4 Quali sono i compiti dell’allenatore di calcio in seconda
Posted on giugno 5, 2010
Filed Under 1-Preparazione Tattica, 2-Preparazione Atletica, 3-Preparazione Tecnica, 4-Preparazione Mentale
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2) Un’altra fase vitale dell’ allenatore di calcio per la preparazione è quella relativa allo studio degli avversari che di volta in volta si andranno ad incontrare.
Solitamente vengono inviati osservatori a visionare almeno due o tre gare della squadra interessata, ed al contempo vengono videoregistrati gli incontri, in modo da poter analizzare compiutamente situazioni che per forza di cose non potrebbero essere percepite direttamente durante la gara.
Tra gli schemi più seguiti vi sono solitamente i calci da fermo, sia attivi che passivi, divenuti negli ultimi anni sempre più determinanti ai fini del risultato.
Inoltre, grazie ad utilissimi ed innovativi programmi computerizzati, è ora possibile schematizzare in percentuali le varie fasi di gioco: passaggi da un calciatore e movimenti dello stesso, zone del campo maggiormente coperte o sfruttate, zone di copertura a seconda dei movimenti degli avversari, ecc.
Le possibilità sono molteplici, ed, inutile sottolinearlo, interessantissime, ovviamente, però, questo lavoro esige un tributo temporale e di concentrazione notevole, nonché la necessaria capacità per vedere al volo determinati movimenti.
Una volta preparata la cassetta con le azioni da rivedere ed eventuali report statistici i due tecnici si confrontano nuovamente prima di mostrare il tutto all’intera squadra, spiegare e far vedere sul campo eventuali misure e contromosse.
3) Soprattutto a certi livelli (A e B), dove è necessario avere più persone per ricoprire i diversi ruoli, e dove si rende necessaria un’articolata organizzazione del lavoro di tutte queste figure rapportato alle esigenze del tecnico responsabile, il secondo ha il compito di coordinare l’operato di medici, massaggiatori, fisioterapisti,
preparatori atletici, allenatore dei portieri, magazzinieri, ecc..
4) Il compito più delicato, e forse più difficile, resta comunque quello relativo alla gestione del gruppo.
Qui le capacità psicologiche del secondo andranno sfruttate al meglio per porre in essere con tutto il gruppo e con ogni singolo calciatore un rapporto professionale, ma non troppo distaccato, e personale, ma di non eccessiva confidenza.
Ciò sarà basilare per mantenere quell’equilibrio necessario a far sì che nei suoi confronti esistano stima, fiducia e credibilità, ma che al tempo stesso il rapporto non sconfini in qualcosa di troppo personale che renderebbe poi difficile la convivenza lavorativa.
Quest’attività oltre a favorire il “compattamento” dello spogliatoio è importantissima per l’instaurazione di una corretta relazione tra squadra ed allenatore.
Grazie ad una buona coesione di gruppo ed ad una costruttiva accettazione del credo calcistico del tecnico, sarà possibile dare alla squadra quel quid in più in grado di fornire le giuste motivazioni e la giusta carica per il raggiungimento dell’obiettivo finale.
Inutile dire che per ottimizzare i risultati tutto lo staff e tutti i calciatori devono essere ben predisposti ad un lavoro di gruppo, ma non bisogna sottovalutare l’importanza di un ruolo atto a cercare di eliminare o minimizzare le inevitabili tensioni che nel corso di una stagione per forza di cose possono venirsi a creare tra i vari componenti del gruppo.
Walter Mazzarri, da allenatore di calcio inizia come secondo di Ulivieri prima a Bologna e poi a Napoli, scrivendo una tesi da vero dottore del calcio (questa!!).
Con la società rossoblù allena anche la Primavera per poi scendere ad Acireale in C2, chiudendo al nono posto con la squadra che, dichiarerà, gli ha regalato soddisfazioni, per poi approdare a Pistoia in C1 (decimo).
Nel campionato 2003-04 viene ingaggiato come allenatore i
n prima dal Livorno in Serie B, portando la squadra della sua città alla promozione diretta in Serie A. L’anno successivo viene ingaggiato da un’altra squadra amaranto: la Reggina.
A Reggio Calabria Mazzarri trascorre tre anni importantissimi: nel suo primo campionato in riva allo Stretto, quello del 2004-2005, porta gli amaranto al 10° posto in Serie A; l’anno successivo, malgrado uno stentato inizio, riesce poi a condurre la squadra verso una tranquilla salvezza.
Ma il vero miracolo lo compie nella stagione successiva, conquistando la salvezza all’ultima giornata nonostante la squadra partisse da una penalizzazione di 15 punti (poi ridotti a 11) in classifica.
Senza questa penalizzazione la formazione calabrese si sarebbe qualificata per disputare l’Intertoto. Grazie a tale risultato, il 30 maggio 2007 gli viene conferita la cittadinanza onoraria di Reggio Calabria…
per i dettagli wikipedia: clicca qui
continua: Quali sono i compiti dell’allenatore di calcio in seconda [parte 5]
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