10. 12 mosse per programmare il ritiro precampionato

Posted on novembre 7, 2009 
Filed Under 1-Preparazione Tattica, 2-Preparazione Atletica, 3-Preparazione Tecnica, 4-Preparazione Mentale

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10 puntata: cosa deve fare un allenatore per  programmare il ritiro precampionato?

1.    In base alla conoscenza della data di Coppa Italia e d’inizio Campionato devi fissare la data d’inizio degli allenamenti del ritiro precampionato e la sua durata (quanti giorni?)

2.    Devi fissare l’orario d’inizio allenamenti e il numero di sedute settimanali del periodo precampionato,

3.    Devi decidere quali giocatori devono formare la rosa della prima squadra e il numero di giocatori da portare in ritiro,

4.     Devi andare personalmente a visionare il luogo del ritiro precampionato, (se non lo ha mai visto),

5.
Devi stabilire col magazziniere le attrezzature sportive che devi portare in ritiro e verificare con lui che ci sia una lavanderia pronta a lavare gli indumenti da gioco,

6.    Devi preparare il menu (nel caso in cui non ci sia il medico): colazione, pranzo e cena (come alimentare i giocatori durante il ritiro precampionato),

7.    Devi determinare quanti e quali test effettuare e la data o il periodo in cui effettuarli ,

8.    Devi scegliere quale modello di preparazione atletica precampionato vuoi proporre in ritiro.  Mi spiego meglio: per esempio molti allenatori o prep. atletici sono convinti che al primo posto in ordine di importanza c’è lo sviluppo della forza e poi quello della resistenza, altri invece dicono il contrario, altri invece dicono che sono importanti tutte e due e in base a questo stabiliscono i volumi di allenamento. Tu devi avere le idee chiare su come vuoi impostare la preparazione atletica e quali devono essere le capacità più importanti da sviluppare in questo periodo.

9.    L’allenatore in funzione della struttura sportiva, delle attrezzature messe a disposizione dalla società, insieme al preparatore atletico, (se c’è! ) deve stabilire i mezzi e  i metodi di allenamento. (esempio se all’interno della struttura sportiva c’è una palestra attrezzata, allora potrà programmare una serie di allenamenti che prevedano l’uso di queste attrezzature per lo sviluppo della forza, nel caso non ci fosse questa possibilità dovrà programmare lo sviluppo della forza tramite altri mezzi)

10.    Deve organizzare il mesociclo, i microcicli e le singole  sedute d’allenamento in modo da rispettare un’opportuna alternanza tra i vari carichi di lavoro (per esempio: proporre l’allenamento dello sviluppo della forza a giorni alterni, un giorno si e l’altro no) in maniera che non si verifichi un elevato affaticamento specifico in quella seduta di allenamento,

11.    Deve organizzare la successione dei singoli allenamenti e in modo che sia prevista l’opportuna collocazione di sedute a carico ridotto dopo allenamenti con carichi elevati, per consentire il necessario adattamento al fisico e alla mente dei giocatori,

12.    L’allenatore deve fissare insieme al d.s. quante amichevoli vuole fare, quando le vuole fare e con chi le vuole fare (la categoria degli avversari) e considerare questa partita come un allenamento vero e proprio. Solo dopo aver fissato queste amichevoli il tecnico deve organizzare il piano di allenamento.

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