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	<title>Allenatori Calcio &#34;Anche io Posso Allenare&#34; Allenatori Calcio &#187; Autori</title>
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		<title>L&#8217;allenatore di Calcio e la psicologia 2</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 23:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Daniela Asaro Romanoff]]></category>

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		<description><![CDATA[Il braccio destro dell&#8217; allenatore di calcio Mauricio Pochettino italo-argentino dell’R.C.D. Espanyol, squadra della Primera Division della Liga spagnola è Feliciano Di Blasi . Questi è stato intervistato da Daniela Asaro Romanoff. Clicca qui per vedere la parte 1: L&#8217; allenatore di calcio e la psicologia parte 1 Signor Feliciano, ci spieghi come è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/06/daniela.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2018" title="daniela" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/06/daniela.jpg" alt="" width="160" height="212" /></a></p>
<p>Il braccio destro dell&#8217; <strong>allenatore</strong> di calcio Mauricio Pochettino<strong> </strong>italo-argentino dell’R.C.D. Espanyol, squadra della  Primera Division della Liga spagnola è Feliciano Di Blasi . Questi è stato intervistato da Daniela Asaro Romanoff.<br />
<strong></strong><br />
Clicca qui per vedere la parte 1: L&#8217; <a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/calcio-e-psicologia-parte-1/"><strong>allenatore di calcio</strong> </a>e la psicologia parte 1<br />
<strong></strong><br />
<em>Signor Feliciano, ci spieghi come è stato possibile passare in pochi giorni da una bruttissima sconfitta ad una vittoria stupenda?</em><strong><span id="more-2016"></span><br />
</strong>Bisogna tener presente tante componenti, può capitare che nell&#8217;arco di una settimana si passi da zone dove fa molto freddo a posti in cui il caldo è soffocante, il fattore ambientale è da tenere in considerazione. A Tenerife i calciatori hanno sofferto molto anche e soprattutto a causa della grande calura.<br />
<strong></strong><br />
<em>Però la sconfitta è stata incredibilmente pesante, i giocatori apparivano demotivati.</em><br />
In effetti c&#8217;era anche questo problema, appena siamo ritornati a Barcellona, in collaborazione con l&#8217;allenatore in prima abbiamo iniziato con il lavoro psicologico per aumentare l&#8217;autostima dei calciatori.<br />
<strong></strong><br />
<em>E&#8217; un lavoro strettamente congiunto, l&#8217;allenatore Mauricio Pocchettino la segue attentamente.</em><br />
Con Mauricio Pocchettino lavoriamo assieme dal 2001, per cui c&#8217;è fiducia reciproca e grande sintonia. Pocchettino partecipa assieme ai calciatori all&#8217;allenamento psicologico, perché, in campo, si prosegue con l&#8217;allenamento mentale.<br />
<strong></strong><br />
<em>In una conferenza che Lei ha tenuto all&#8217;Università di Barcellona,  ha asserito che l&#8217;allenamento in campo è giunto a livelli che potranno essere ancora migliorati, cambiati, ma di poco, perché quasi tutto è già stato provato e riprovato, per quanto concerne l&#8217;allenamento mentale siamo pressoché agli inizi, per cui, oggigiorno, un buon allenamento psicologo può far la differenza.</em><br />
Sicuramente. I risultati ci sono.<br />
<strong></strong><br />
<em>Possiamo considerare anche i due goal di Daniel Osvaldo come il risultato di un buon recupero dell&#8217;autostima?</em><br />
Per quanto riguarda Osvaldo c&#8217;erano anche problemi fisici, il problema fisico può causare un affaticamento mentale, ma a Siviglia abbiamo visto Osvaldo in splendida forma, quindi il suo recupero è stato a 360°.<br />
<strong></strong><br />
<em>Spero che potremo riparlarne presto, approfondendo l&#8217;argomento, per ora ci può brevemente parlare delle tecniche che Lei adotta per il recupero psicologico dei calciatori?</em><br />
Il programma è basato sul dialogo, sul contatto giornaliero con ogni calciatore, ci sono riunioni e lavori di gruppo, ma spesso è proficuo dialogare con il singolo giocatore. Il lavoro prende in considerazione vari aspetti, si va dall&#8217;ambito <strong><a href="http://marcovalerioricci.net/oltrelapnl/corso01/">neurolinguistico</a> </strong>alla visualizzazione, si lavora molto sui rapporti interpersonali, una squadra coesa offre i risultati migliori. E&#8217; un lavoro molto dettagliato, che esige la partecipazione attiva dei soggetti.<br />
<strong></strong><br />
<em>La gestione degli spazi in campo è di massima importanza, anche questo aspetto viene migliorato dall&#8217;allenamento mentale?</em><br />
Certamente.<br />
<strong></strong><br />
<em>Lei riscontra sempre una partecipazione attiva da parte dei calciatori?</em><br />
Sì, sono molto interessati, anche perché sono consapevoli che il lavoro psicologico è determinante per il loro percorso calcistico.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Daniela Asaro Romanoff:</strong> INTERVISTA  dd.6 aprile 2010</p>
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		<title>L&#8217;allenatore di Calcio e la psicologia  1</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 21:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[4-Preparazione Mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Asaro Romanoff]]></category>
		<category><![CDATA[calcio psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Feliciano Di Blasi è il &#8216;braccio destro&#8217; di Mauricio Pochettino, allenatore di calcio italo-argentino dell&#8217;R.C.D. Espanyol, squadra della Primera Division della Liga spagnola. L&#8217;allenatore psicologo, che affianca l&#8217;allenatore tradizionale, è oramai una realtà del calcio da parecchi anni, si può risalire tranquillamente agli anni ottanta. Nel nostro Paese una squadra all&#8217;avanguardia per quanto concerne la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/05/daniela.jpg"><img class="size-full wp-image-1970 aligncenter" title="daniela" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/05/daniela.jpg" alt="" width="160" height="212" /></a><br />
<strong></strong></p>
<p>Feliciano Di Blasi è il &#8216;braccio destro&#8217; di Mauricio Pochettino, <strong>allenatore</strong> <strong>di calcio</strong> italo-argentino dell&#8217;R.C.D. Espanyol, squadra della Primera Division della Liga spagnola.</p>
<p><strong>L&#8217;allenatore </strong>psicologo<strong>,</strong> che affianca l&#8217;allenatore tradizionale, è oramai una realtà del calcio da parecchi anni, si può risalire tranquillamente agli anni ottanta. Nel nostro Paese una squadra all&#8217;avanguardia per quanto concerne la psicologia applicata al calcio è stata il &#8216;Milan&#8217;, di questa società sportiva, Feliciano Di Blasi parla con molto rispetto. Ricordiamo che il dott. Di Blasi, prima di collaborare con il &#8216;Paris Saint Germain&#8217; e da alcuni anni con l&#8217;R.C.D. Espanyol di Barcellona, ha lavorato in molte società calcistiche italiane.<span id="more-1969"></span><br />
<strong></strong><br />
Proprio quando collaborava con <strong>l&#8217;Udinese</strong> si è laureato in Psicologia all&#8217;Università di Rijeka (l&#8217;italiana Fiume). In seguito Feliciano ha conseguito il dottorato e il Master in Psicologia negli Stati Uniti.<br />
<strong></strong><br />
Considerata la curiosità che molti appassionati di calcio<strong> </strong>hanno nei confronti dell&#8217;allenamento mentale, abbiamo chiesto al dott. Feliciano Di Blasi un&#8217;intervista, concernente la sua professione di psicologo dell&#8217;R.C.D. Espanyol.<br />
<strong></strong><br />
<em>Quando ha iniziato con la sua attività di allenatore psicologico nelle Società calcistiche?</em><br />
Ho iniziato verso la fine degli anni ottanta all&#8217;Udinese calcio.<br />
<em><br />
Lei ha studiato psicologia in una città mitteleuropea e propria nella mitteleuropa è nata questa scienza?</em><br />
Sì, ho studiato all&#8217;Università di Rijeka, città italiana fino alla II guerra mondiale.<br />
<strong></strong><br />
<em>Già, l&#8217;italiana Fiume, di D&#8217;Annunziana memoria … .<br />
Il Master lo ha conseguito negli Stati Uniti, vantaggi e svantaggi dei metodi di insegnamento statunitensi?</em><br />
Il vantaggio è che si inizia dalla pratica per passare poi alla teoria<strong> </strong>e questo metodo semplifica di molto l&#8217;apprendimento. Lo svantaggio è che gli americani sono assai settoriali, per cui lo psicologo americano non ha una cultura universitaria a 360°.<br />
<strong></strong><br />
<em>E&#8217; esattamente così anche per la Fisica, partire dalla pratica aiuta moltissimo.<br />
Secondo Lei, quali società calcistiche sono state all&#8217;avanguardia per quanto riguarda la psicologia abbinata al calcio?</em><br />
Io credo che l&#8217;Italia, ed in particolare il Milan, siano sempre stati all&#8217;avanguardia. Ricordo che al Milan io ho potuto fare un buon lavoro assieme al prof. De Michelis.<br />
<strong></strong><br />
<em>Nella conferenza che Lei ha tenuto all&#8217;Università di Barcellona,  ha detto che i metodi relativi al modulo, alle strategie, alla tecnica, ecc. non hanno un grande margine di miglioramento.</em></p>
<p><em> Le &#8216;strategie psicologiche&#8217; sono appena agli inizi  e attraverso questi studi si può fare molto per  migliorare la qualità di gioco del calciatore e la coesione della squadra?</em><br />
Il  training psicologico è molto articolato e complesso<strong>. </strong>In parole semplici posso dirle che innanzitutto  teniamo sotto controllo lo stress con  periodici controlli ormonali.</p>
<p>Attraverso la visualizzazione dei problemi il calciatore trae notevole vantaggio al fine di un ottimale equilibrio psicosomatico. La visualizzazione aiuta il calciatore ad eliminare il sovraccarico di stress.<br />
<strong></strong><br />
Con la visualizzazione si fa prevalere quanto è positivo su ciò che è negativo. Ovviamente l&#8217;apprendimento di nuove tecniche e strategie proposte dall&#8217;allenatore viene reso più veloce dal potenziamento cognitivo. Bisogna, inoltre, tener presente che può non essere facile per un calciatore gestire lo spazio-tempo<strong>,</strong> e, soprattutto gestirlo assieme al gruppo, pertanto con l&#8217;allenamento psicologico si lavora tantissimo per migliorare questa indispensabile abilità.<br />
<strong></strong><br />
<em>In certi casi particolari vengono coinvolte anche le famiglie dei calciatori?</em><br />
Abbiamo lavorato parecchio con le famiglie quando ero al &#8216;Paris Saint Germain&#8217;, era stato elaborato un programma ben preciso. L&#8217;R.C.D. Espanyol coinvolge le famiglie solo in casi di estrema necessità e gravità.<br />
<strong></strong><br />
<em>Mi ha colpito molto il rendimento positivo di Osvaldo…che ne dice?</em><strong><br />
</strong>Siamo molto soddisfatti della presenza di Osvaldo in squadra<strong>. </strong>Non dimentichiamo che a inizio campionato l&#8217;Espanyol aveva una grande difficoltà a realizzare, da quando è arrivato Osvaldo abbiamo un attacco senza dubbio più incisivo.</p>
<p>E&#8217; un calciatore di grande talento, il suo inserimento nel gruppo è sempre stato molto buono. Osvaldo è convinto, motivato ed abbiamo i risultati, finora ha segnato sei goal.<br />
<strong></strong><br />
<em>Quando ci siamo incontrati in gennaio qui, alla sede dell&#8217;R.C.D. Espanyol, l&#8217;<strong>allenatore</strong> Mauricio Pochettino mi aveva detto che durante tutto il campionato 2009/10 la priorità sarebbe stata data  al &#8216;progetto salvezza&#8217;  e per il campionato 2010/11 avreste elaborato un programma  molto interessante, per portare l&#8217;Espanyol in zone più alte della classifica. </em></p>
<p><em>Ora siamo alla fine del campionato 2009/10, il &#8216;progetto salvezza&#8217; si è realizzato esattamente come Voi avevate previsto</em>?<br />
Mancano ancora delle partite per la fine del campionato, però credo di poter dire che abbiamo lavorato e stiamo continuando a lavorare con grande tenacia, cercando di dare tutti quanti  sempre il meglio di noi stessi.</p>
<p><strong>Daniela Asaro Romanoff</strong></p>
<p>continua: L&#8217;<strong> <a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/lallenatore-di-calcio-e-la-psicologia-2/">allenatore </a></strong>di calcio e la psicologia 2<strong><br />
</strong></p>
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		<title>Quali sono le varie facce della propriocezione e che cosa è.</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 16:58:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[di Luca Squinzani allenatore Torino FC Quanto parliamo di preparazione fisica e nello specifico di propriocezione normalmente ci riferiamo a tutte quelle esercitazioni che stimolano, appunto, il nostro sistema propriocettivo, in ambito di recupero e prevenzione infortuni. Prima di analizzare brevemente i vari aspetti ed utilizzi di questa in ambito calcistico &#8211; sportivo, definiamo in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/05/ritiro-calcio-preparazione-atletica-calcio.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1939" title="ritiro-calcio-preparazione atletica calcio" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/05/ritiro-calcio-preparazione-atletica-calcio-300x225.jpg" alt="" width="300" height="225" /></a></p>
<p><em><strong>di Luca Squinzani</strong></em> allenatore Torino FC<br />
<strong></strong><br />
<strong>Quanto parliamo di preparazione fisica e nello specifico di propriocezione normalmente</strong> ci riferiamo a tutte quelle esercitazioni che stimolano, appunto, il nostro sistema propriocettivo, in ambito<strong> di recupero e prevenzione infortuni</strong>. Prima di analizzare brevemente i vari aspetti ed utilizzi di questa in ambito calcistico &#8211; sportivo, definiamo in modo semplice quale sia il compito del nostro sistema propriocettivo.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Il sistema propriocettivo</strong>..<span id="more-1938"></span><br />
Questo sistema ha il compito di ricevere (attraverso i vari recettori), trasmettere (tramite le vie nervose) ed integrare (a livello midollare) i messaggi di origine periferica. Pertanto i recettori articolar i, muscolari e cutanei sono elementi deputati alla raccolta delle informazioni propriocettive.<br />
<strong></strong><br />
Semplicemente, noi riceviamo una miriade di segnali/informazioni dall’esterno, che vengono analizzate e trasmesse a livello midollare  e sottocorticale. <strong>La maggior parte </strong>di queste informazioni non arrivano a livello centrale. Conseguentemente alla trasmissione ed analisi di questi input, vengono predisposte delle risposte meccaniche a livello nervoso, muscolare ed articolare in modo conscio ed inconscio.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Per fare un esempio banale, </strong>quando perdiamo l’equilibrio e stiamo per cadere, entrano in gioco tutti questi sistemi, che ci permettono di mantenere l’equilibrio; o semplicemente mantenere una corretta postura-equilibrio senza che la nostra parte conscia debba “pensarci”.<br />
<strong></strong><br />
<strong>I quattro utilizzi della propriocezione nella preparazione atletica calcio<br />
</strong><br />
<strong></strong><br />
<strong>Nel calcio l’allenamento</strong> propriocettivo tramite utilizzo <strong>di tavolette, skimmy, pedane propriocettive, esercitazioni svolte sulla sabbia</strong>, può avere diversi scopi a seconda di come andiamo a pianificare le nostre sedute i allenamento e con quali finalità.<br />
<strong></strong><br />
<strong>A) Classicamente si utilizza</strong> questo tipo di esercitazioni per scopi di prevenzione infortuni. Infatti, attraverso <strong>l’allenamento</strong> (calcio) di questo sistema (varie esercitazioni sulle pedane, tavolette in forma più o meno complessa, con o senza pallone) possiamo migliorare e velocizzare la risposta del nostro corpo agli stimoli esterni. Per esempio in condizioni di instabilità dovuta al terreno, sarò in grado di correggere in modo inconscio e nel minor tempo possibile la mia postura senza cadere o riducendo al minimo il danno che verrebbe prodotto con una risposta lenta ed inadeguata (classico esempio, distorsione alla caviglia).<br />
<strong></strong><br />
<strong>B) Un secondo utilizzo è quello che</strong> viene fatto al livello riabilitativo per allenare nuovamente il nostro sistema alla trasmissione e ricezione di un numero maggiore di stimoli, in conseguenza a situazioni che hanno alterato questo. Per esempio conseguentemente ad un versamento di entità importante, che procura atrofia dei muscoli periarticolari; dopo una lunga immobilizzazione  o in conseguenza a lesioni articolari.<br />
<strong></strong><br />
<strong>C) Un buon allenamento propriocettivo eseguito</strong> prima delle sedute di allenamento di forza può aumentare la qualità e capacità di sviluppo di questa. Ovvero può favorire una maggior capacità di risposta del sistema nervoso e quindi anche di reclutamento ed attivazione delle fibre muscolari, aumentando l’espressione del lavoro forza<br />
<strong></strong><br />
<strong>D)  Un allenamento di tipo propriocettivo</strong> svolto in modo statico e dinamico con l’associazione di gestualità tecniche da partita, può portare ad  una maggior capacità e velocità di adattamento nella correzione degli “errori” motori/tecnici dei nostri giocatori attraverso i feedback. Inoltre attraverso il consolidamento dell’utilizzazione ottimale delle informazioni di ritorno, andremo a migliorare in modo sensibile anche le strategie di anticipazione, basilari nel nostro sport.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Per avere un’immagine più chiara sul funzionamento</strong> di questo processo, possiamo rifarci allo schema ed i principi del circuito chiuso di Schmidt. Noi riceviamo e percepiamo degli stimoli attraverso i recettori, tra la quale i propriocettori, che vengono riconosciuti ed identificati dal nostro corpo. A questo punto avviene la selezione del programma motorio più adatto (Es. dribbling con finta e cambio di direzione). Quindi viene programmata la risposta motoria, ovvero il nostro gesto tecnico e di conseguenza l’esecuzione di questo.<br />
<strong></strong><br />
A questo livello intervengono le famose informazioni <strong>di ritorno o feedback</strong> che ci informeranno sullo stato di esecuzione e, ci aiuteranno ad adattare o modificare il nostro tuffo a seconda delle nuove informazioni a nostra disposizione.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Integrazione dei vari aspetti dell’allenamento propriocettivo</strong><br />
Inutile dire che tralasciando l’aspetto puramente rieducativo, ideale sarebbe ricercare un corretto mix dei vari tipi di esercitazioni <strong>con diversi obiettivi e finalità</strong>. Ovviamente squadre di livello più alto avranno la possibilità di utilizzare più strumenti nonché più tempo a disposizione.<br />
<strong></strong><br />
<strong>In ogni caso paradossalmente più la categoria che alleniamo è amatoriale,</strong> più un parte minima del nostro programma d’allenamento dovrebbe essere dedicata a questi tipi di lavoro.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Non a caso è noto che nei dilettanti ed amatori</strong>, l’incidenza di infortuni dovuti alla scarsa preparazione e non corretta o lenta risposta agli stimoli, è più alta rispetto ai professionisti.</p>
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		<title>La magia della zona rombo come metodologia di gioco</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 11:49:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Ermanno Ricci]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Ermanno Ricci In una riunione dell’associazione allenatori italiani circa 22 anni fa, distribuirono a tutti i partecipanti un questionario, dove bisognava rispondere a varie domande una di queste citava: Un tecnico dilettante può insegnare qualche cosa ad un tecnico professionista? Io risposi Si, io posso insegnare la zona rombo!! “”La mia zona rombo come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/03/foto.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1887" title="foto" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/03/foto-300x223.jpg" alt="" width="469" height="349" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><strong>Di Ermanno Ricci</strong></p>
<p>In una riunione dell’associazione allenatori italiani circa 22 anni fa, distribuirono a tutti i partecipanti un questionario, dove bisognava rispondere a varie domande una di queste citava:</p>
<p style="text-align: center;"><strong><span style="color: #ff0000;">Un tecnico dilettante può insegnare qualche cosa ad un tecnico professionista?</span></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Io risposi Si, io posso insegnare la zona rombo!!</strong><br />
<strong> </strong><br />
“”La mia zona rombo come metodologia di gioco””</p>
<p style="text-align: left;"><strong></strong><br />
Ciao,<br />
questo post è solo una piccola parte <strong>di un manuale multimediale </strong>che sto preparando e che è in fase di pubblicazione online e che sarà disponibile appena avremo terminato di realizzarlo con l&#8217;aiuto di MArco Mirisola e del suo staff.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Questo metodo didattico</strong> propedeutico viene messo in pratica per aiutare l’allenatore a far capire meglio ai suoi giocatori gli spostamenti sul terreno di gioco sia in fase di possesso palla che di non possesso, a seconda delle altezze di pressione e di competenza.<br />
<strong></strong><span id="more-1886"></span><br />
<strong>Tramite ripetizioni sistematiche</strong> si ottiene in breve tempo una buona automatizzazione di movimento tra i vari reparti.<br />
<strong></strong><br />
La coralità e l’automatizzazione dei movimenti della squadra ha come <strong>obbiettivo in fase di non possesso</strong> palla di portare l’avversario a giocare dove tu hai stabilito e non viceversa.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Ciò avviene semplicemente</strong> senza seguire gli spostamenti degli avversari ma presidiando la propria zona di campo e rispettando di muoversi nei punti di riferimento prestabiliti in precedenza.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Questo metodo da me ideato,</strong> non è soltanto un sistema difensivo o offensivo, ma una filosofia calcistica <strong>aperta a 360 gradi.</strong> Questo modo di interpretare questo filosofia di gioco trova la sua maggiore efficacia quando la squadra avversaria: per continuare a leggere <strong><a href="http://ancheiopossoallenare.com/autori-aipa/ricci/zona_rombo.pdf">clicca qui</a></strong><br />
<strong></strong><br />
per scaricare il pdf: vai sopra il link e col tasto destro seleziona salva</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Sei  libero di lasciare un tuo commento qui sotto:</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/03/frecciad.png"><img class="alignnone size-full wp-image-1888" title="frecciad" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/03/frecciad.png" alt="" width="150" height="150" /></a><br />
</strong></p>
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		<title>Il mio punto di vista su INTER–CHELSEA (ritorno)</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Mar 2010 10:50:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
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		<description><![CDATA[A cura di CLAUDIO MELE L’Inter s’impone sul Chelsea per uno a zero allo Stamford Bridge. La rete realizzata da Eto’o permette così ai nerazzurri di raccogliere il massimo, ovvero centrare il passaggio al turno successivo e vincere una partita interpretata in modo eccellente da Jose Mourinho e ben giocata dai suoi giocatori. Il gol [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/03/Claudio-Mele.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1883" title="Claudio Mele" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/03/Claudio-Mele.jpg" alt="" width="200" height="207" /></a></p>
<p>A cura di CLAUDIO MELE<br />
<strong><br />
L’Inter s’impone sul Chelsea</strong> per uno a zero allo Stamford Bridge. La rete realizzata da Eto’o permette così ai nerazzurri di raccogliere il massimo, ovvero centrare il passaggio al turno successivo e vincere una partita interpretata in modo eccellente da Jose Mourinho e<strong> ben giocata dai suoi giocatori.</strong></p>
<p>Il gol realizzato al 78esimo nasce da una<strong> palla inattiva </strong>(fallo laterale) a favore del Chelsea, che non viene ben giocata e permette all’Inter <strong>di riconquistare palla.</strong><span id="more-1882"></span></p>
<p><strong>L’errore più evidente</strong> è di tipo tecnico ed è da attribuire a Lampard il quale sbaglia il controllo, passando così la palla a Stankovic. Inoltre, chi ha battuto il fallo laterale avrebbe dovuto scegliere un’altra soluzione poiché ha giocato palla in un’area piccola in cui il compagno s<strong>i trovava in 3 &gt; 1 cioè in inferiorità numerica.</strong><br />
<strong></strong><br />
<strong>Il centrocampo del Chelsea</strong> <strong>attua la transizione passiva in ritardo senza coprire la profondità.</strong> Nel primo caso, sulla palla giocata su Milito, questo era difficile farlo in modo efficace in quanto tutti i centrocampisti si trovavano oltre la linea della palla.<br />
<strong></strong><br />
Nel secondo caso, sull’assist di Snejder per Eto’o, l’errore è più evidente in quanto nessuno dei centrocampisti, dopo aver recuperato la posizione, copre la profondità poi sfruttata dal giocatore nerazzurro.<br />
<strong></strong><br />
Anche Ivanovic diretto marcatore di Eto’o non affronta in modo corretto la fase di transizione passiva (quando la sua squadra perde il possesso di palla) in quanto, correndo fronte alla sua porta, <strong>si lascia completamente alle spalle</strong> l’attaccante nerazzurro negandosi la possibilità di vedere e controllare i suoi movimenti.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Per quanto riguarda l’analisi dell’operato dell’Inter</strong> c’è da notare la rapida lettura e trasformazione con cui è riuscita ad attaccare e concludere dopo aver conquistato il pallone.<br />
<strong></strong><br />
La protezione di palla di Milito e il successivo appoggio su Snejder molto bravo a farsi trovare libero e altrettanto <strong>bravo </strong>a vedere il movimento di Eto’o per poi servirlo in modo impeccabile.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Infine decisiva è la scelta dell’attaccante nerazzurro</strong> che con il collo esterno trova precisione e potenza.</p>
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		<title>Allenare  una squadra di calcio attraverso l’ausilio della Musica</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Mar 2010 14:25:53 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Articolo a cura di Giulio Fondacci Quanti di noi a volte corrono con un i-pod? Quanti ascoltano musica in macchina e guidano con quel tempo musicale o ascoltano la musica per tirarsi su di morale? E quanti invece la usano e la trasformano in adrenalina? Musica Motivazionale… Musica rilassante… ecc ecc. Che cos’è il Calcio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/03/giuliofondacci.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1877" title="giuliofondacci" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/03/giuliofondacci-249x300.jpg" alt="" width="226" height="272" /></a></p>
<p><strong>Articolo a cura di Giulio Fondacci</strong><br />
<strong></strong><br />
<strong>Quanti di noi a volte corrono con un i-pod?</strong> Quanti ascoltano musica in macchina e guidano con quel tempo musicale o ascoltano la musica per tirarsi su di morale?<br />
<strong></strong><br />
E quanti invece la usano e la trasformano in adrenalina? Musica Motivazionale… Musica rilassante… ecc ecc.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Che cos’è il Calcio in fin dei conti?</strong> E&#8217; o no  tempo, ritmo, spazio, velocità d’esecuzione, fantasia, giusto?.<br />
<strong></strong><br />
Come un buon musicista ritma e suona il suo strumento in assolo o in gruppo ogni calciatore ritma e suona non solo il suo corpo ma anche lo strumento “Palla” sia individualmente che collettivamente esprimendo <strong>la sua intelligenza musicale</strong> e riportandola in campo.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Diciamo poi che la fantasia fa tutto il resto!</strong><br />
<strong></strong><br />
<strong>Quello che una persona sente dentro</strong> lo esprime in svariati modi sia sul campo da calcio che con uno strumento musicale… ma attenzione è più semplice andare in assolo che suonare in un gruppo; passando dall’individuale al collettivo passando dallo statico al situazionale&#8230;CONTINUA<span id="more-1876"></span><br />
<strong></strong><br />
<strong>Oltre che ad essere importante come apprendimento</strong> delle capacità motorie rapportate al ritmo in una semplice fase di attivazione iniziale, la musica si esprime anche sulla psiche dei tempi del cervello e sulle varie posture da adottare ad ogni movimento ( per esempio: il Dribbling, il tiro in porta ecc.ecc) accrescendo cosi l’armonia del proprio corpo ad ogni situazione.<br />
<strong></strong><br />
Prova per esempio a fare il cosiddetto <strong>“muro”</strong> ascoltando della musica di varia natura, Rock, classica, blues, pop, disco.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Ora immaginiamoci un gruppo  musicale di 11 elementi che</strong> si  muove all’interno di un rettangolo di giuoco attraverso le variazioni di ritmo che comporta una partita di calcio;  dalle due fasi di transizione, al mantenimento possesso palla con il conseguente cambio di ritmo.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Il calcio è musica,</strong> un rock melodico di possesso palla, un heavy metal di ritmi alti, una musica leggera di un gesto tecnico, l’aggregazione di squadra con una musica emozionante, ma quello che più importante che va <strong>SENTITA DENTRO</strong>, dentro di noi per poi applicarla al di fuori di noi con uno strumento eccezionale <strong>chiamato Palla</strong>.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Per esempio, prova a far palleggiare i tuoi giocatori </strong>a tempo di musica e con melodie diverse e vedrai che tireranno fuori tutta la loro fantasia motoria e tecnica.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Tutto ciò per farli scoprire, </strong>per tirargli fuori le loro emozioni e la loro creatività che non tirerebbero fuori se non si lascerebbero trasportare liberamente al ritmo della musica che sentono dentro.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Ma adesso andiamo in campo</strong><br />
Analizziamo ora come è possibile svolgere un esercitazione di transizioni  con variazioni di ritmo sul possesso palla, il tutto facendogli ascoltare una musica messa in funzione da un hi-fi portatile, di media grandezza&#8230;&#8230;.<br />
<strong></strong><br />
<a href="http://ancheiopossoallenare.com/autori-aipa/fondacci/allenamento_musicale.pdf"><strong>Clicca QUI</strong> </a>col tasto sx qui per continuare a leggere, se vuoi scaricare l&#8217;articolo clicca col tasto dx e poi salva.</p>
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