2 Allenatore: Cos’è la psicocinetica?

Progressione didattica e carichi di lavoro
Inserire dell’ esercitazioni psicocinetiche nell’allenamento calcistico comporta, da parte dell’allenatore, un’attenzione tutta particolare relativamente alla cura della progressione didattica e dei carichi di lavoro.
Un eccessivo carico di sollecitazioni del sistema nervoso centrale può portare il gruppo o il singolo giocatore in uno stato di confusione e di insicurezza nei propri mezzi e nelle proprie capacità che si può ripercuotere nella prestazione della domenica.
Infatti uno dei compiti fondamentali dell’allenatore è quello di fare in modo che i propri giocatori si sentano sicuri e forti.
Nel momento in cui l’allenatore propone delle esercitazioni, qualunque esse siano, i calciatori devono essere consapevoli di ciò che fanno e dei motivi per cui lo fanno.
La consapevolezza dei giocatori è determinante per la buona riuscita dei lavori psicocinetici perché solo attraverso di essa si ottiene la motivazione necessaria per migliorarsi e l’entusiasmo indispensabile affinché un allenamento di qualsiasi natura sia produttivo.
Inizialmente le esercitazioni psicocinetiche proposte dall’allenatore devono essere semplici affinché i calciatori stiano attenti a percepire e capire la situazione rendendo più facile e veloce la costruzione della risposta motoria.
Nelle esercitazioni con il pallone dapprima ci saranno solo le mani e in seguito si passerà ai piedi.
Ogni lavoro di psicocinetica che un allenatore decide di realizzare deve comprendere:
-un periodo fatto di tentativi per trovare la soluzione ai problemi di relazione psicomotoria;
-seguito da un periodo di recupero che servirà per analizzare l’esercitazione stessa ed eventuali difficoltà insorte;
-ed un periodo finale per l’approfondimento.
Nelle sedute successive di allenamento l’allenatore dovrà badare a fornire un filo logico alla progressione del lavoro proposto.
L’acquisizione e la stabilizzazione di questi ultimi, infatti, serviranno per interpretare e risolvere in maniera creativa e indipendente le diverse situazioni di gioco.
Ripetere l’esercitazione più volte consentirà inoltre di memorizzare gli stessi concetti come via via elaborati e quindi la possibilità connessa di utilizzarli in ulteriori contesti, analoghi o diversi.
Ciò permette ad un allenatore di allenare il giocatore ad ottimizzare e velocizzare le capacità di comprensione della situazione di gioco, di velocizzare la scelta mentale della soluzione da applicare in campo, e di conseguenza di trasformare la soluzione in un gesto tecnico o/e motorio o/e tattico più corretto in base alla sua esperienza di campo.
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