Preparazione Atletica: “Chi altri vuole conoscere cosa è la resistenza anaerobica?”

allenamento-calcio.jpgSono in molti, sopratutto chi inizia ad allenare adesso, a non conoscere la differenza tra resistenza aerobica e anaerobica.

L’altro giorno ero alla festa di compleanno del figlio di un mio carissimo amico che ha giocato a calcio ad alti livelli e parlando del più e del meno (Calcio..) mi ha fatto una domanda:“Marco, ma sai che ancora oggi non ho capito che differenza c’è tra resistenza aerobica e anaerobica?” Tu sai spiegarmelo, con parole semplici, come se stessi parlando a mio figlio di 10 anni?”.

Bene, gli dissi. Tu sai che come qualsiasi automobile o mezzo di trasporto, anche la macchina uomo ha bisogno della “benzina” per muoversi. Mentre quella dell’automobile la vai ad acquistare dal benzinaio, devi sapere che quella che serve a noi esseri umani c’è la fabbrichiamo da soli.

La benzina che serve per creare energia per muovere la macchina uomo si chiama ATP. Quando l’essere umano inizia a muoversi e quindi a fare attività, la benzina inizia a consumarsi (come per le automobili) e in quel preciso momento l’organismo deve immediatamente mettere in moto dei meccanismi interni che gli consentono di ricostituire le scorte necessarie per poter continuare a muoversi.

Questi meccanismi dipendono dall’intensità ed dalla durata dello sforzo del movimento o del lavoro.

I processi attraverso il quale vengono attivati, possono essere anaerobici ( senza intervento dell’ossigeno) o aerobici (cioè con l’utilizzo dell’ossigeno che si immette in continuazione per mezzo degli atti respiratori).

Se pensiamo che, nell’ambito dei processi anaerobici la ricostituzione dell’ATP può essere alattacida (cioè senza produzione di acido lattico) o lattacida (con produzione di acido lattico) avremo la possibilità stabilire una classificazione in tre gruppi:

1) anaerobica alattacido

2) anaerobico lattacido

3) aerobico

Per essere ancora più chiaro e per cercare di spiegarti in maniera semplice i vari processi che si mettono in moto dentro al nostro organismo quando facciamo uno sforzo prolungato, immagina di essere sul campo di calcio e di iniziare a correre senza aver fatto in precedenza nessun tipo di riscaldamento.

Lavoro anaerobico alattacido
Immagina che io abbia applicato un “microchip” al tuo braccio e che tramite un computer io possa vedere all’interno del tuo organismo i vari processi che iniziano a mettersi in moto nel momento in cui tu inizi a bruciare il tuo carburante (ATP).

Ecco il riassunto di quello che vedo:

nel momento preciso in cui tu inizi a correre, il tuo organismo prende la benzina ATP presente nei tuoi muscoli, ma essendocene molto poca, il numero delle contrazioni possibili risulta molto limitato.

Nota specializzata:[Per realizzare le contrazioni necessarie per sviluppare un qualsiasi movimento, la macchina uomo trae energia dalla scissione dell’ATP (adenosintrifosfato). L’ATP si scinde in ADP (adenosindisfofato) e Pi (acido ortofosforico); l’energia liberata da questo processo consente la contrazione muscolare.]

Adesso affinché non accada che il muscolo rimanga senza ATP (che causerebbe conseguenze negative sull’attività del muscolo) entra immediatamente in gioco la fosfocreatina.

La fosfocreatina, (di cui avrai sentito parlare anni fa nella denuncia che pubblicamente ha fatto Zeman), consente di ritrasformare l’ADP in ATP+creatina libera e, rendendo
possibile altre contrazioni, ti permette di proseguire la tua corsa.

Mentre tu stai correndo, noto dal monitor del computer che non stai ancora utilizzando l’ossigeno dalla respirazione, quindi il processo che il tuo corpo ha messo in atto per la ricostituzione dell’ATP, si dice anaerobica e noto anche che non sta ancora producendo acido lattico, quindi si dice alattacida.

Questo meccanismo che abbiamo visto, si mette in moto puntualmente ogni volta che inizia un’attività, indipendentemente dal fatto che sia più o meno intensa.

Però devi sapere che anche la fosfocreatina presente all’interno del tuo organismo è limitata, infatti se aumenti al massimo la tua corsa o il tuo sforzo, essa viene completamente esaurita nello spazio di 7 secondi.

Se lo sforzo (massimale) che fai è più breve ma vengono ripetuti a brevissimi intervalli (con pochissimo recupero) si ottiene lo stesso effetto, anche se in questo caso il tempo di esaurimento sarà un pochino più lungo.

Ma, una volta che finisce anche la fosfocreatina, perché lo sforzo che stai facendo si sta prolungando, chi provvede al rifornimento della benzina?

Ecco che il tuo meraviglioso organismo allora, mette in moto altri meccanismi per rifornire i tuoi muscoli di ATP.

Questi processi energetici, sono legati ai fosfati e sono anche i più potenti che l’organismo ha a disposizione. Per questa ragione soltanto sforzi da uno a 7 secondi, possono essere massimali.

Se tu volessi continuare lo sforzo massimale,l’intensità deve diminuire, in quanto il tuo organismo non ha a sua disposizione fonti di energia così potenti da poter sostenere un impegno massimale oltre i 7 secondi.

Lo stesso calo di prestazione si verificherebbe se tu ripetessi sforzi massimali più brevi per due o più volte, con un brevissimo intervallo di tempo tra uno sforzo e l’altro.

Se lo sforzo che stai facendo ha un’intensità elevata e supera i 7 secondi di tempo, subito dopo l’intervento dei fosfati, il processo energetico “che entra in campo è anaerobico lattacido, che è il secondo di ordine di potenza ( la metà circa rispetto a quello alattacido).

vuoi leggere un altro articolo sulla resistenza anaerobica

Preparazione mentale:”Quali caratteristiche principali deve avere un buon allenatore?”

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Prima di tutto un buon allenatore di calcio deve avere una buona conoscenza nelle quattro aree di competenza: tecnica-tattica-atletica-preparazione mentale e poi sopratutto deve avere una grande personalità, ovvero deve avere una metodologia di allenamento e deve saper gestire il gruppo.

Un allenatore si deve saper conquistare sia la credibilità dello spogliatoio, sia quello della società, insomma deve sapersi conquistare la stima di tutti. I suoi interventi verso la squadra devono essere fatti con passione, perchè solo in questo modo puoi avere l’attenzione dello spogliatoio.

Inoltre in una squadra in cui ci sono pochi Leader, non si deve lamentare con la società per tale mancanza, ma spetta a lui prendersi questo ruolo sopratutto per gli aspetti tecnici-tattici.

Se nella tua squadra ci sono dei Leader solo di spogliatoio, d’esempio per tutta la squadra, ti devi fidare di loro però a livello prettamente calcistico devi diventare tu la guida principale:continua a leggere quali caratteristiche deve avere un buon  allenatore di calcio

Preparazione mentale: “Come allenare una squadra di calcio anche se non…”

spalletti-mancini.jpg…Molti allenatori di calcio mi hanno chiesto di fargli recapitare il primo capitolo del mio nuovo libro: Come allenare una squadra di calcio ..li ringrazio tutti.

Tra poco lo avrò completato e vi farò avere gratis il primo capitolo in anteprima assoluta. Ecco uno stralcio dal mio nuovo “libro digitale” : Continua a leggere Preparazione mentale: “Come allenare una squadra di calcio anche se non…”

Preparazione atletica: “Come allenare a “secco” la resistenza lattacida!”

allenamento-sul-campo.jpgDurante una preparazione atletica di una seduta di allenamento, come si fà a far produrre acido lattico nelle gambe dei giocatori e quindi ad allenare la resistenza lattacida?

Ecco come fare: (consigli in pillole)

Primo sistema: fai fare ai tuoi giocatori una corsa ad alta velocità della durata superiore ai 7 secondi
Secondo sistema : fai fare due o più corse ai tuoi giocatori ad alta velocità della durata inferiore ai 7 secondi con un recupero tra una ripetizione e l’altra di 3 -4 volte il tempo di lavoro….

Cosa vuol dire lavoriamo con le Figure geometriche? Continua a leggere Preparazione atletica: “Come allenare a “secco” la resistenza lattacida!”