1 Allenatore: Cos’è la psicocinetica?

Il calciatore è sottoposto in ogni momento della gara ad un bombardamento di stimoli di varia natura in tutte le fasi del gioco.
L’imprevedibilità è la caratteristica principale del calcio.
L’acquisizione delle informazioni, la capacità di leggere le situazioni, il saper indirizzare l’attenzione su ciò che è veramente rilevante piuttosto che su quello che non lo è, la capacità di anticipazione cioè l’abilità del calciatore di trovare soluzioni ai quesiti posti dalle varie situazioni prima dell’avversario sono delle vere e proprie qualità, in gran parte dipendenti dal patrimonio genetico individuale dell’atleta, ma che comunque devono essere proposte da un allenatore e stimolate ed allenate contemporaneamente ed in maniera integrata con tecnica, tattica e preparazione fisico-atletica.
Pertanto un allenamento specifico, ad hoc, nel calcio deve tenere necessariamente conto di tutti i processi mentali che precedono la risposta motoria.
La psicocinetica è una possibile risposta a questa esigenza, vale a dire alla ricerca di un allenamento globale che permette uno sviluppo completo del calciatore sotto i diversi profili.
Essa concentra in se stessa tutto ciò che lega un movimento (cinetica) ad un ragionamento (psico): quindi è la “capacità di eseguire un movimento voluto, cosciente e giustificato”
Come, quando e quanto applicarla?
Mai come nel lavoro psicocinetico valgono i principi della gestione dell’allenamento.
Il calciatore deve essere o divenire consapevole di ciò che fa e conoscere il come ed il perché delle attività che pone in essere e a cui partecipa personalmente.
Un allenatore deve fare in modo che gli atleti siano interessati, giacché la motivazione è essa stessa alla base di ogni serio e duraturo apprendimento.
Nel lavoro psicocinetico l’allenatore deve essere particolarmente metodico ed ordinato, deve darsi una programmazione precisa e porsi obiettivi semplici.
Analogamente l’allenatore dovrà fare con i suoi atleti impegnati in attività psicocinetiche, i quali dovranno avere una programmazione puntuale e obiettivi chiari.
Le esercitazioni inizialmente devono essere inizialmente di facile risoluzione.
Qual’è Compito dell’allenatore?
L’allenatore deve porsi in maniera propositiva, richiamando l’attenzione su particolari precisi e mai eccessivamente numerosi.
Non dev’essere l’allenatore a dare o proporre soluzioni, ma deve attendere che siano i calciatori ad elaborare ipotesi di soluzione al problema volta per volta posto.
Lo scopo principe della psicocinetica, infatti, è quello di contribuire a formare un calciatore che sappia osservare la realtà non soltanto con gli occhi ma anche con la mente, che riesca a capire in anticipo le situazioni e selezionare un programma motorio corrispondente alla risposta più adeguata nelle contingenti condizioni spazio-temporali.
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