L’allenatore di Calcio e la psicologia 1
Posted on maggio 19, 2010
Filed Under 4-Preparazione Mentale, Daniela Asaro Romanoff
Feliciano Di Blasi è il ‘braccio destro’ di Mauricio Pochettino, allenatore di calcio italo-argentino dell’R.C.D. Espanyol, squadra della Primera Division della Liga spagnola.
L’allenatore psicologo, che affianca l’allenatore tradizionale, è oramai una realtà del calcio da parecchi anni, si può risalire tranquillamente agli anni ottanta. Nel nostro Paese una squadra all’avanguardia per quanto concerne la psicologia applicata al calcio è stata il ‘Milan’, di questa società sportiva, Feliciano Di Blasi parla con molto rispetto. Ricordiamo che il dott. Di Blasi, prima di collaborare con il ‘Paris Saint Germain’ e da alcuni anni con l’R.C.D. Espanyol di Barcellona, ha lavorato in molte società calcistiche italiane.
Proprio quando collaborava con l’Udinese si è laureato in Psicologia all’Università di Rijeka (l’italiana Fiume). In seguito Feliciano ha conseguito il dottorato e il Master in Psicologia negli Stati Uniti.
Considerata la curiosità che molti appassionati di calcio hanno nei confronti dell’allenamento mentale, abbiamo chiesto al dott. Feliciano Di Blasi un’intervista, concernente la sua professione di psicologo dell’R.C.D. Espanyol.
Quando ha iniziato con la sua attività di allenatore psicologico nelle Società calcistiche?
Ho iniziato verso la fine degli anni ottanta all’Udinese calcio.
Lei ha studiato psicologia in una città mitteleuropea e propria nella mitteleuropa è nata questa scienza?
Sì, ho studiato all’Università di Rijeka, città italiana fino alla II guerra mondiale.
Già, l’italiana Fiume, di D’Annunziana memoria … .
Il Master lo ha conseguito negli Stati Uniti, vantaggi e svantaggi dei metodi di insegnamento statunitensi?
Il vantaggio è che si inizia dalla pratica per passare poi alla teoria e questo metodo semplifica di molto l’apprendimento. Lo svantaggio è che gli americani sono assai settoriali, per cui lo psicologo americano non ha una cultura universitaria a 360°.
E’ esattamente così anche per la Fisica, partire dalla pratica aiuta moltissimo.
Secondo Lei, quali società calcistiche sono state all’avanguardia per quanto riguarda la psicologia abbinata al calcio?
Io credo che l’Italia, ed in particolare il Milan, siano sempre stati all’avanguardia. Ricordo che al Milan io ho potuto fare un buon lavoro assieme al prof. De Michelis.
Nella conferenza che Lei ha tenuto all’Università di Barcellona, ha detto che i metodi relativi al modulo, alle strategie, alla tecnica, ecc. non hanno un grande margine di miglioramento.
Le ‘strategie psicologiche’ sono appena agli inizi e attraverso questi studi si può fare molto per migliorare la qualità di gioco del calciatore e la coesione della squadra?
Il training psicologico è molto articolato e complesso. In parole semplici posso dirle che innanzitutto teniamo sotto controllo lo stress con periodici controlli ormonali.
Attraverso la visualizzazione dei problemi il calciatore trae notevole vantaggio al fine di un ottimale equilibrio psicosomatico. La visualizzazione aiuta il calciatore ad eliminare il sovraccarico di stress.
Con la visualizzazione si fa prevalere quanto è positivo su ciò che è negativo. Ovviamente l’apprendimento di nuove tecniche e strategie proposte dall’allenatore viene reso più veloce dal potenziamento cognitivo. Bisogna, inoltre, tener presente che può non essere facile per un calciatore gestire lo spazio-tempo, e, soprattutto gestirlo assieme al gruppo, pertanto con l’allenamento psicologico si lavora tantissimo per migliorare questa indispensabile abilità.
In certi casi particolari vengono coinvolte anche le famiglie dei calciatori?
Abbiamo lavorato parecchio con le famiglie quando ero al ‘Paris Saint Germain’, era stato elaborato un programma ben preciso. L’R.C.D. Espanyol coinvolge le famiglie solo in casi di estrema necessità e gravità.
Mi ha colpito molto il rendimento positivo di Osvaldo…che ne dice?
Siamo molto soddisfatti della presenza di Osvaldo in squadra. Non dimentichiamo che a inizio campionato l’Espanyol aveva una grande difficoltà a realizzare, da quando è arrivato Osvaldo abbiamo un attacco senza dubbio più incisivo.
E’ un calciatore di grande talento, il suo inserimento nel gruppo è sempre stato molto buono. Osvaldo è convinto, motivato ed abbiamo i risultati, finora ha segnato sei goal.
Quando ci siamo incontrati in gennaio qui, alla sede dell’R.C.D. Espanyol, l’allenatore Mauricio Pochettino mi aveva detto che durante tutto il campionato 2009/10 la priorità sarebbe stata data al ‘progetto salvezza’ e per il campionato 2010/11 avreste elaborato un programma molto interessante, per portare l’Espanyol in zone più alte della classifica.
Ora siamo alla fine del campionato 2009/10, il ‘progetto salvezza’ si è realizzato esattamente come Voi avevate previsto?
Mancano ancora delle partite per la fine del campionato, però credo di poter dire che abbiamo lavorato e stiamo continuando a lavorare con grande tenacia, cercando di dare tutti quanti sempre il meglio di noi stessi.
Daniela Asaro Romanoff
continua: L’ allenatore di calcio e la psicologia 2
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