lento.
- La coscia dell’arto libero viene solo in parte, flessa avanti sul bacino.
Da ciò consegue un movimento della gamba a “pendolo”, un arrivo al suolo con il tallone, l’arretramento del bacino, una corsa in trazione e un passo più ridotto rispetto alle reali possibilità dell’atleta.
L’aspetto più critico che si registra durante la corsa corrisponde all’insufficente estensione, in fase di spinta, della coscia sul bacino, la quale limita grandemente le possibilità di miglioramento nell’accelerazione di tutto l’intero sistema.
La fase più importante invece, da cui dipende il rendimento dell’atleta durante la corsa veloce, è proprio l’apertura dell’angolo che si realizza a livello della pelvi, fra l’arto posteriore e quello anteriore.
Sintetizzando il tutto possiamo dire che l’azione coordinata dell’arto in volo associata a quella dell’arto di appoggio-spinta determina la possibilità per il giocatore di accelerare la propria corsa. Ottimizzando la frequenza del passo con la forza di spinta.
Da preparatore atletico che lavora da cinque anni nel settore giovanile e confrontando i miei studi e i confronti con colleghi professionisti, sono fermamente convinto che anche i calciatori dell’elite del calcio debbano necessariamente soffermarsi sull’analisi della tecnica della corsa, in quanto si potranno trarre spunto per migliorare sensibilmente il rendimento complessivo della prestazione degli atleti.
La coordinazione biomeccanica nello sprint o nell’allungo veloce permette al calciatore di esprimere le proprie potenzialità e può essere considerata, per importanza, alla stregua dei pneumatici per le auto di formula uno.
Sappiamo bene che l’azione ciclica di un passo di corsa si compone essenzialmente di due momenti: quello di volo e quello di appoggio. Il primo in cui l’atleta non ha contatto con il terreno, è il risultato dell’impulso causato dall’estensione completa dell’arto in appoggio prima di abbondare il terreno
LA FASE DEL PREALTLETISMO.
Le abilità motorie, se apprese correttamente attraverso gli esercizi di preatletismo specifico, risultano essere determinanti per migliorare il rendimento, sia nello sprint che nella corsa in allungo veloce.
Per preatletismo specifico s’intende un insieme di esercitazioni che si collocano fra quelle del preatletismo generale e le esercitazioni tecniche vere e proprie caratterizzate dalla disciplina.
Poiché si da per scontato che presso ogni leva di qualsivoglia Settore Giovanili si praticano esercitazioni a carattere generale, questo argomento non viene trattato.
Il mio sollecito è quello di proporre agli allenatori ed ai miei colleghi che leggono questo articolo, a dare più continuità ed esattezza esecutiva (qualità dello stimolo) le esercitazioni di preatletismo specifico più idonee a migliorare la tecnica di corsa.
Penso che esista un atteggiamento motorio tipico che il calciatore evidenzia in particolari momenti della partita: baricentro abbassato, arti inferiori che negli spostamenti non si estendono completamente, piedi bassi pronti a giocar palla.
Oltretutto il calciatore è necessario che usufruisca del miglior rendimento biochimico e meccanico quando si sposta, correndo più o meno velocemente, per posizionarsi nei punti del campo dove poi interverrà utilizzando la tecnica calcistica più idonea.
A questo proposito per poter risolvere tali problematiche, è molto utile migliorare la coordinazione con esercitazioni mirate al miglioramento del dinamismo, sia nella corsa in accelerazione che nella corsa veloce in allungo.
PROF. PROIETTO JONATHAN
Preparatore Atletico LIVORNO CALCIO S.G.
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5 Responses to “Come migliorare la corsa del calciatore moderno”
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quali esercizi fare per migliorare e potenziare la corsa?
Puoi essere più specifico? La parola corsa è molto generica.
quali sono gli esercizi per miglioirare lo scatto, l’accelerazione? grazie
Salve e scusate il ritardo nella risposta.Rispondo in ordine. AURELIO potenziare la corsa? bhe non userei l’aggettivo potenziare, ma migliorare la corsa certo, ovviamente, e con opportuni interventi che vanno curati secondo la mia idea, fin dai tempi del settore giovanile (esordienti) Un’ottima corsa si ottiene con un buona coordinazione, io principalmente la curo cosi: percorsi coordinativi con e senza palla, cercando di inserirepiù fondamentali situazionali possibili. Lavorare sugli appoggi, sulla rapidità del movimento, e sui cambi di direzione. Importante anche la frequenza e la scelta di tempo dell’utilizzo degli arti superiori. Per determinare in fondo quello che può servire per migliorare qeusto aspetto fondamentale, ti consiglio di leggere qualche testo sulla biomeccanica muscolare. SAluti
SONI per quanto riguarda il fatto di migliorare lo “scatto”, anche qui c’è da fare un discorso molto profondo e dettagliato su coordinazione e appoggi, tutto parte da li, la posizion del corpo e il giusto tempo di oscillazione arti inferiori e superiori. Poche volte mi trovo con i miei ragazzi a lavorare sullo scatto (inteso come esercizio singolare) ma lavoro preferibilmente solo sulla rapidità e sui cambi di direzione, mettendo molto utilizzo della palla. Esercitazioni ed esempi c’è ne sarebbero davvero a centinaia, e solo tu con la consapevolezza del gruppo che hai in mano, puoi scegliere quale sia quello migliore. Anche quando lavoro sull’anaerobico o aerobico, utilizzo frequenza e tempo che mi diano come resultante un lavoro che mi faccia lavorare in spazi stretti e quindi richiamare questo grande fondamentale. Saluti