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	<title>*Allenatori Calcio Allenatori Calcio Allenatori Calcio* &#187; 1-Preparazione Tattica</title>
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		<title>Analisi Tattica e sviluppi del Real Madrid di Josè Mourinho</title>
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		<pubDate>Sun, 29 Apr 2012 00:06:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[1-Preparazione Tattica]]></category>
		<category><![CDATA[7- Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Peso]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo scritto da Luca Peso -Presentazione Il Real Madrid del Vate di Setubal è in testa alla Liga spagnola, 7 punti avanti al Barcellona di Pep Guardiola, ma questo non ha impedito ai critici iberici e non di criticare aspramente il lavoro del tecnico portoghese. Al mister si contesta soprattutto il fatto di aver plasmato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAR24M67.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3477" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAR24M67.jpg" alt="" width="194" height="259" /></a><span style="color: #ff0000;"><span style="background-color: #ffff00;">Articolo scritto da</span><strong><span style="background-color: #ffff00;"> Luca Peso</span></strong></span><br />
<strong></strong><br />
-Presentazione<br />
<strong></strong><br />
Il Real Madrid del Vate di Setubal è in testa alla Liga spagnola, 7 punti avanti al Barcellona di Pep Guardiola, ma questo non ha impedito ai critici iberici e non di criticare aspramente il lavoro del tecnico portoghese.<br />
<strong></strong><br />
Al mister si contesta soprattutto il fatto di <strong>aver plasmato la squadra ad un gioco difensivo e poco spettacolare</strong>, per i canoni di bellezza calcistica a cui i tifosi madrileni sono abituati.<br />
<strong></strong><br />
<strong>I risultati sono comunque stati soddisfacenti</strong>, pur avendo vinto, in 2 anni, finora solo due volte con la formazione catalana, in Copa del Rey lo scorso anno, unico trofeo del primo anno della gestione-Mourinho, e in campionato, al Camp Nou, nella partita che ha, con ogni probabilità, consegnato al Real la sua prima Liga sotto la guida di Josè Mourinho.<span id="more-3471"></span></p>
<p><span style="color: #ff0000; background-color: #ffff00;">-Analisi tattica: Formazione</span><br />
<strong></strong><br />
Mourinho schiera il suo Real Madrid con il modulo che lo ha contraddistinto anche alla guida dell&#8217;Inter: il <strong>4-2-3-1</strong>; la formazione tipo vede Iker Casillas tra i pali, la difesa a 4 formata da Marcelo, Ramos, Pepe e Arbeloa; i due mediani Xabi Alonso e Khedira (a volte Granero), le ali Ronaldo e Higuain (a volte Ozil ), il trequartista Ozil (intercambiabile con Kakà) e la punta Benzema (sostituibile con Higuain).<br />
<strong></strong><br />
<span style="color: #ff0000; background-color: #ffff00;">-Analisi tattica: fase offensiva e di costruzione</span><br />
<strong></strong><br />
La costruzione madrilena parte spesso e volentieri da<strong> lanci lunghi del portiere, Casillas, in direzione della prima punta Benzema o dell&#8217;ala sinistra Ronaldo</strong>, per poter sfruttare la seconda palla, cioè le <strong>sponde chiuse per i mediani o aperte per gli inserimenti delle ali.</strong> Il gioco del Real passa spesso dalle <strong>fasce,</strong> specialmente sulla fascia sinistra, dove l&#8217;ottimo Cristiano Ronaldo crea non pochi problemi alle avversarie.<br />
<strong></strong><br />
CR7 collabora in catena con il terzino Marcelo, muovendosi molto verso il centro del campo per creare <strong>spazi esterni attaccabili dall&#8217;esterno basso brasiliano</strong>.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Il portoghese si accentra solitamente anche palla al piede</strong>, per rifinire per i movimenti degli altri attaccanti o , principalmente, per liberare il potente destro.<br />
<strong></strong><br />
La giocata principale del Real è il <strong>cambio di gioco</strong>: i c.c. Appena ricevono palla la giocano, a 1-2 tocchi, per l&#8217;ala opposta, per sorprendere la retroguardia avversaria; a difesa avversaria schierata, i castigliani cercano lo sfondamento laterale per crossare sugli inserimenti di Benzema, Ozil e Higuain, il primo e l&#8217;ultimo molto abili nel gioco aereo.<br />
<strong></strong><br />
Nel caso la palla arrivasse ad un d.c. Questo avrebbe <strong>3 opzioni principali</strong>: cambio di campo per l&#8217;ala/terzino sovrapposto opposto lancio alla punta centrale per innescare i movimenti offensivi degli altri attaccanti passaggio al c.c., che cambia immediatamente gioco per l&#8217;ala/terzino opposto.<br />
<strong></strong><br />
Nel caso in cui la palla arrivasse alla <strong>punta</strong>, questi principalmente cerca la <strong>sponda esterna per le ali</strong>, che possono decidere di alzarsi o accentrarsi per fare posto in fascia al terzino;<strong> le fasce sono un elemento fondamentale del gioco di Mourinho</strong> in quanto, come vedremo, <strong>vengono innescate anche nelle ripartenze</strong>.<br />
<strong></strong><br />
<a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAC3D1UG.jpg"><img class="size-full wp-image-3600 alignleft" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAC3D1UG.jpg" alt="" width="259" height="194" /></a><strong>Le ripartenze e le transizioni positive madridiste</strong> vengono imbastite cercando principalmente le fasce: se la palla è in posizione esterna (ad esempio al terzino) questi potrà servire il movimento verso l&#8217;esterno dell&#8217;ala di lato, il centravanti che viene incontro, l&#8217;ala opposta o il c.c.; se la palla è al centro (a un c.c. o a un d.c.) , il p.p. potrà servire la prima punta, che cercherà la sponda aperta su una fascia o il movimento interno dell&#8217;ala di lato, o potrà servire direttamente in fascia.<br />
<strong></strong><br />
<strong>La transizione positiva del Real</strong> si basa sulla presenza di un riferimento centrale in genere la prima punta Benzema) e di un altro giocatore in fascia che ne possa ricevere la sponda, o che possa essere servito dai compagni in zona esterna.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Lo schema base dei contropiedi del team di Mourinho è: lancio, scarico e cambio campo. </strong><br />
<strong></strong><br />
<span style="color: #ff0000; background-color: #ffff00;">-Analisi degli sviluppi offensivi: la rifinitura</span><br />
<strong></strong><br />
Vediamo ora gli sviluppi offensivi in zona alta del Real Madrid.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Con palla all&#8217;ala, questa può:</strong> andare sul fondo e crossare accentrarsi e: calciare (sfruttando il movimento verso l&#8217;esterno della punta che gli crea spazio e tempo di giocata), rifinire alle spalle dei difensori avversari, servire la sovrapposizione del terzino o del trequartista (specialmente se questi è Ozil, che ama questo tipo di movimenti) o scaricare al c.c. che può servire la sovrapposizione del terzino o cambiare gioco per l&#8217;ala opposta.<br />
<strong></strong><br />
Con palla al c.c. questi può anche cercare lo scambio con il trequartista e inserirsi centralmente, servendo i movimenti delle punte alle spalle dei difensori.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Con palla al terzino</strong>, invece, questi può: andare sul fondo e crossare accentrarsi e: servire il movimento verticale della punta alle spalle della difesa, servire il movimento incontro del trequartista, servire il c.c. che a sua volta effettuerà un veloce cambio di gioco.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Un particolare movimento di Ozil,</strong> prevede la sovrapposizione di quest&#8217;ultimo all&#8217;ala, per creare superiorità numerica in fascia: il terzino serve Ozil, che allarga per l&#8217;ala; se questa si accentra palla al piede, Ozil si sovrappone, mentre Marcelo resta a sostegno.<br />
<strong></strong><br />
<span style="color: #ff0000; background-color: #ffff00;">-Fase difensiva</span><br />
<strong></strong><br />
Il Real Madrid effettua un<strong> pressing offensivo all&#8217;altezza della trequarti campo avversaria</strong>, lasciando giocare i d.c.<br />
<strong></strong><br />
Le ali difendono attivamente in zona alta e medio-bassa, ma in zona bassa sono i c.c. a raddoppiare sui terzini; una volta conquistata palla verrà effettuato un lancio per la punta Benzema (che non difende in zona bassa) che verrà supportato da un giocatore dei tre trequartisti, rimasto in zona, e dal movimento di ali e del c.c. opposto al pallone.<br />
<strong></strong><br />
I madridisti hanno però fatto notare, nelle partite europee, un pressing itinerante, che muove molto la linea di pressing, dalla trequarti offensiva avversaria al centrocampo e viceversa.<br />
<strong></strong><br />
Altri articoli scritti da Luca Peso:<br />
<strong></strong><br />
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Chelsea e Real Madrid: ecco come battere il Barcellona invincibile</a><br />
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</a></p>
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		<title>Real Madrid &#8211; Bayern Monaco: la crudeltà e la bellezza del calcio</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Apr 2012 09:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[1-Preparazione Tattica]]></category>
		<category><![CDATA[7- Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Allenatori Autori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Peso]]></category>
		<category><![CDATA[bayer monaco]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo scritto da: Luca Peso Per il ritorno della seconda semifinale di Champions League si affrontano le due squadre più in forma del momento: il Bayern di Jupp Heynckes e il Real di Josè Mourinho. La partita è stata forse la più bella mai vista dallo scrivente: squadre sfrontate, che nel primo tempo si sono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAOOV9OV.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-3444" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAOOV9OV.jpg" alt="bayer monaco in finale" width="284" height="177" /></a><span style="background-color: #ffff00; color: #ff0000;">Articolo scritto da: <strong>Luca Peso</strong></span><br />
<strong></strong><br />
Per il ritorno della seconda semifinale di Champions League si affrontano le due squadre più in forma del momento: il Bayern di Jupp Heynckes e il Real di Josè Mourinho.<br />
<strong></strong><br />
La partita è stata forse la più bella mai vista dallo scrivente: squadre sfrontate, che nel primo tempo si sono affrontate a viso aperto senza timori di alcun genere; <strong>entrambe le squadre avrebbero meritato la vittoria</strong>, e a ciò si deve il titolo: in realtà questa sconfitta sarebbe stata un furto per entrambe le compagini, che mostrano un gioco spettacolare ed efficace allo stesso tempo, e possono essere considerate <strong>le squadre più forti del momento</strong>, in attesa che il Barcellona si riprenda.<span id="more-3430"></span><br />
<strong></strong><br />
Ma arriviamo all&#8217;analisi tattica delle squadre: ambedue le squadre poggiavano il loro gioco sul <strong>4-2-3-1</strong>, utilizzato in maniera molto simile dal paonazzo Heynckes e dall&#8217;inquieto Mourinho, le cui squadre sono molto somiglianti fra loro.<br />
<strong></strong><br />
<strong>1_ REAL MADRID</strong></p>
<p>Formazione (4-2-3-1): Casillas; Arbeloa, Pepe, Ramos, Marcelo; Xabi Alonso, Khedira; Di maria, Ozil, Ronaldo; Benzema. All. Josè Mourinho<br />
<strong></strong><br />
-Fase difensiva</p>
<p>la fase difensiva è affrontata dal Real con un <strong>pressing &#8220;itinerante&#8221;:</strong> nel 1° tempo il pressing parte dalla trequarti offensiva, molto aggressivo, con il compito di destabilizzare il Bayern e di ammazzare subito la partita; l&#8217;intento è raggiunto, con la doppietta siglata da Ronaldo, ma il rigore firmato da Robben sbariglierà le carte in tavola nello scacchiere mourinhiano.<br />
<strong></strong><br />
nel 2° tempo regolamentare il pressing del Real si abbassa, fino a raggiungere il centrocampo, <strong>lasciando l&#8217;iniziativa al Bayern</strong>, cercando la ripartenza veloce su sponda di Benzema/Ronaldo, al fine di recuperare le forze e di far lasciare spazi importanti alle spalle dei difensori del Bayern; la partita perde così gradatamente di spettacolarità, e il Bayern ne diventa quasi dominatore.<br />
<strong></strong><br />
Questo risparmio di energie avrebbe potuto però avere un effetto devastante, se nel 1° tempo supplementare, quando il Real ha rialzato il baricentro e rialzato la linea del pressing, il Real avesse avuto miglior fortuna; il 2° tempo supplementare si è giocato per inerzia, con entrambe le squadre stanche e non più in grado di rialzare i ritmi.<br />
<strong></strong><br />
Per quanto riguarda la fase difensiva medio-bassa, si sono notati profondi <strong>ripiegamenti da parte dei soliti Di Maria e Ozil</strong>, mentre Ronaldo e Benzema restavano in zona medio-alta per favorire eventuali ripartenze veloci; con palla sulle fasce, in possesso delle ali, <strong>l&#8217;interno di centrocampo di lato si integra nella linea difensiva</strong> alle spalle del terzino, al fine di non accorciare troppo la diagonale e quindi per non lasciare spazi per tagli delle ali nel lato debole.<br />
<strong></strong><br />
Da notare, inoltre, la <strong>posizione molto bassa</strong>, praticamente davanti alla difesa, <strong>di Xabi Alonso</strong>, in fase difensiva ma anche in fase di impostazione, come vedremo in seguito.<br />
<strong></strong><br />
<strong>-Fase offensiva/di costruzione</strong></p>
<p style="text-align: left;">Il Real basa il suo gioco sulle<strong> fasce</strong>, cercando di innescare velocemente i suoi 4 fuoriclasse in attacco; non esistono set di movimenti prestabiliti, in quanto non sono stati rari <strong>scambi di posizione</strong>, per esempio, tra Ozil e Di Maria o tra Ronaldo e Ozil, al fine di destabilizzare la retroguardia bavarese.<br />
<strong></strong><br />
I centrocampisti interni (Khedira e Xabi Alonso) vengono chiamati in causa solo in fase di costruzione (raramente) e in fase offensiva solo per effettuare rapidi cambi di gioco per l&#8217;ala sul lato debole: la <strong>manovra madridista</strong> si sviluppa principalmente <strong>sulle fasce</strong>, partendo spesso dai terzini (principalmente il velocissimo Marcelo) per servire il movimento di Benzema (in contro o in profondità) e i tagli di Ozil, Ronaldo e Di Maria.<br />
<strong></strong><br />
Oltre alla ricerca della <strong>seconda palla</strong>, su sponda di Ronaldo o Benzema, il Real è solito cercare movimenti in contro di Mesut Ozil, che cerca la <strong>rifinitura centrale</strong> (anche se non di frequente) per i tagli delle ali, fungendo da regista avanzato per la formazione di Mourinho.<br />
<strong></strong><br />
Non è raro uno schema di questo tipo: con Ozil in possesso palla, Ronaldo taglia centralmente alle spalle di Benzema che viene incontro; questa mossa serve principalmente a non dare punti di riferimento ai 4 difensori tedeschi.<br />
<strong></strong><br />
Con palla in possesso di Ronaldo, il portoghese è solito accentrarsi, per favorire le <strong>continue sovrapposizioni di Marcelo</strong>, molto pericoloso in fase offensiva; la fascia sinistra è catalizzatrice di molte delle occasioni offensive del Real, mentre la fascia destra (presidiata da Di Maria e Arbeloa) è più quotata alla copertura, a causa dei profondi ripiegamenti dell&#8217;argentino e della scarsa propensione offensiva del terzino madridista.<br />
<strong></strong><br />
è stata poco ricercata, a mio avviso, la rifinitura tramite cross, che a difesa avversaria schierata è invece spesso usata dall&#8217;undici di Mourinho, al fine di sfruttare la fisicità di Ronaldo e Benzema; la fisicità dei difensori bavaresi è stata forse la causa di questa scelta della compagine iberica.<br />
<strong></strong><br />
Ritornando alla <strong>particolare posizione di Alonso</strong>, è da notare la sua posizione molto bassa, quasi davanti alla difesa, secondo chi scrive con un duplice scopo: presidiare meglio la zona di Tony Kroos e permettere ai terzini di allargarsi sulle ali Robben e Ribery (una scelta simile era stata adottata dal Vate di Setubal durante il classico); in fase di costruzione, poi, Alonso si mette tra i due difensori centrali, per liberare la sua posizione e liberare spazio per i movimenti incontro di Mest Ozil.<br />
<strong></strong><br />
Da segnalare, nel 2° tempo supplementare, il <strong>passaggio del Real ad un 4-3-3 molto difensivo</strong> (schierando il famoso<em> trivote, cioè un trio di mediani) </em>con l&#8217;ingresso di Granero a centrocampo<em>.</em><br />
<strong></strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAM1CXB9.jpg"><img class="wp-image-3445 aligncenter" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAM1CXB9.jpg" alt="" width="300" height="168" /></a><strong></strong></p>
<p><strong>BAYERN MONACO</strong></p>
<p>Formazione (4-2-3-1): Neuer; Lahm, Boateng, Badstuber, Alaba; Schweinsteiger, Luis Gustavo; Robben, Kroos, Ribery; Gomez. All. Joseph Heynckes<br />
<strong></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">-Fase difensiva</span></strong></p>
<p>Il Bayern propone, come il Real, un <strong>pressing ad intensità e altezza alternate</strong>, sempre al fine di sorprendere gli avversari; la partenza della squadra di Heynckes è timorosa, con la linea di pressing che si intravede a centrocampo, mentre nel secondo tempo i bavaresi prendono in mano il pallino del gioco e alzano il loro baricentro.<br />
<strong></strong><br />
<strong>In fase difensiva</strong> il 4-2-3-1 tedesco si trasforma in <strong>4-4-2,</strong> con Gomez che arretra accanto a Kroos e le ali (Robben e Ribery) che si allineano ai mediani: lo stoico Schweinsteiger e il brasiliano Gustavo.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Incredibile la mole di lavoro di Schweinsteiger</strong>, di cui parleremo più avanti in fase offensiva. In fase difensiva il centrocampista tedesco pressa alto (ma solo dal 2° tempo, si pensa su indicazione di Heynckes) e in fase difensiva si integra alle spalle dei terzini su tutte e due le fasce, lasciando al più statico gustavo il presidio del centrocampo.<br />
<strong></strong><br />
<span style="color: #339966;"><strong>-Fase offensiva/ di costruzione</strong></span></p>
<p>Il <strong>gioco</strong> dei tedeschi è, a differenza di quello dei madridisti, maggiormente<strong> palleggiato</strong>, cercando le fasce, presidiate da Robben e Ribery, che con le loro tracce centrali creano non pochi problemi decisionali ai terzini avversari, che devono decidere se seguirli centralmente o coprire le sovrapposizioni, precise e puntuali, dei terzini Alaba e Lahm.<br />
<strong></strong><br />
I tedeschi cercano due tipi di rifinitura: il<strong> filtrante</strong> di Kroos/ Robben/ Ribery per il movimento a mezzaluna di Gomez alle spalle della difesa o il <strong>cross</strong> dei tezini per la testa dello stesso Gomez.<br />
<strong></strong><br />
Al fine di favorire la rifinitura tramite cross, Heynckes carica <strong>Schweinsteiger</strong> di una mole di lavoro enorme: il centrocampista tedesco ha infatti il compito di<strong> allargarsi, su entrambe le fesce</strong>, per mettere in inferiorità numerica i giocatori del Real in fascia, e trovare agevolmente il cross.<br />
<strong></strong><br />
Molto <strong>interessanti sono i movimenti dei centrocampisti</strong> centrali: in fase di impostazione, con palla alle difesa, generalmente Luis Gustavo si muove incontro, e Schweinsteiger si muove in obliquo; la cosa interessante è invece il movimento di tony Kroos, che si pone quasi in posizione di mezzala nella zona opposta a quella presidiata da Schweinsteiger , al fine di fungere da collegamento tra le linee di centrocampo e attacco, fungendo praticamente da regista avanzato, cercando una volta ricevuta palla di servire sulle fasce Robben e ribery o il movimento in profondità di Mario Gomez, peraltro in giornata negativa ieri sera.<br />
<strong></strong><br />
A proposito del centravanti tedesco, c&#8217;è da notare una differenza (di movimento) tra lui e benzema: il francoalgerino alterna movimenti incontro a movimenti in profondità, mentre il bavarese si muove sempre in profondità, con movimenti a mezzaluna, per destabilizzare il reparto difensivo affersario; questo è anche a causa del fatto che Ribery e Robben, a differenza degli attaccanti madridisti, preferiscono muoversi con la palla nei piedi piuttosto che cercare di inserirsi alle spalle della punta.<br />
<strong></strong><br />
Parlando di <strong>tony kroos</strong>, da notare i suoi movimenti, sempre verso la palla, al fine di collegare le varie zone del campo, non sono state rare le occasioni in cui, servito, ha cambiato gioco come un vero e proprio<strong> regista avanzato.</strong><br />
<strong></strong><br />
Molto interessanti anche i movimenti offensivi dei 3 trequartisti bavaresi, che si sono spesso scambiati le posizioni: non è stato raro vedere Ribery e Robben sulla stessa fascia, o Kroos allargarsi a sua volta.<br />
<strong></strong><br />
<span style="background-color: #ffff00;"><strong>COMMENTO FINALE SUL MATCH</strong></span></p>
<p>Questa partita è, ad opinione dello scrivente,<strong> la vera finale di questa Champions League</strong>: si sono infatti affrontate le due compagini più forti d&#8217;Europa (almeno fino al risveglio del Barcellona), che hanno espresso un gioco spettacolare e divertente, offrendo uno spettacolo memorabile.<br />
<strong></strong><br />
Sono due team molto simili, non solo per un dato puramente numerico (lo schema), ma anche per movimenti e schemi, pur essendo il Bayern maggiormente manovriero degli spagnoli, che giocano più di rimessa e con lanci lunghi.<br />
<strong></strong><br />
Era giusto che fosse la lotteria dei rigori a decidere chi, tra queste due splendide squadre, dovesse affrontare il Chelsea in finale, perchè chiunque avesse vinto nei tempi di gioco avrebbe derubato l&#8217;avversario, perchè entrambe sarebbero dovute andare in finale.<br />
<strong></strong><br />
Per noi, osservatori esterni e disinteressati al risultato, la partita poteva finire dopo i 90 minuti, perchè è stata, a mio parere, la partita più spettacolare degli ultimi tempi.</p>
<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAKJGSQ1.jpg"><img class="wp-image-3446 aligncenter" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCAKJGSQ1.jpg" alt="" width="212" height="238" /></a></p>
<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/barcellona-chelsea-fine-di-unera/"><br />
</a>Altri articoli scritti da Luca Peso:</p>
<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/barcellona-chelsea-fine-di-unera/"> Barcellona – Chelsea: fine di un’era?</a></p>
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		<item>
		<title>Barcellona &#8211; Chelsea: fine di un&#8217;era?</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Apr 2012 13:32:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[1-Preparazione Tattica]]></category>
		<category><![CDATA[7- Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Allenatori Autori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Peso]]></category>
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		<category><![CDATA[chealsea]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/?p=3403</guid>
		<description><![CDATA[Articolo scritto da: Luca Peso Quella di ieri è stata una serata speciale, inutile negarlo; mi immagino quanto allenatori, che si sono sentiti criticati dai loro presidenti perchè il loro gioco è &#8220;troppo poco spettacolare&#8221;, avevano i lucciconi agli occhi. Una serata magica, sotto tutti i punti di vista, perchè sembrava scritta: pare che tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCA9MDPL81.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3421" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/imagesCA9MDPL81-300x167.jpg" alt="" width="300" height="167" /></a><span style="background-color: #ffff00; color: #ff0000;">Articolo scritto da: <strong>Luca Peso</strong></span><br />
<strong></strong><br />
Quella di ieri è stata <strong>una serata speciale</strong>, inutile negarlo; mi immagino quanto allenatori, che si sono sentiti criticati dai loro presidenti perchè il loro gioco è<em> &#8220;troppo poco spettacolare&#8221;,</em> avevano i lucciconi agli occhi.<br />
<strong></strong><br />
Una serata magica, sotto tutti i punti di vista, perchè sembrava scritta: pare che tutti <strong>i grandi sostenitori del <em>calcio all&#8217;italiana</em></strong> si fossero uniti e si fossero messi<strong> davanti alla porta del Chelsea</strong>, per salvare quella squadra che ha confermato tutte le loro teorie, che li avevano etichettati troppo frettolosamente come <em>&#8220;catenacciari&#8221;.</em><span id="more-3403"></span><br />
<strong></strong><br />
Pareva quasi di sentirla, la risata soddisfatta di Gianni Brera, dopo il gol di Ramires, o dopo il rigore sbagliato da Messi, perchè ancora una volta ha vinto non la squadra più bella, o la più forte, bensì quella che è stata in grado di essere più cinica e che ha avuto la forza di <strong>lottare per tutti i 90 minuti</strong>, contro un avversario superiore e contro le lancette che sembravano immobili.<br />
<strong></strong><br />
Per la verità, <strong>il Chelsea di Di Matteo non ha mostrato quella solidità difensiva dell&#8217;andata</strong>, e lo dimostrano i 2 gol subiti, entrambi a difesa schierata; <strong>è mancato molto, inizialmente, l&#8217;apporto di Drogba</strong>, che ha dato poco aiuto in fase difensiva, almeno fino al secondo gol del Barcellona.<br />
<strong></strong><br />
Ma partiamo dall&#8217;inizio: Di Matteo conferma in toto lo schema dell&#8217;andata:<strong> 4-5-1,</strong> con Drogba a rallentare la manovra catalana e a lottare per tenere su la palla e farsi fare fallo dagli avversari; sulle ali, Mata e Ramires raddoppiavano puntualmente sugli esterni, mostrando uno spirito di sacrificio notevole, mentre i due interni, Meireles e Lampard, a loro volta hanno svolto un gran lavoro di raccordo tra difesa e attacco; davanti alla difesa, il solido Mikel si intergrava puntualmente con la linea difensiva dei Blues, per coprire meglio la parte centrale del campo.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Le ripartenze</strong> del Chelsea <strong>sono state inibite</strong>,nel corso di tutta la partita, <strong>dalla densità in zona palla e dal possesso soliti del Barcellona</strong>, che hanno di fatto <strong>dominato l&#8217;intero match</strong>, peccando solo di leziosità sul 2-0 e di freddezza (vedi il rigore sbagliato da Messi) sul 2-1; i contropiedi, infatti, sono stati ancora centellinati ai soli 2 gol inglesi, frutto infatti degli unici 2 contropiedi riusciti al team di Di Matteo.<br />
<strong></strong><br />
Andiamo ora a vedere, nel dettaglio, l&#8217;organizzazione dei Blues:<br />
<strong></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">1_ FASE DIFENSIVA</span></strong></p>
<p>La fase difensiva si è basata su<strong> 2 linee, di 4 e 5 giocatori</strong>, vicinissime tra loro, come all&#8217;andata, ma con <strong>integrazioni costanti</strong>, aturno, <strong>da parte dei centrocampisti interni, del metodista e delle ali</strong> con la linea difensiva.<br />
<strong></strong><br />
La pressione veniva portata dalla metacampo in giù, con <strong>Drogba</strong> che aveva il compito di <strong>rallentare gli attacchi</strong> catalani, per far respirare la difesa, messa molto sotto pressione dall&#8217;assedio spagnolo.<br />
<strong></strong><br />
Con palla sugli esterni, in zona bassa, sulle ali uscivano i terzini, che però erano supportati dal raddoppio dell&#8217;ala e dall&#8217;integrazione alle loro spalle, nella linea difensiva, dell&#8217;interno di lato; contemporaneamente a questo, vi era anche l&#8217;integrazione di Mikel tra i due difensori centrali per garantire copertura difensiva adeguata.<br />
<strong></strong><br />
Non è stato raro, nel corso della partita, vedere il Chelsea disposto di fatto con una <strong>difesa a 6 elementi</strong> (4 difensori+2 ali) <strong>o addirittura 7</strong> (4 difensori+Mikel+2 ali), per contrastare il palleggio centrale dei catalani.<br />
<strong></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">2_ FASE OFFENSIVA</span></strong></p>
<p>La fase offensiva si è basata esclusivamente sulle ripartenze, e ancora una volta, come all&#8217;andata, <strong>è stato fondamentale Ramires</strong>; l&#8217;ala brasiliana ha infatti avviato anche il contropiede del 2-1, eseguendo lo <strong>schema classico</strong> di ripartenza del Chelsea: <strong>appoggio all&#8217; interno e filtrante per un giocatore che taglia tra le maglie difensive catalane</strong>.<br />
<strong></strong><br />
Andiamo ora ad analizzare il Chelsea nel 2° tempo, quando si sono riorganizzati dopo la <strong>stupida espulsione del capitano, John Terry.</strong><br />
<strong></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;"> 1_ FASE DIFENSIVA</span></strong></p>
<p>In fase difensiva sono rimaste invariate le linee di 4 e 5 giocatori,<strong> Drogba è stato spostato ala sinistra</strong> e Ivanovic è stato spostato difensore centrale per far posto a Ramires, che ha fatto il terzino.<br />
<strong></strong><br />
I centrocampisti stavano <strong>tutti dietro alla linea del pallone</strong>, con le scalate difensive elencate in precedenza, e poggiavano le ripartenze (mai riuscite fino al gol di Torres) sui filtranti degli interni alle due ali.<br />
<strong></strong><br />
Senza un riferimento avanzato su cui poggiarsi per riprendere fiato e far salire la difesa, i Blues si sono trovati sotto una <strong>pressione infinita</strong>, che però sono stati bravi a gestire senza subire goal; la chiave è stata sicuramente la prestazione, in ripiegamento, di Drogba, che ha coperto e lottato come un terzino, riscattando l&#8217;opaca prestazione del primo tempo.<br />
<strong></strong><br />
Da elogiare, a mio modo di vedere, anche <strong>Juan Mata, Kalou e Ramires</strong> (con un elogio particolare al brasiliano), che si sono mostrati <strong>professionisti esemplari, coprendo ruoli ultradifensivi in maniera ottima</strong>, lottando e soffrendo per il bene della squadra.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Da rivedere invece &#8220;el nino&#8221; Torres</strong> che, autore di un gol piuttosto fortunoso, è entrato in campo <strong>svogliato</strong>, rischiando di far prendere gol alla squadra tentando dribbling impossibili partendo dalla propria area.<br />
<strong></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">2_ FASE OFFENSIVA</span></strong></p>
<p>In fase offensiva il 4-5-0 (o 6-3-0) di Di Matteo si trasformava in un <strong>4-3-2, con Drogba e Mata</strong> (Torres e Kalou poi)<strong> che si accentravano cercando il varco giusto per farsi servire da Lampard o Meireles</strong> in ripartenza.<br />
<strong></strong><br />
In realtà, la posizione defilata e <strong>l&#8217;assoluta difficoltà ad uscire dalla propria trequarti</strong> campo degli ospiti non ha permesso a Mata e Drogba di rendersi pericolosi e, anzi, questa mossa sarebbe potuta risultare controproducente, in virtù del fatto che l&#8217;apporto centrale di Drogba è mancato per rallentare le folate catalane e per riprendere fiato una volta allontanato il pallone.<br />
<strong></strong><br />
<strong><span style="color: #ff0000;">COMMENTO FINALE SUL MATCH</span></strong></p>
<p>In conclusione possiamo dire una frase che, per quanto retorica e banale, in questa situazione è la più veritiera:<strong><em> il calcio è strano</em></strong>.<br />
<strong></strong><br />
Lo è perchè vorrei sapere chi, dopo il secondo gol del Barcellona, avrebbe scommesso una lira sul chelsea: squadra sotto di 2 gol, con un uomo in meno, contro la squadra più forte del mondo; e invece, la voglia di lottare, contro tutto e tutti, contro la sfortuna, contro i migliori, ha avuto la meglio sul <strong>leziosismo dei padroni di casa</strong>, che sul 2-1 si sentivano padroni della gara, e hanno continuato il loro palleggio dal quale erano fiduciosi che qualcosa sarebbe saltato fuori.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Il Barcellona, in realtà, questo ciclo non lo ha finito affatto</strong>, almeno nell&#8217;opinione di chi scrive, se quel rigore Messi lo avesse depositato in rete, staremmo di nuovo qui ad osannare il tiki taka del maestro Pep e della sua banda di invincibili.<br />
<strong></strong><br />
La squadra catalana ha, nell&#8217;ordine: <strong>segnato due gol, dominato il possesso palla, tenuto il Chelsea interamente nella sua area di rigore, tirato per 22 volte e colpito 1 traversa e 2 pali</strong>. Leggendo le statistiche sembrerebbero quelle di una goleada, ma non lo sono, e per questo i demeriti del Barcellona, a mio modo di vedere, sono di molto inferiori ai meriti degli inglesi. in questi casi si può solo dire:<em> giù il cappello</em>.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Ma il calcio è bello</strong> anche per questo; ora la squadra di Pep può decidere se lasciare che queste critiche convincano il condottiero Guardiola ad abbandonare la sua creatura migliore oppure provare a rialzarsi, per dimostrare che Iniesta, messi, Pedrito, Villa Puyol, Piquè e Co. sono ancora i giocatori del mondo, e non basteranno due mesi storti per far cambiare le cose.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Il ciclo che sicuramente è finito è quell</strong>o, glorioso, di Frank Lampard, didier Drogba, John Terry. per loro questa è l&#8217;ultima occasione per regalare alla società che gli ha dato tutto il trofeo più ambito dal suo presidente Abramovich, per poi dire addio, con le lacrime agli occhi e il fazzoletto in mano, e far sì che la squadra possa poggiarsi sulla solida base di un tecnico giovane ma preparato (Di Matteo) ed un gruppo di giovani che potrà crescere bene, e potrà portare il Chelsea a gloriose vittorie future, forse anche più gloriose di quelle della Generazione-Terry.</p>
<p>Articolo precedente di Luca Peso:</p>
<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/chelsea-barcellona-esaltazione-del-gioco-allitaliana">Chelsea e Real Madrid=&gt;ecco come battere il Barcellona invincibile</a><br />
<strong></strong></p>
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		<title>Chelsea e Real Madrid: ecco come battere il Barcellona invincibile</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Apr 2012 13:11:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Luca</dc:creator>
				<category><![CDATA[1-Preparazione Tattica]]></category>
		<category><![CDATA[7- Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[Allenatori Autori Italiani]]></category>
		<category><![CDATA[Luca Peso]]></category>
		<category><![CDATA[barcellona]]></category>
		<category><![CDATA[chealsea]]></category>
		<category><![CDATA[real madrid]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo scritto da: Luca Peso &#160; L&#8217;andata della semifinale ci Champions League tra Chelsea e Barcellona, finita sull&#8217;1-0 (gol del redivivo Didier Drogba) e il classico vinto dal Real Madrid rendono il mondo intero consapevole di un fatto sempre più incalzante: il modo migliore per fermare il tiki taka spagnolo non è una tattica nuova, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/Mourinho-e-Guardiola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3391" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/04/Mourinho-e-Guardiola-300x183.jpg" alt="mourihno contro guardiola" width="300" height="183" /></a><span style="color: #ff0000; background-color: #ffff00;">Articolo scritto da: <strong>Luca Peso</strong></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">L&#8217;andata della semifinale ci Champions League tra Chelsea e Barcellona, finita sull&#8217;1-0 (gol del redivivo Didier Drogba) e il classico vinto dal Real Madrid rendono il mondo intero consapevole di un fatto sempre più incalzante: <strong>il modo migliore per fermare il <em>tiki taka</em> spagnolo non è una tattica nuova</strong>, un&#8217;invenzione dei tecnici di Real e Chelsea, <strong>ma l&#8217;applicazione in chiave moderna della tattica inventata</strong> non meno di 50 anni fa <strong>dal grande Nereo Rocco</strong>, che col Milan vinse niente meno che 2 Coppe dei Campioni, tanto per dirne una.<span id="more-3370"></span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>1_Chelsea &#8211; Barcellona</strong></p>
<p style="text-align: left;">La vittoria del Chelsea si è basata sul classico<em> &#8220;Primo, non prenderle&#8221;,</em> che ormai, non essendo più di moda il termine breriano <em>Catenaccio</em> è chiamato &#8220;Fare densità in zona bassa&#8221;.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">La vittoria della squadra inglese ha posto le sue fondamenta su un&#8217;organizzazione difensiva pressochè perfetta, con due linee di 4 e 5 giocatori vicinissime tra loro, a togliere tempo e spazio ai folletti catalani, cercando di tenere la posizione e verticalizzando subito per il solissimo Drogba, che per la verità spesso e volentieri si trovava a sua volta sulla linea di trequarti difensiva.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">La mancanza completa di spazi (e di errori difensivi) ha causato non pochi problemi ai catalani che, pur mantenendo un possesso elevatissimo, hanno mancato nell&#8217;ultimo passaggio e, soprattutto, nella rapidità del fraseggio, troppo lento e prevedibile, seppur bello da vedere, rendendo la compagine vulnerabile ai rapidi contropiedi della squadra di RDM.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Per la verità, se nel gioco difensivo la squadra anglosassone è stata perfetta, in fase difensiva sono mancati, per la mentalità eccessivamente difensiva, gli appoggi e i sostegni a un solissimo Didier Drogba, spesso solo a lottare (e simulare) contro i due difensori centrali e il centromediano del Barcellona; infatti, la scarsa propensione di Drogba ad inserirsi e scattare dietro la difesa spagnola ha molto bloccato le poche ripartenze del Chelsea, che vedeva una quantità industriale di giocatori in copertura preventiva e nessuno avvicinarsi per ricevere palla dall&#8217;ivoriano. Emblematica di ciò è l&#8217;azione, nel primo tempo, in cui Drogba prova a fare da sè: si gira, salta il primo centrale per poi farsi facilmente recuperare dall&#8217;attento Puyol.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Una qualità che però si è fatta sentire, da parte del centravanti africano, è stata però (oltre all&#8217;astuzia e alla capacità di far salire la squadra) il cinismo: la prima volta che si è presentato in area ha insaccato la palla alle spalle di un incolpevole Valdes, e di una invece colpevole retroguardia catalana: Dani Alves non ha eseguito correttamente la diagonale difensiva, lasciando solissimo Drogba, che non si è lasciato sfuggire questa ghiotta occasione; l&#8217;azione del gol è oltretutto emblematica di come sarebbero dovute essere la maggiorparte delle ripartenze inglesi: dopo la riconquista della palla è stato servito ramires (non Drogba come erroneamente era sempre successo) che, essendo più rapido del compagno centravanti, è riuscito a liberarsi del suo marcatore e ad allargarsi per servire l&#8217;assist vincente.</p>
<p style="text-align: center;"><img src="http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcQ0KGygOTNDgns1Usaoy1QJynzl93LnESCWm0G0T8a9j8w0WWgp_A" alt="" width="315" height="160" /></p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong>La partita ha messo soprattutto in bella mostra l&#8217;astuzia e l&#8217;esperienza che con il Chelsea messo in campo da Villas Boas erano mancate, a causa della giovane età dei giocatori in campo; un esempio, il fatto che in campo ci fosse John Terry e non David Luiz, che pur essendo un forte difensore ha delle frequenti amnesie che avrebbero probabilmente compromesso l&#8217;intero impianto difensivo inglese.<br />
<strong></strong></p>
<p style="text-align: left;">Gli anglosassoni hanno oltretutto spesso costretto gli spagnoli a cercare la rifinitura tramite cross, che con le qualità dei catalani centra ben poco: Terry e Cahill sono infatti stati attentissimi a respingere i timidi cross che andavano verso Messi e compagni, che con questo metodo di rifinitura hanno mostrato tutte le loro mancanze fisiche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Ciò che è stato esaltato in questa partita è stata, appunto, la fisicità, difetto enorme della squadra più forte del mondo, che l&#8217;astuto e potente team di di Matteo ha saputo sfruttare al meglio, impostando una partita molto fisica.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Altro difetto mostrato dagli uomini di Guardiola è la circolazione palla che, seppur numericamente consistente, è lenta e prevedibile, e non ha creato particolari problemi alla squadra inglese.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>2_ Barcellona &#8211; Real Madrid 1-2</strong></p>
<p style="text-align: left;">Josè Mourinho è considerato da molti come uno dei migliori tecnici del mondo, ma da quando è al Real Madrid ha raccolto solo un trofeo (Copa del Rey ndr) e molte critiche, incentrate principalmente sul suo modo difensivo di intendere il calcio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Il Vate di Setubal è stato infatti accusato più volte di essere &#8220;l&#8217;anticalcio&#8221;, di pensare solo al risultato e di affrontare l&#8217;avversario con troppo poco coraggio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Se queste parole avevano, ultimamente, scalfito le certezze di Mourinho, la vittoria del Chelsea ha certamente dato nuova linfa al suo dogma principale: il Barcellona non va pressato, ma aspettato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Sulla base di ciò, il portoghese ha impostato la partita su un 4-2-3-1, con Di Maria, Ozil e Ronaldo a giostrare alle spalle dell&#8217;unica punta Karim Benzema, cercando di lasciare il possesso al Barcellona e ripartire velocemente sfruttando la sponda di Ronaldo o benzema e aggredendo la seconda palla</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">La squadra mostra una enorme compattezza difensiva, e anche un&#8217;ottima elasticità quando si tratta di distendersi in contropiede; emblematico è il secondo gol, del definitivo 2-1, su azione orchestrata in perfetta linea con il Mourinho&#8217;s style.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Guardiola ha provato a mettere il collega in difficoltà ordinando alle ali di restare alte e larghe, al fine di allargare le maglie della difesa catalana, ma Mourinho ha prontamente risposto, facendo arretrare, a turno, i due interni Xabi Alonso e Khedira sulla linea dei difensori, per lasciare liberi i terzini Coentrao e Arbeloa di allargarsi a presidiare le fasce senza il timore di allargare la ragnatela difensiva madridista.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Il Real si difende alla grande, andando al doppio della velocità raddoppiando e ripiegando continuamente sui portatori di palla catalani.</p>
<p style="text-align: left;">A questo proposito, da elogiare la prova di Xabi Alonso e Khedira, autori di una mole di lavoro enorme eppure fondamentali nello scacchiere di Mourinho: hanno infatti garantito copertura centrale, a turno, per lasciare che i terzini si allargassero a marcare le larghe ali del Barcellona, e hanno anche ripiegato sulle fasce per evitare rientri troppo profondi a C. Ronaldo, che così ha potuto garantire maggiore freschezza in contropiede.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">A proposito dell&#8217;ala portoghese, ne è da elogiare la grande prova di forza sul rivale di sempre, Leo Messi, mostrando un cinismo che nelle sfide con il Barcellona ultimamente era mancato al Real; CR7 ha infatti siglato il gol del definitivo 2-1, e ha così segnato il suo 54° gol stagionale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Il Barcellona si è invece dimostrato molto lento in fase di possesso palla, dando la possibilità alla difesa del Real di rischierarsi facilmente dietro la linea della palla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Prove incolori quelle di Messi e Iniesta, che non hanno saputo trovare varchi nel perfetto apparato difensivo mourinhiano, che ha trovato una chiave fondamentale nei ripiegamenti puntuali e precisi di Ozil e Di Maria.</p>
<p style="text-align: left;">Una grave mancanza dei catalani è quella di non attaccare mai l&#8217;area, facendolo solo in occasione del gol di Sanchez, che ha temporaneamente riaperto i giochi, grazie anche alla perfetta prova difensiva del Real, ma soprattutto frutto della lentissima circolazione di palla.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Discutibili, peraltro, molte scelte di Guardiola, che lascia Pique in panchina (la sua stazza è mancata molto alla squadra) insieme a Sanchez, che appena entrato realizzerà il pareggio momentaneo.</p>
<p style="text-align: left;">Vittoria meritata del Real, che si avvia alla vittoria della prima Liga di Josè Mourinho.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;"><strong>3_ Conclusione</strong></p>
<p style="text-align: left;">Ciò che mostrano le ultime partite del Barca è un fatto ormai inequivocabile: il Barcellona non è più invincibile, e anzi è molto più vulnerabile di quanto si creda. Lo aveva capito Allegri, che a S.Siro aveva dato non pochi grattacapi a Pep, e al Camp Nou poteva avere miglior fortuna, mentre Di Matteo e Mourinho hanno confermato i principali difetti dei catalani: fisicità inesistente e circolazione di palla ultimamente difettosa e poco produttiva, che portata a questi ritmi permette alle squadre ben chiuse di posizionarsi al meglio.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Ciò che può confortare il calcio nostrano è che il caro e vecchio contropiede, seppur poco spettacolare, è ancora la tattica ideale per fronteggiare squadre di vertice, e si sta dimostrando immensamente efficace anche contro la squadra che sembrava imbattibile.</p>
<p style="text-align: left;">Per concludere, possiamo dire che la tattica migliore per battere i campioni d&#8217;Europa e del Mondo è aspettare pazientemente, e lasciare che gli spagnoli si specchino nella bellezza delle loro giocate, per poi colpirli al primo errore.</p>
<p style="text-align: left;">
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		<title>Possesso palla: la superiorità numerica</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Apr 2012 07:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MArco</dc:creator>
				<category><![CDATA[1-Preparazione Tattica]]></category>
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		<category><![CDATA[possesso palla]]></category>

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		<description><![CDATA[Il possesso palla fine e se stesso non serve a nulla. Il possesso palla ha come sotto obiettivo quello di guadagnare campo in avanti creando superiorità numerica attraverso una serie di passaggi vincenti, fino ad arrivare alla conclusione in porta, possibilmente nello specchio della porta con il pallone che va a finire in braccio alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/03/guardiola2.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-3310" title="guardiola2" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/03/guardiola2-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a>Il possesso palla fine e se stesso non serve a nulla. Il <span style="background-color: #ffcc00;"><a href="http://www.ancheiopossoallenare.com/possessopalla/pagina2.html"><span style="background-color: #ffcc00;">possesso palla</span></a></span> ha come sotto obiettivo quello di guadagnare campo in avanti creando superiorità numerica attraverso una serie di passaggi vincenti, fino ad arrivare alla conclusione in porta, possibilmente nello specchio della porta con il pallone che va a finire in braccio alla rete.<br />
<strong></strong><br />
Allenare la superiorità numerica è uno delle <strong>12 situazioni</strong> di gioco che un allenatore deve allenare per sviluppare la fase di possesso palla che a sua volta è uno degli obiettivi principali che un allenatore deve riuscire ad ottenere dai propri giocatori.<span id="more-3306"></span><br />
<strong></strong><br />
Per realizzare la superiorità numerica la regola principale è fare movimenti con e senza palla.<br />
<strong></strong><br />
Come abbiamo detto prima l&#8217;obiettivo del possesso palla è quello, &#8220;non di specchiarsi e dirsi come sono bello&#8221;, ma è quello di creare superiorità numerica nei confronti dell&#8217;avversario in tutte le zone del campo per aumentare le possibilità di mantenere il possesso palla in maniera da guadagnare campo in avanti rendendo vano il pressing e il raddoppio di marcatura da parte degli avversari.<br />
<strong></strong><br />
Una delle possibilità più facili per creare la superiorità numerica è quella di avere la fortuna di avere in squadra dei giocatori bravi nel dribbling. Nelle sedute di allenamento quindi sarebbe utile inserire dei momenti in cui si inseriscono delle esercitazioni che favoriscono il dribbling: uno contro uno, due contro uno, ecc.<br />
<strong></strong><br />
La superiorità numerica va allenata seguendo una progressione didattica dal facile al difficile.<br />
<strong></strong><br />
<strong>FACILE</strong> in superiorità numerica<br />
(  con i portieri o senza con goal valido solo dopo un numero di passaggi consecutivi)<br />
<strong></strong><br />
Torelli vari,<br />
2 contro 1,<br />
3 contro 1,<br />
4 contro 2,<br />
6 contro 3,<br />
<strong></strong><br />
<strong>DIFFICILE</strong> in parità numerica<br />
(  con i portieri o senza con goal valido solo dopo un numero di passaggi consecutivi)<br />
<strong></strong><br />
3 contro 3<br />
4 contro 4<br />
fino ad arrivare al 10:10<br />
<strong></strong><br />
******************************</p>
<p><strong><span style="background-color: #ffcc00;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/03/newanimato.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-3309" title="newanimato" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2012/03/newanimato.gif" alt="" width="130" height="35" /></a> Video Corso</span></strong><br />
<strong></strong><br />
<a href="http://www.ancheiopossoallenare.com/possessopalla/pagina2.html">La Progressione Didattica del Possesso Palla dal facile al difficile</a><br />
<strong></strong><br />
&#8220;Le 20 Esercitazioni Più Efficaci Che Usa Maurizio Calamita Nei Suoi Allenamenti Per Sviluppare Un Possesso Palla Vincente&#8221;<br />
<strong></strong><br />
 <img src='http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Subito pronte da utilizzare oggi  <img src='http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.ancheiopossoallenare.com/possessopalla/pagina2.html">Qui</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Didattica: Scarica Gratis 8 video esecitazioni</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 17:16:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>MArco</dc:creator>
				<category><![CDATA[1-Preparazione Tattica]]></category>
		<category><![CDATA[7- Adulti]]></category>
		<category><![CDATA[8- Settore Giovanile]]></category>

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<p><span style="background-color: #ffff00;"><strong>Scarica GRATIS 8</strong></span> video esercitazioni che Maurizio Calamita &#8211; attuale allenatore del Torino FC S.G. &#8211; che utilizza piu&#8217; frequentemente nei suoi allenamenti per allenare i 3 elementi principali che collegano la<br />
tecnica individuale al gioco collettivo.</p>
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