Che mezzo di allenamento usi per allenare la capacità o la potenza aerobica?

INFLUENZA DI DUE MODELLI DIFFERENTI DI ALLENAMENTO SULLA
POTENZA E SULLA RESISTENZA AEROBICA
J. Candel, R. Sassi
Obiettivo
E’ stato effettuata uno studio che, in un gruppo di giovani calciatori, aveva
l’obiettivo di valutare l’incidenza sulla capacità e sulla potenza aerobica di due
sistemi di allenamento differenti, ma uguali per durata e per distanza
complessiva percorsa; per valutare i giocatori prima e dopo la sperimentazione,
sono stati utilizzati prove da campo e da laboratorio.
Test utilizzati
All’inizio ed al termine del protocollo descritto sono state realizzate le seguenti
prove:
Test da campo : “navetta”, 6 ripetizioni di 20+20 metri (andata e ritorno) con un
recupero tra le ripetizioni di 20 secondi.
Test da laboratorio: ergospirometria sul tappeto rotante, utilizzando il protocollo
di Astrand
Metodo
Per entrambi i “mezzi” è stata utilizzata la stessa distanza (4.000 metri) e lo stesso tempo (30 minuti);
il lavoro è stato effettuato due volte la settimana per la durata di sei settimane. Il gruppo
studiato era costituito da 14 calciatori di livello giovanile (Juvenil sub 16)
appartenenti alla Società del Valencia CF;
- la metà di loro (gruppo A) correva a ritmo costante, coprendo ogni tratto di 1.000 m in 3’50″;
- l’altra metà (gruppo B) a ritmo discontinuo, impiegando sempre 3’50” a compiere ogni tratto di 1.000 m, ma alternando 80 m in 20″ a 20 m in 3″.
Prima dell’allenamento specifico sono stati effettuati 20 minuti di riscaldamento
generale che terminava con una corsa continua ad un ritmo abbastanza elevato.
Dopo il riscaldamento, svolto da tutti nel medesimo modo, si formavano i due
gruppi A e B per il lavoro differenziato.
Successivamente, dopo l’allenamento del protocollo, si continuava con un allenamento
congiunto di tipo tecnico-tattico.
Il gruppo A, ha realizzato un lavoro che consisteva in quattro ripetizioni di corsa a
ritmo continuo di 1.000 m, effettuati in 3’50″, con recupero di 3 min tra le
ripetizioni.
Il gruppo B, ha realizzato un lavoro che consisteva in quattro ripetizioni di corsa a
ritmo discontinuo di 1.000 m sempre nel tempo totale di 3’50″, ma alternando
per 10 volte 80 metri in circa 20” con 20 metri in circa 3”, sino a completare i
1.000 m; anche in questo caso il recupero tra le ripetizioni era di 3 minuti.
In pratica i due gruppi partivano ed arrivavano allo stesso momento, ma
l’esecuzione del lavoro aveva modalità differenti.
I due gruppi hanno effettuato questo lavoro programmato due volte per settimana (lunedì e mercoledì) per un periodo di 6 settimane consecutive, oltre all’allenamento abituale (solo con la palla).
Dati di fatto
All’inizio ed al termine della ricerca sono realizzati un test da campo (“navetta”) e un’ ergospirometria, e sono stati valutati il Vo2max, la soglia ventilatoria 1, la soglia ventilatoria 2, la frequenza cardiaca di soglia e il picco di lattato.
Non si sono registrate Differenze Statisticamente Significative (DSS)
nella valutazione tra i gruppi prima dei test.
Dopo l’allenamento si sono evidenziate DSS nel test navetta.
In quanto al Vo2max, non si sono apprezzate DSS, mentre la soglia ventilatoria 1 è migliorata in ambo i gruppi in modo significativo; la soglia ventilatoria 2 ha mostrato un miglioramento
statistico soltanto nel gruppo B. Non si sono osservate DSS nel picco di lattato.
Conclusione
Dai risultati ottenuti dai test si può pensare che nella programmazione di un allenamento
aerobico sia interessante individualizzare prima di tutto l’obiettivo del lavoro;
quando, per esempio, l’obiettivo è il miglioramento della “capacità”, si potrebbe utilizzare il tipo di lavoro a ritmo continuo (quello utilizzato dai soggetti del gruppo A),
mentre quando si desidera migliorare la “potenza” si potrebbe utilizzare il lavoro intermittente (quello dei soggetti del gruppo B).
Se vuoi approfondire www.robertosassi.it








