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	<title>&#34;Se Altri Allenatori Stanno Facendo Meglio Di Noi, E&#039; Perchè  Loro Sanno Qualcosa Che Noi Non Sappiamo&#34; &#187; Autori</title>
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	<description>Miglioriamo noi Stessi</description>
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		<title>Categoria Pulcini: sviluppo delle capacità tecnico-tattiche 2</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Feb 2011 10:20:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo dei piccoli amici]]></category>
		<category><![CDATA[Monti Stefano]]></category>

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		<description><![CDATA[vai all&#8217;articolo precedente:  categoria pulcini: sviluppo delle capacità tecnico-tattiche 1 Articolo n.2 di Monti Stefano allenatore di calcio dei pulcini Con guida della palla si intende definire il fondamentale del calcio che permette di eseguire una serie di passaggi fatti a se stesso lungo la direzione della corsa. La guida della palla si può effettuare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>vai all&#8217;articolo precedente:  <a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/categoria-pulcini-sviluppo-delle-capacita-tecnico-tattiche/">categoria pulcini: </a>sviluppo delle capacità tecnico-tattiche 1<br />
<strong>Articolo n.2 di Monti Stefano allenatore di calcio dei pulcini</strong> <strong> </strong><br />
<strong> </strong><br />
<strong><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/02/calcio1.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2624" title="calcio" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/02/calcio1.jpg" alt="allenatore di calcio-articolo stefano monti" width="190" height="172" /></a></strong><br />
<strong> </strong></p>
<p>Con guida della palla si intende definire il fondamentale del calcio che permette di eseguire una serie di passaggi fatti a se stesso lungo la direzione della corsa.<br />
<strong></strong><br />
<strong></strong></p>
<p><strong>La guida della palla si può effettuare con:</strong></p>
<p>•    Il collo-piede<br />
•    Di punta<br />
•    L’interno piede<br />
•    L’esterno collo-piede<br />
<strong></strong><br />
Durante una situazione di gioco,quando in presenza di  un avversario,il giocatore che guida la palla deve mettere il proprio corpo,tra la palla e l’avversario,quindi guidare la palla con l’esterno del piede più lontano.<br />
<strong></strong><br />
Durante l’allenamento riguardante la guida della palla è bene insistere sulla rapidità della corsa,ma contemporaneamente sulla rapidità dei tocchi.<span id="more-2622"></span><br />
Per esempio,durante una corsa va e vieni di 10m l’allenatore,solitamente,si limita a rilevare il tempo impiegato a percorrere la distanza dei 20m.L’allenamento risulta più efficace se l’atleta esegue il percorso prestabilito,sia con un tempo ottimale,sia con un numero elevato di tocchi della palla.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Il calcolo dell’abilità della guida sarà il seguente:</strong><br />
guida della palla = tempo impiegato( sec) / numero dei tocchi<br />
<strong></strong><br />
Il valore medio dell’abilità,in base alla mia esperienza di campo è di = 0,5. Quando l’abilità della guida è elevata il rapporto tende a 0,mentre quando l’abilità è scadente il rapporto tende a 1.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Gli errori più comuni che si possono commettere durante la guida della palla sono :</strong><br />
•    L’inappropriata superficie anatomica utilizzata,in relazione alla situazione contingente<br />
•    L’atleta è più orientato ad agire di forza e non con agilità e variazioni di ritmo<br />
•    La tecnica della corsa errata,con particolare riferimento alla falcata eccessivamente ampia<br />
•    L’analizzatore visivo è rivolto sistematicamente alla palla<br />
•    L’utilizzo dell’arto inferiore più vicino all’avversario<br />
<strong></strong><br />
<strong>La Progressione didattica</strong><br />
•    Guida della palla con differenti superfici anatomiche di contatto<br />
•    Guida della palla con corsa rettilinea<br />
•    Guida della palla con corsa curvilinea<br />
•    Guida della palla con corsa a zig-zag<br />
•    Guida della palla e passaggio<br />
•    Guida della palla e tiro<br />
•    Guida della palla in presenza dell’avversario ( 1 vs 1)<br />
•    Guida della palla in situazione di gioco( 2 vs 1 in poi)<br />
<strong></strong><br />
<strong>Eserciziario</strong><br />
Vengono ora proposte una serie di esercitazioni utilizzate per l’insegnamento della guida e del dominio della palla:<br />
<strong></strong><br />
<a href="http://ancheiopossoallenare.com/autori-aipa/stefanomonti/sviluppocapacita2%20.pdf">per vedere tutto l&#8217;articolo clicca su questo link </a><br />
<strong></strong><br />
<a href="http://ancheiopossoallenare.com/autori-aipa/stefanomonti/sviluppocapacita2%20.pdf">per scaricare l&#8217;articolo: tasto destro salva oggetto o destinazione con nome</a></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Smarcamento nel calcio: Concetti Base</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 16:18:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Angelo Iervolino]]></category>
		<category><![CDATA[Autori]]></category>

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		<description><![CDATA[Autore Angelo Iervolino: sito internet alleniamoilcalcio Con il termine smarcamento nel calcio si intende l’azione con la quale il giocatore non in possesso palla riesce a posizionarsi in modo da poter ricevere la palla in una posizione dove è esente dalla marcatura dell’avversario e di facile raggiungimento del passaggio da parte del compagno, detta zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp" style="text-align: center;">
<dl id="attachment_2585" class="wp-caption alignleft" style="width: 257px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/02/allenatore-calcio-iervolino.jpg"><img class="size-medium wp-image-2585" title="allenatore calcio-iervolino" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/02/allenatore-calcio-iervolino-247x300.jpg" alt="" width="247" height="300" /></a></dt>
</dl>
</div>
<p><strong> </strong><strong><span style="color: #ff0000;">Autore Angelo Iervolino</span></strong>: sito internet <a href="http://alleniamoilcalcio.wordpress.com/">alleniamoilcalcio</a><br />
<strong></strong><br />
Con il termine  <strong>smarcamento nel calcio </strong>si intende l’azione con la quale il giocatore non in possesso palla riesce a posizionarsi in modo da poter ricevere la palla in una posizione dove è esente dalla marcatura dell’avversario e di facile raggiungimento del passaggio da parte del compagno, detta zona .<br />
<strong></strong><br />
Nell’azione  di  smarcamento il giocatore deve valutare attentamente e molto velocemente alcuni aspetti che possono aiutarlo della fase di smarcamento:<br />
<strong></strong><br />
•	Dove smarcarsi:  per ricevere al meglio la palla dovrà scegliere nel tempo giusto la zona più consona per ricevere il passaggio;</p>
<p>•	Come smarcarsi: quale movimento eseguire per smarcarsi al meglio e raggiungere la zona scelta di ricezione palla;<span id="more-2584"></span></p>
<p>•	Quando smarcarsi : scegliere il momento giusto per smarcarsi e soprattutto in modo coordinato al passaggio, alle intenzioni del compagno; •	Capire l’intenzione del compagno in possesso: cercare prima che gli venga passata la palla quale sarà l’intenzione del compagno.<br />
<strong></strong><br />
Questi quattro principi sopra elencati, è possibile che avvengano solo attraverso:</p>
<p>•	Cambi di velocità</p>
<p>•	Cambi di direzione</p>
<p>•	Con tagli in profondità</p>
<p>•	Movimenti in ampiezza<br />
<strong></strong><br />
Quando il giocatore in possesso palla sta per passare la palla, la cosa fondamentale che lui ricerca e che ovviamente lo mette in una condizione favorevole è sicuramente il movimento dei compagni di squadra.<br />
<strong></strong><br />
La staticità dei compagni è sicuramente una situazione sfavorevole: il giocatore in possesso non avrà soluzioni di gioco e quindi messo in situazione di dover regalare possesso palla agli avversari.<br />
<strong></strong><br />
Lo smarcamento è dato da diversi e movimenti senza palla di tattica individuale, alcuni sono basilari altri scelti opportunamente dall’allenatore per il suo gioco. Due movimenti cardine dello smarcamento sono il contro movimento lungo-corto e il contro movimento corto lungo, i quali prevedono dapprima un rapido movimento verso una direzione per poi effettuare un rapido cambio di direzione nella zona dove poi si desidera ricevere palla. Altri due tipi di movimento per lo smarcamento, utilizzati anche  in posizione defilata, sono i contro movimenti dentro-fuori e fuori-dentro.<br />
<strong></strong><br />
Dare soluzioni di passaggio grazie ad opportuni movimenti in zona luce porta sicuramente a situazioni di gioco favorevoli:</p>
<p>•	Mantenimento del possesso palla</p>
<p>•	Avvicinamento alla porta avversario</p>
<p>•	Aiuto al portatore di palla</p>
<p>•	Creazione di superiorità numerica  Possiamo sicuramente affermare con certezza che lo smarcamento è uno dei principi cardine per l’equilibrio di una squadra. La mobilità dei giocatori porta a soluzioni di gioco di sicuro vantaggio .<br />
<strong></strong><br />
Lo smarcamento è un concetto fondamentale da cui nessun tipo di gioco può fare a meno.<br />
<strong></strong><br />
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		<title>Programmare l&#8217;allenamento Tecnico-Tattico cat.giovanili</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Feb 2011 15:51:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[D’arrigo Salvatore]]></category>

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		<description><![CDATA[Articolo scritto da D’arrigo Salvatore L&#8217; allenatore per poter programmare l&#8217;allenamento nelle categorie giovanili, occorre che abbia adeguate conoscenze delle capacità motorie e dei mezzi di allenamento funzionali per le fasce di età in questione, per poter razionalizzare le sedute, finalizzate sempre al raggiungimento dei miglioramenti tecnico – tattici dei soggetti. I primi quesiti che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/02/juventus_viareggio_2009.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2579" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/02/juventus_viareggio_2009-300x200.jpg" alt="allenamento-juventus_viareggio_2009" width="300" height="200" /></a><strong><span style="color: #ff0000;">Articolo scritto da D’arrigo Salvatore </span></strong><br />
<strong></strong><br />
L&#8217; allenatore per poter programmare l&#8217;<strong>allenamento</strong> nelle categorie giovanili, occorre che abbia adeguate conoscenze delle capacità motorie e dei mezzi di allenamento funzionali per le fasce di età in questione, per poter razionalizzare le sedute, finalizzate sempre al raggiungimento dei miglioramenti tecnico – tattici dei soggetti.<br />
<strong></strong><br />
I primi quesiti che l&#8217;allenatore-istruttore deve porsi sono: età degli atleti, conoscenza diretta , motivazioni, obiettivi da raggiungere nell’arco del ciclo annuale agonistico.<br />
<strong></strong><br />
Se nell’attività sportiva degli adulti (dilettanti e professionisti) lo scopo primario da raggiungere è quello del risultato; nel settore giovanile, tale finalità deve essere messa in subordine per svariati motivi.<span id="more-2578"></span><br />
<strong></strong><br />
Il giovane non potrà migliorare sotto l’assillo del risultato ad ogni costo, la gara dovrà essere un banco di prova settimanale per valutare tutti i miglioramenti ottenuti attraverso l’addestramento periodico.<br />
<strong></strong><br />
L’attenzione dell’istruttore deve essere indirizzata sul graduale accrescimento tecnico tattico del ragazzo oltre che fisiche e psicologiche, indipendentemente dei risultati agonistici dei tornei a cui si partecipa.<br />
<strong></strong><br />
Sarà conveniente dividere la stagione  agonistica in cicli; mesocicli e macrocicli, per poter meglio razionalizzare e rendere sistematica la stesura della programmazione delle sedute di allenamento tecnico tattico, eseguendo esercitazioni con obiettivi tecnico tattici ben precisi e funzionali , esercitazioni che partano sempre dal semplice al complesso , dal conosciuto allo sconosciuto, dal facile al difficile.<br />
<strong></strong><br />
Non dimenticando che i ragazzi debbono essere incentivati all&#8217;allenamento  tecnico-tattico attraverso esercitazioni divertenti e costruttive, sedute di allenamento piacevoli che con impegno e applicazione possano essere varie e che esprimano l’estro e la fantasia dei fanciulli, con il lavoro di tecnica con il pallone che si predominante su quello atletico, per circa il 70/80 % del tempo della seduta d’allenamento.<br />
<strong></strong><br />
L’esecuzione di tutti i gesti tecnici sarà curata, cercando di lasciare anche spazio all’inventiva ed alle capacità dell’allievo, per renderlo ancora più partecipe, senza ossessionarlo con richiami perentori e ripetizioni esasperanti.<br />
<strong></strong><br />
Il ragazzo deve avere una certa libertà di esprimersi, facendo ripetere i gesti tecnici con esecuzioni varie e con metodi diversificati, incentivandolo a correggere gli errori che di volta in volta eseguirà, ricercando egli stesso la corretta esecuzione sotto l’occhio attento dell’istruttore.<br />
<strong></strong><br />
Il passaggio, lo stop, la conduzione della palla, il colpo di testa, il tiro ecc. possono essere allenati sia con semplici esercitazioni di tecnica di base, sia con il metodo della tecnica applicata, con presenza di avversari e varianti, attraverso mezzi adeguati di tecnica a pressione, partite a tema, confronti 1 contro 1, 2 contro 2, 3 contro 3 ecc.<br />
<strong></strong><br />
La visione periferica, la capacità di adattamento motorio con il pallone,  la capacità di ritmizzazione faranno parte del bagaglio dell’atleta, che si svilupperanno attraverso l’addestramento programmato.<br />
<strong></strong><br />
Tutti elementi fondamentali per la crescita del calciatore, perché è necessario che tutte le abilità tecniche siano funzionale per essere applicate durante il confronto agonistico, in tale contesto l’allievo potrà confrontarsi adeguatamente con tutte le componenti del gioco: spazio, tempo, avversari, compagni pallone ecc.<br />
<strong></strong><br />
Perciò dobbiamo addestrare gli atleti, ad una esecuzione ottimale di tutti i gesti tecnici, che poi dovranno essere funzionali nell’aspetto dinamico del gioco del calcio.<br />
<strong></strong><br />
Spazio, tempo e orientamento sono tre fondamentali elementi da dovere applicare nelle sedute di allenamento tecnico – tattico, cercando dei mezzi funzionali e semplici da attuare per le categorie giovanili.<br />
<strong></strong><br />
Fare comprendere all’allievo che la partecipazione al gioco e le sue personali capacità non possono prescindere da i tre elementi sopra indicati, la sua posizione corporea in relazione al gioco e alla posizione in campo e l’orientamento.<br />
<strong></strong><br />
Le esercitazioni tecniche oltre a migliorare la postura e la esecuzione del gesto dovranno portare ad un miglioramento dei tempi di esecuzione sempre più rapidi nel semplice gesto motorio ma anche sensorio, cioè nella migliore scelta esecutiva nel tempo minimo di intervento.<br />
<strong></strong><br />
Per poter avere un quadro attendibile dello sviluppo tecnico – tattico è opportuno affidarsi a test tecnici da campo, ad inizio di stagione per valutare sommariamente le abilità di partenza dei singoli, tramite tali indicazioni si potrà intervenire più precisamente sulle carenze, effettuando altri test nel corso della stagione potremmo  avere un quadro attendibile della situazione generale.<br />
<strong></strong><br />
Oltre alle abilità tecniche, il giovane inserito nel contesto di squadra deve acquisire le prime nozioni tattiche esercitandosi a semplici movimenti singolarmente e collettivamente per apprendere le basi elementari della tattica di gioco, da quelli di reparto a quelli di squadra, l’insegnamento tattico nei giovani non deve eccedere nell’esasperazione della ripetitività degli schemi  di difesa di attacco in maniera ossessiva, il pressing la tattica del fuorigioco, la squadra corta e tutte le altre alchimie tattiche dovranno essere semplicemente accennati.<br />
<strong></strong><br />
Quello che interessa maggiormente al giovane dal punto di vista strettamente tattico sono; il pensiero tattico elementare della marcatura individuale o di reparto in fase difensiva, lo smarcamento, le sovrapposizioni, la copertura razionale degli spazi, gli inserimenti la profondità, lo scaglionamento, l’ampiezza, i cambi di gioco le triangolazioni e quanto di funzionale possa essere per le conoscenze del settore giovanile.<br />
<strong></strong><br />
Per concludere, una riflessione personale, credo che la conoscenza della materia, la capacità di osservazione, l’abilità di trasmettere i propri convincimenti rendendoli facilmente assimilabili ai nostri allievi sono elementi fondamentali per poter programmare una preparazione a livello giovanile che possa portare a risultati concreti per la crescita dei giovani.<br />
<strong></strong><br />
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<strong></strong><br />
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		<title>Categoria Pulcini: sviluppo delle capacità tecnico-tattiche</title>
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		<pubDate>Mon, 03 Jan 2011 13:56:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[L'angolo dei piccoli amici]]></category>
		<category><![CDATA[Monti Stefano]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/?p=2474</guid>
		<description><![CDATA[Articolo n.1 di Monti Stefano allenatore di calcio dei pulcini A.C Roncalli di Legnano Premessa La programmazione degli allenamenti per un allenatore di calcio è di fondamentale importanza nello sviluppo della formazione dei giovani calciatori e deve essere l’elemento motore delle decisioni per l’organizzazione tecnica di una squadra. Con questa serie di articoli vorrei proporre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Articolo n.1 di Monti Stefano allenatore di calcio dei pulcini</strong> <strong>A.C Roncalli di Legnano </strong><br />
<strong></strong><br />
<a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/01/calcio.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2475" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/01/calcio.jpg" alt="calcio pulcini categoria" width="190" height="172" /></a>Premessa<br />
La programmazione degli allenamenti per un allenatore di calcio è di fondamentale importanza nello sviluppo della formazione dei giovani calciatori e deve essere l’elemento motore delle decisioni per l’organizzazione tecnica di una squadra.<br />
<strong></strong><br />
Con questa serie di articoli vorrei proporre a tutti gli allenatori di questa categoria un percorso di esercitazioni triennale adatto alla <strong>categoria pulcini.</strong><br />
Il giocatore che arriva nella categoria pulcini ha in genere alle spalle alcuni anni di Scuola Calcio dove ha conosciuto il calcio. L’apprendimento in quella categoria è basato sul divertimento,sull’aspetto ludico-educativo cercando di acquisire le basi tecniche del gioco. <span id="more-2474"></span><br />
<strong></strong><br />
Ma ora arrivato nei pulcini quel bambino è pronto per fare un salto di qualità nella sua formazione calcistica.<br />
Il giocatore nella categoria pulcini in soli 3 anni deve passare dal calcio a 5 della Scuola Calcio al calcio a 11 della categoria Esordienti.<br />
<strong></strong><br />
Questo passo è momento importante per il suo futuro da calciatore.<br />
Il giocatore nella categoria pulcini interpreta il calcio ancora in maniera individuale ma la sua “Filosofia di gioco” sta diventando man mano collettiva.<br />
<strong></strong><br />
Gli obiettivi principali dalla <strong>categoria pulcini</strong> sono soprattutto le competenze tecnico-tattiche indispensabili per poi metterle in situazioni di gioco nella maniera più semplice possibile. Le esercitazioni devono essere ripetute fin che il gesto non diventa efficace e privo di ogni gestualità inutile. Alla fine di questi tre anni il gesto tecnico rimarrà indelebile nel giocatore per tutta la sua attività.<br />
<strong></strong><br />
<strong>LA METODOLOGIA</strong><br />
Ho iniziato questo mio lavoro di studio e ricerca sui bambini con alcune domande :<br />
<strong></strong><br />
Come pianifico una stagione?<br />
<strong></strong><br />
Come “catalogo” gli esercizi che conosco?<br />
<strong></strong><br />
Se in partita capisco che la mia squadra ha un problema,quali esercizi utilizzo per risolverlo?<br />
<strong></strong><br />
Sono sicuro che queste sono domande che vi ponete spesso anche voi allenatori,soprattutto chi inizia ad allenare al termine,magari, della sua carriera da calciatore.<br />
Al termine dei miei studi sono arrivato a catalogare tutti gli esercizi che conosco in queste aree:<br />
-    Guida e dominio della palla<br />
-    Ricezione e passaggio<br />
-    Tiro in porta<br />
-    1 vs 1<br />
-    Situazioni di gioco<br />
<strong></strong><br />
<a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/01/images.jpg"><img class="alignright size-full wp-image-2476" title="images" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2011/01/images.jpg" alt="allenatore categoria pulcini" width="263" height="192" /></a>Dividendo poi in queste aree le esercitazioni in regime analitico ed in regime situazionale. Intendendo per regime analitico tutte quelle esercitazioni svolte senza la pressione da parte di avversari,mentre,le esercitazioni in regime situazionale sono tutte le esercitazioni in presenza di avversario che con la presenza del primo obiettivo del gioco del calcio; FARE GOAL!<br />
<strong></strong><br />
L’utilizzo di questa divisione delle esercitazioni in aree è molto importante anche per quanto riguarda la pianificazione annuale e triennale. In ogni mese di pianificazione si pone un obiettivo principale su una delle aree non tralasciando ovviamente lo sviluppo delle aree.<br />
<strong></strong><br />
Esempi di sedute di allenamento<br />
<strong>Gennaio obiettivo principale: 1 vs 1 </strong><br />
Seduta di allenamento<br />
-    Esercitazione 1 vs 1 in regime analitico<br />
-    Esercitazione Ricezione e Passaggio in regime analitico<br />
-    Esercitazione di 1 vs 1 in regime situazionale<br />
-    Esercitazione sul tiro in porta in regime analitico<br />
-    Partita finale<br />
<strong></strong><br />
<strong>Febbraio obiettivo principale: Ricezione e Passaggio</strong><br />
Seduta di allenamento<br />
-    Esercitazione Ricezione e Passaggio in regime analitico<br />
-    Esercitazione 1 vs 1 in regime situazionale<br />
-    Esercitazione Ricezione e Passaggio in regime situazionale<br />
-    Esercitazione Situazione di gioco (2 vs 1)<br />
-    Partita Finale<br />
<strong></strong><br />
Questi sono due esempi di sedute tipo in cui vi è un obiettivo predominante con l’allenamento anche di altri obiettivi fondamentali.Nei prossimi articoli parlerò ,di articolo in articolo, di tutte le aree , sviscerandone una per volta inserendo tutte le esercitazioni che utilizzo per ogni aree progredendo dal semplice al complesso.Per poi concludere con la programmazione di allenamento dopo allenamento per tutti i tre anni della categoria.<br />
<strong></strong><br />
<strong>SUGGERIMENTI PER ALLENATORI </strong><br />
Per concludere questo articolo introduttivo vorrei dare dei consigli agli allenatori per poter affrontare bene la stagione e ogni singola seduta.<br />
<strong></strong><br />
AVANTI GRADUALMENTE: Assicuratevi che le esercitazioni contenute nelle vostre proposte siano appropriate al livello dei vostri giocatori. Cambiate spesso le esercitazioni,perché la monotonia rende i giocatori meno concentrati. Non abbiate la presunzione di voler insegnare troppe nozioni nella stessa seduta.<br />
<strong></strong><br />
ALLENAMENTO ALL’INSEGNA DEL DIVERTIMENTO:Assicuratevi che le vostre sedute siano divertenti,ricordatevi sempre che i vostri giocatori sono dei bambini e non dei piccoli uomini. Annotatevi le esercitazioni che hanno funzionato bene,per poterle riproporre più avanti nello sviluppo del campionato.<br />
<strong></strong><br />
SIATE CHIARI:Assicuratevi di comunicare in maniera semplice,chiara e restate calmi quando insegnate un esercitazione o un fondamentale. Non gridate,anzi,sorridete fate elogi ed incoraggiate molto i giovani giocatori<br />
<strong></strong><br />
RENDETE I GIOCATORI CONSAPEVOLI:Incoraggiate i giocatori a fare domande,e a non aver paura di commettere errori. In questo modo impareranno e cresceranno. Siate pazienti e ascoltateli.<br />
<strong></strong><br />
DIMOSTRARE E’ MEGLIO DI PARLARE: Dimostrate o fate dimostrare da un vostro giocatore l’esercitazione. Non dimostratela troppo velocemente soprattutto se è nuova e fate sempre vedere cosa fare piuttosto che cosa non fare.﻿</p>
<p>vai all&#8217;articolo 2 <a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/categoria-pulcini-sviluppo-delle-capacita-tecnico-tattiche-2/">categoria pulcini</a></p>
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		<title>L&#8217;allenatore di Calcio e la psicologia 2</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Jun 2010 23:54:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[4-Preparazione Mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Asaro Romanoff]]></category>

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		<description><![CDATA[Il braccio destro dell&#8217; allenatore di calcio Mauricio Pochettino italo-argentino dell’R.C.D. Espanyol, squadra della Primera Division della Liga spagnola è Feliciano Di Blasi . Questi è stato intervistato da Daniela Asaro Romanoff. Clicca qui per vedere la parte 1: L&#8217; allenatore di calcio e la psicologia parte 1 Signor Feliciano, ci spieghi come è stato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/06/daniela.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2018" title="daniela" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/06/daniela.jpg" alt="" width="160" height="212" /></a></p>
<p>Il braccio destro dell&#8217; <strong>allenatore</strong> di calcio Mauricio Pochettino<strong> </strong>italo-argentino dell’R.C.D. Espanyol, squadra della  Primera Division della Liga spagnola è Feliciano Di Blasi . Questi è stato intervistato da Daniela Asaro Romanoff.<br />
<strong></strong><br />
Clicca qui per vedere la parte 1: L&#8217; <a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/calcio-e-psicologia-parte-1/"><strong>allenatore di calcio</strong> </a>e la psicologia parte 1<br />
<strong></strong><br />
<em>Signor Feliciano, ci spieghi come è stato possibile passare in pochi giorni da una bruttissima sconfitta ad una vittoria stupenda?</em><strong><span id="more-2016"></span><br />
</strong>Bisogna tener presente tante componenti, può capitare che nell&#8217;arco di una settimana si passi da zone dove fa molto freddo a posti in cui il caldo è soffocante, il fattore ambientale è da tenere in considerazione. A Tenerife i calciatori hanno sofferto molto anche e soprattutto a causa della grande calura.<br />
<strong></strong><br />
<em>Però la sconfitta è stata incredibilmente pesante, i giocatori apparivano demotivati.</em><br />
In effetti c&#8217;era anche questo problema, appena siamo ritornati a Barcellona, in collaborazione con l&#8217;allenatore in prima abbiamo iniziato con il lavoro psicologico per aumentare l&#8217;autostima dei calciatori.<br />
<strong></strong><br />
<em>E&#8217; un lavoro strettamente congiunto, l&#8217;allenatore Mauricio Pocchettino la segue attentamente.</em><br />
Con Mauricio Pocchettino lavoriamo assieme dal 2001, per cui c&#8217;è fiducia reciproca e grande sintonia. Pocchettino partecipa assieme ai calciatori all&#8217;allenamento psicologico, perché, in campo, si prosegue con l&#8217;allenamento mentale.<br />
<strong></strong><br />
<em>In una conferenza che Lei ha tenuto all&#8217;Università di Barcellona,  ha asserito che l&#8217;allenamento in campo è giunto a livelli che potranno essere ancora migliorati, cambiati, ma di poco, perché quasi tutto è già stato provato e riprovato, per quanto concerne l&#8217;allenamento mentale siamo pressoché agli inizi, per cui, oggigiorno, un buon allenamento psicologo può far la differenza.</em><br />
Sicuramente. I risultati ci sono.<br />
<strong></strong><br />
<em>Possiamo considerare anche i due goal di Daniel Osvaldo come il risultato di un buon recupero dell&#8217;autostima?</em><br />
Per quanto riguarda Osvaldo c&#8217;erano anche problemi fisici, il problema fisico può causare un affaticamento mentale, ma a Siviglia abbiamo visto Osvaldo in splendida forma, quindi il suo recupero è stato a 360°.<br />
<strong></strong><br />
<em>Spero che potremo riparlarne presto, approfondendo l&#8217;argomento, per ora ci può brevemente parlare delle tecniche che Lei adotta per il recupero psicologico dei calciatori?</em><br />
Il programma è basato sul dialogo, sul contatto giornaliero con ogni calciatore, ci sono riunioni e lavori di gruppo, ma spesso è proficuo dialogare con il singolo giocatore. Il lavoro prende in considerazione vari aspetti, si va dall&#8217;ambito <strong><a href="http://marcovalerioricci.net/oltrelapnl/corso01/">neurolinguistico</a> </strong>alla visualizzazione, si lavora molto sui rapporti interpersonali, una squadra coesa offre i risultati migliori. E&#8217; un lavoro molto dettagliato, che esige la partecipazione attiva dei soggetti.<br />
<strong></strong><br />
<em>La gestione degli spazi in campo è di massima importanza, anche questo aspetto viene migliorato dall&#8217;allenamento mentale?</em><br />
Certamente.<br />
<strong></strong><br />
<em>Lei riscontra sempre una partecipazione attiva da parte dei calciatori?</em><br />
Sì, sono molto interessati, anche perché sono consapevoli che il lavoro psicologico è determinante per il loro percorso calcistico.<br />
<strong></strong><br />
<strong>Daniela Asaro Romanoff:</strong> INTERVISTA  dd.6 aprile 2010</p>
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		<title>L&#8217;allenatore di Calcio e la psicologia  1</title>
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		<pubDate>Wed, 19 May 2010 21:48:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[4-Preparazione Mentale]]></category>
		<category><![CDATA[Daniela Asaro Romanoff]]></category>
		<category><![CDATA[calcio psicologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Feliciano Di Blasi è il &#8216;braccio destro&#8217; di Mauricio Pochettino, allenatore di calcio italo-argentino dell&#8217;R.C.D. Espanyol, squadra della Primera Division della Liga spagnola. L&#8217;allenatore psicologo, che affianca l&#8217;allenatore tradizionale, è oramai una realtà del calcio da parecchi anni, si può risalire tranquillamente agli anni ottanta. Nel nostro Paese una squadra all&#8217;avanguardia per quanto concerne la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/05/daniela.jpg"><img class="size-full wp-image-1970 aligncenter" title="daniela" src="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/wp-content/uploads/2010/05/daniela.jpg" alt="" width="160" height="212" /></a><br />
<strong></strong></p>
<p>Feliciano Di Blasi è il &#8216;braccio destro&#8217; di Mauricio Pochettino, <strong>allenatore</strong> <strong>di calcio</strong> italo-argentino dell&#8217;R.C.D. Espanyol, squadra della Primera Division della Liga spagnola.</p>
<p><strong>L&#8217;allenatore </strong>psicologo<strong>,</strong> che affianca l&#8217;allenatore tradizionale, è oramai una realtà del calcio da parecchi anni, si può risalire tranquillamente agli anni ottanta. Nel nostro Paese una squadra all&#8217;avanguardia per quanto concerne la psicologia applicata al calcio è stata il &#8216;Milan&#8217;, di questa società sportiva, Feliciano Di Blasi parla con molto rispetto. Ricordiamo che il dott. Di Blasi, prima di collaborare con il &#8216;Paris Saint Germain&#8217; e da alcuni anni con l&#8217;R.C.D. Espanyol di Barcellona, ha lavorato in molte società calcistiche italiane.<span id="more-1969"></span><br />
<strong></strong><br />
Proprio quando collaborava con <strong>l&#8217;Udinese</strong> si è laureato in Psicologia all&#8217;Università di Rijeka (l&#8217;italiana Fiume). In seguito Feliciano ha conseguito il dottorato e il Master in Psicologia negli Stati Uniti.<br />
<strong></strong><br />
Considerata la curiosità che molti appassionati di calcio<strong> </strong>hanno nei confronti dell&#8217;allenamento mentale, abbiamo chiesto al dott. Feliciano Di Blasi un&#8217;intervista, concernente la sua professione di psicologo dell&#8217;R.C.D. Espanyol.<br />
<strong></strong><br />
<em>Quando ha iniziato con la sua attività di allenatore psicologico nelle Società calcistiche?</em><br />
Ho iniziato verso la fine degli anni ottanta all&#8217;Udinese calcio.<br />
<em><br />
Lei ha studiato psicologia in una città mitteleuropea e propria nella mitteleuropa è nata questa scienza?</em><br />
Sì, ho studiato all&#8217;Università di Rijeka, città italiana fino alla II guerra mondiale.<br />
<strong></strong><br />
<em>Già, l&#8217;italiana Fiume, di D&#8217;Annunziana memoria … .<br />
Il Master lo ha conseguito negli Stati Uniti, vantaggi e svantaggi dei metodi di insegnamento statunitensi?</em><br />
Il vantaggio è che si inizia dalla pratica per passare poi alla teoria<strong> </strong>e questo metodo semplifica di molto l&#8217;apprendimento. Lo svantaggio è che gli americani sono assai settoriali, per cui lo psicologo americano non ha una cultura universitaria a 360°.<br />
<strong></strong><br />
<em>E&#8217; esattamente così anche per la Fisica, partire dalla pratica aiuta moltissimo.<br />
Secondo Lei, quali società calcistiche sono state all&#8217;avanguardia per quanto riguarda la psicologia abbinata al calcio?</em><br />
Io credo che l&#8217;Italia, ed in particolare il Milan, siano sempre stati all&#8217;avanguardia. Ricordo che al Milan io ho potuto fare un buon lavoro assieme al prof. De Michelis.<br />
<strong></strong><br />
<em>Nella conferenza che Lei ha tenuto all&#8217;Università di Barcellona,  ha detto che i metodi relativi al modulo, alle strategie, alla tecnica, ecc. non hanno un grande margine di miglioramento.</em></p>
<p><em> Le &#8216;strategie psicologiche&#8217; sono appena agli inizi  e attraverso questi studi si può fare molto per  migliorare la qualità di gioco del calciatore e la coesione della squadra?</em><br />
Il  training psicologico è molto articolato e complesso<strong>. </strong>In parole semplici posso dirle che innanzitutto  teniamo sotto controllo lo stress con  periodici controlli ormonali.</p>
<p>Attraverso la visualizzazione dei problemi il calciatore trae notevole vantaggio al fine di un ottimale equilibrio psicosomatico. La visualizzazione aiuta il calciatore ad eliminare il sovraccarico di stress.<br />
<strong></strong><br />
Con la visualizzazione si fa prevalere quanto è positivo su ciò che è negativo. Ovviamente l&#8217;apprendimento di nuove tecniche e strategie proposte dall&#8217;allenatore viene reso più veloce dal potenziamento cognitivo. Bisogna, inoltre, tener presente che può non essere facile per un calciatore gestire lo spazio-tempo<strong>,</strong> e, soprattutto gestirlo assieme al gruppo, pertanto con l&#8217;allenamento psicologico si lavora tantissimo per migliorare questa indispensabile abilità.<br />
<strong></strong><br />
<em>In certi casi particolari vengono coinvolte anche le famiglie dei calciatori?</em><br />
Abbiamo lavorato parecchio con le famiglie quando ero al &#8216;Paris Saint Germain&#8217;, era stato elaborato un programma ben preciso. L&#8217;R.C.D. Espanyol coinvolge le famiglie solo in casi di estrema necessità e gravità.<br />
<strong></strong><br />
<em>Mi ha colpito molto il rendimento positivo di Osvaldo…che ne dice?</em><strong><br />
</strong>Siamo molto soddisfatti della presenza di Osvaldo in squadra<strong>. </strong>Non dimentichiamo che a inizio campionato l&#8217;Espanyol aveva una grande difficoltà a realizzare, da quando è arrivato Osvaldo abbiamo un attacco senza dubbio più incisivo.</p>
<p>E&#8217; un calciatore di grande talento, il suo inserimento nel gruppo è sempre stato molto buono. Osvaldo è convinto, motivato ed abbiamo i risultati, finora ha segnato sei goal.<br />
<strong></strong><br />
<em>Quando ci siamo incontrati in gennaio qui, alla sede dell&#8217;R.C.D. Espanyol, l&#8217;<strong>allenatore</strong> Mauricio Pochettino mi aveva detto che durante tutto il campionato 2009/10 la priorità sarebbe stata data  al &#8216;progetto salvezza&#8217;  e per il campionato 2010/11 avreste elaborato un programma  molto interessante, per portare l&#8217;Espanyol in zone più alte della classifica. </em></p>
<p><em>Ora siamo alla fine del campionato 2009/10, il &#8216;progetto salvezza&#8217; si è realizzato esattamente come Voi avevate previsto</em>?<br />
Mancano ancora delle partite per la fine del campionato, però credo di poter dire che abbiamo lavorato e stiamo continuando a lavorare con grande tenacia, cercando di dare tutti quanti  sempre il meglio di noi stessi.</p>
<p><strong>Daniela Asaro Romanoff</strong></p>
<p>continua: L&#8217;<strong> <a href="http://ancheiopossoallenare.com/contenuti/lallenatore-di-calcio-e-la-psicologia-2/">allenatore </a></strong>di calcio e la psicologia 2<strong><br />
</strong></p>
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